A NEWSCLIPPING ABOUT THE CASEAN ARTIST'S SKETCH


6205. 18 Dicembre 1962 02.20 IR3

MILANO - Un vigile notturno, Francesco Rizzi (36), si trovava nel cortile di un'azienda tessile per un giro d'ispezione quando sentì un "qualcosa che gli sibilava dietro la nuca", che stava aumentando d'intensità. Voltandosi, vide uno strano oggetto discoidale fermo ad un metro da terra, proprio a pochi passi da lui. Era di metallo chiaro,"forse alluminio", con dei riflessi argentei: nella parte superiore aveva una torretta ed intorno vari oblò. Il sibilo cessò e nella "pancia" dell'oggetto si aprì un portello, da cui si affacciò uno strano essere. Non era alto più di un metro, aveva la testa completamente nera ed indossava una tuta fluorescente, "che confondeva la vista". Puntò l'indice della mano destra verso l'uomo e con l'altra gli fece cenno di avvicinarsi e di non aver paura, ma il teste era come paralizzato e non riusciva a muoversi. Dalla luce azzurrina proveniente dal portello aperto emerse un secondo essere, "che fece un gesto alla prima creatura, come per intimargli di ritirarsi". Dopo che l'essere fu rientraro, il portello si chiuse silenziosamente e il sibilo si fece di nuovo sentire. L'oggetto decollò, sparendo in una nuvola di fumo bianco e, contemporaneamente l'uomo fu di nuovo in grado di muoversi liberamente.

Agli inizi del 1989, Cesare Carassiti, un giornalista che all'epoca si occupò della vicenda, fornì una nuova versione del caso, con l'aggiunta di particolari inediti. L'oggetto avrebbe avuto un diametro di circa sei metri, con la torretta centrale alta un metro e settanta centimetri circa. Da essa si aprì un'apertura da cui uscirono due individui, alti al massimo un metro e cinquanta ed indossanti una tuta verde scuro, mentre una terza rimaneva all'interno dell'oggetto. I due esseri avevano una piccola cassetta con la quale incominciarono a lavorare sulla parte esterna dell'ordigno, esattamente nel punto di congiunzione tra la torretta e l'anello esterno. Dopo alcuni minuti rientrarono e quindi l'oggetto partì in verticale lasciando dietro di sè una scia di luce azzurrognola.

(Corriere della Sera 19/12/1962;Il Tempo 22/2/1963; Perego III, 413- 414; Notiziario UFO 14, 80, 15; lettera C.Carassiti; Domenica del Corriere & Settimana Incom 30/12/1962; Notiziario CISAER Novembre 1968, 11; relazione M.Ferrante; FSR 9, 2, 5; LUFORO Bulletin 3, 6, 5; Flying Saucers gennaio 1966, 59; INTCAT 1092; M554)

Le uniche fonti disponibili sono di origine giornalistica e, in esse, l'episodio sembrerebbe essere stato un po' "romanzato". Un tentativo di rintracciare il testimone negli anni settanta da parte di D.Spada risultò negativo. Nel 1985 il gruppo milanese "Odissea 2001" riuscì a rintracciare alcuni dipendenti dell'azienda in cui si verificò l'evento, i quali confermarono l'accaduto. Ultime in ordine di tempo, sono le informazioni fornite da uno dei giornalisti che si occuparono del caso all'epoca: la sua versione aggiunge nuovi particolari, che non vennero pubblicati all'epoca perchè il direttore della rivista presso cui lavorava il giornalista li ritenne troppo "incredibili". A nostro parere sembra una giustificazione poco convincente, visto che entrambe le descrizioni dell'evento appaiono ugualmente fantastiche: le "nuove informazioni" di Carassiti non appaiono, infatti, meno incredibili del restodella storia fornita dal Rizzi e riportata dagli organi di informazione. Da notare con la debita importanza come tale giornalista sembri essere un fervente credente negli UFO, elemento questo che potrebbe indurre a considerare attentamente le citate "nuove informazioni".