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49001. 27 Giugno 1949 20.15 IR1 INS./N.AF.


ALBERA LIGURE (AL) - Un veterinario si trovava insieme ad un amico, tale Ercole Cerutti, in prossimità del torrente Borbera, quando si resero conto dell'avvicinamento di uno strano oggetto, volante a circa dieci metri di quota. La parte inferiore dell'oggetto era di colore ottone, mentre quella superiore era composta da una grande "vetrata" suddivisa in quattro parti: la sua dimensione era di circa due metri di diametro. Osservandolo sulla loro perpendicolare, l'oggetto appariva di forma circolare e sulla sua parte inferiore sembravano collocati quattro sostegni di colore scuro o, comunque, qualcosa di simile. Da delle "bocche" messe posteriormente all'oggetto fuoriusciva un gas "molto pressato", di colore arancione molto intenso ed orientato verso il basso: il teste mise in relazione questo particolare con il movimento ascensionale assunto, in quel momento, dal velivolo. La scia lasciata da questo gas era lunga circa quaranta metri e diventava unica dopo circa cinque-sei metri dall'uscita delle relative "bocche". Muovendosi emettendo solamente un lieve fruscio, passò sopra ad un gruppo di piante (ad un'altezza stimata tra i quaranta ed i cinquanta metri), superò una vicina collina e sparì alla vista.

(lettera del teste al C.I.S.U.)

Nel 1985 il teste inviò una lettera al CISU (a seguito di un articolo apparso sul quotidiano "La Stampa") in cui relazionava il suo avvistamento "al fine di contribuire alla comprensione del problema da parte degli studiosi". L'uomo a seguito di quell'evento incominciò a leggere quanto veniva pubblicato dalla stampa sull'argomento, compreso un libro di ufologia, circa trent'anni dopo la sua esperienza. Il teste è convinto che l'origine di questi fenomeni sia extraterrestre, anche se all'epoca pensò che quanto osservato fosse riconducibile ad un qualcosa di nuovo prodotto da russi o americani.