INTRODUZIONE ALL'OPERAZIONE ORIGINI

di Giuseppe Stilo, Pinerolo (Torino)

1. Scopi e obiettivi dell'Operazione Origini

L'Operazione Origini è un progetto di ricerca che ha per scopi l'individuazione, la schedatura, la riproduzione, l'immagazzinamento con mezzi informatici, la conservazione e l'analisi approfondita di tutto il materiale informativo di carattere ufologico pubblicato in Italia (o all'estero in lingua italiana) con qualsiasi mezzo tra il 1° gennaio 1946 ed il 31 dicembre 1954.

Esso è stato formalizzato nel settembre 1984 nell'ambito del CUN e, dopo la nascita del Centro Italiano Studi Ufologici, è proseguito nel seno di questa associazione. Dall'agosto 1988 il ruolo di coordinatore è svolto dall'estensore del presente documento.

Tra gli obiettivi dell'Operazione si citano:

1) Lo svolgimento di ricerche nelle biblioteche, emeroteche ed archivi pubblici e privati italiani volti alla raccolta di una maggior quantità possibile di materiale pubblicato negli anni in oggetto;

2) l'implementazione di una base di dati informatizzata contenente una classificazione di tutti i pezzi archiviati sulla base di una rete di campi e di sottocampi;

3) la pubblicazione di una serie di articoli su riviste specialistiche, di rubriche, di lavori monografici etc. destinati a presentare alla comunità ufologica italiana ed internazionale i risultati conseguiti e ad aggiornare sulle nuove acquisizioni;

4) il miglioramento del livello quantitativo e qualitativo dell'informazione concernente la casistica ufologica italiana contenuta nelle parti dei cataloghi regionali relative agli anni presi in considerazione;

5) la crescita di un gruppo di appassionati di ufologia italiani specializzati nell'analisi dei primi anni della storiografia del fenomeno e nella ricerca bibliotecaria e archivistica sull'argomento, e lo sviluppo di tecniche specifiche al riguardo;

6) il recupero e la salvaguardia di archivi storici di singoli ricercatori e di organizzazioni ufologiche del passato, con particolare attenzione alle rassegne stampa sugli anni in oggetto;

7) lo scambio informativo e metodologico con colleghi stranieri particolarmente versati negli aspetti storiografici dei primi anni della fenomenologia UFO.

Esclusioni:

Come definito implicitamente in apertura, dagli scopi dell'Operazione Origini sono escluse le ricerche concernenti rapporti d'indagine, studi inediti, carteggi personali, scritti privati, interviste, relazioni su incontri e attività di studiosi che non siano state pubblicate.

Allo stesso modo, sono esclusi tutti i tipi di fonte relativi a fatti, avvistamenti, personaggi, organizzazioni, ecc. pubblicate dopo il 31 dicembre 1954, anche se concernenti il periodo in esame.

In altri termini, il progetto considera soltanto ciò che in Italia è stato diffuso sugli UFO tra il 1946 e il 1954.

 

2. Oggetto del lavoro: tipologie e caratteristiche generali del materiale da sottoporre a controllo:

Nella definizione degli scopi dell'Operazione e nelle esclusioni sopra delineate, è stato usato più volte il termine «pubblicato» o suoi equivalenti.

Per materiale pubblicato - cioè per oggetto del presente lavoro - si intendono più tipologie differenziate di documenti. Dette tipologie costituiscono l'obbiettivo fisico e immediato delle ricerche. Sono pertanto presi in considerazione, vanno ricercati, classificati e riprodotti:

a. Articoli, saggi, brani, parti di essi apparsi su periodici, cioè su TUTTI i tipi e generi di quotidiani o riviste (settimanali, quindicinali, mensili, bimestrali, etc.);

Di fatto, questo gruppo ammonta al 98% dei pezzi fisici fino ad oggi archiviati.

b. Libri o opuscoli (o parti o pagine di essi). Per le definizioni più specifiche di questo tipo di materiale e per le relative tecniche di classificazione si rinvia all'Introduzione alla monografia sul BIBLIOCAT coordinato da Marcello Pupilli;

c. Bobine di pellicole relative a cinegiornali, film, spettacoli d'intrattenimento, registrazioni di telegiornali o a parti di essi;

d. Audiocassette o nastri magnetici relativi a registrazioni audio di programmi radiofonici, pubbliche conferenze, etc., a parti di esse o concernenti documentazioni del gruppo c;

e. Dischi musicali (contenenti canzoni, parodie, intrattenimenti vari) oppure incisioni di materiale delle categorie c e d;

f. Materiale «minore» (manifesti, locandine cinematografiche, teatrali o concernenti conferenze e riunioni pubbliche, materiale pubblicitario, figurine da collezione e carte da gioco, etc.);

g. Oggetti (giocattoli e giochi,  passatempo, puzzle, manufatti commercializzati quali soprammobili, etc.)

Cenni sulle caratteristiche generali del materiale nel periodo in questione.

Tra il 1946 ed il 1954 la stampa italiana andò soggetta a grosse trasformazioni. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i danni subiti dalle attrezzature industriali, la mancanza di carta  e il basso tenore di vita limitarono in genere il numero delle pagine dei quotidiani a due (al massimo quattro) per tutto il 1946. Ciò aveva per conseguenze una titolazione a caratteri  assai piccoli ed articoli quasi sempre molto brevi. A tali guasti si deve unire la presenza, fino al febbraio del 1947, di una Commissione di Censura delle autorità di occupazione alleate, che, oltre a controllare fino a quella data la diffusione delle notizie, dopo la fine delle ostilità aveva imposto a molti giornali un mutamento parziale o totale della testata per segnare anche simbolicamente un distacco rispetto alla stampa compromessa con la dittatura. Così, ad esempio, Il Resto del Carlino di Bologna si chiamava Giornale dell'Emilia, e Il Piccolo era diventato Giornale di Trieste. Molti altri quotidiani avevano aggiunto al vecchio titolo l'aggettivo «nuovo» (La Nuova Stampa, Il Nuovo Corriere della Sera) o ulteriori specificazioni (a Firenze c'era La Nazione del Popolo).

Il rifiorire della libertà di stampa diede comunque origine ad un gran numero di quotidiani, molti dei quali (soprattutto quelli d'intonazione politica) scomparsi più o meno rapidamente, e oggi spesso del tutto dimenticati e di non facile reperibilità.

Il progressivo miglioramento della situazione economica condusse però ben presto ad un aumento del numero delle pagine dei giornali. Nel 1950 si era giunti a sei-otto, e dopo il 1952 si avrà un notevole miglioramento nell'evidenza della titolazione ed un'assai maggiore presenza di illustrazioni. Nel 1954 si giungerà a dodici-quattordici pagine, e l'aspetto generale delle pubblicazioni diverrà più simile a quelle tipiche di un paese avanzato.

Parallelamente andrà di nuovo aumentando, raggiungendo caratteristiche ben presto assai superiori rispetto a quelle della stampa pre-bellica, il numero delle edizioni regionali e delle pagine di cronaca provinciale o locale di moltissimi giornali. Particolarmente ramificate torneranno ben presto ad essere le cronache de La Nazione, de Il Gazzettino, dei giornali siciliani e di molti fra i quotidiani romani, che avevano quasi sempre pagine molto ricche di cronache dalle province del sud.

Anche il numero, la qualità e il successo di pubblico delle riviste stampate a rotocalco andrà rapidamente crescendo, anche se gran parte di esse avranno vita effimera. Si affermerà la divulgazione scientifica e, dopo il 1952, anche la pubblicistica di fantascienza.

La sostanziale inesistenza, sino alla metà degli anni '50, di una regolare rete di trasmissioni televisive ha per conseguenza fenomeni editoriali oggi del tutto scomparsi ma da considerarsi di notevolissima importanza per le nostre ricerche. Si diffonde infatti un gran numero di quotidiani «della sera», ossia  giornali che giungono in edicola nel tardo pomeriggio riportando le ultime notizie o gli sviluppi di quanto già scritto di prima mattina. Si tratta di una pubblicistica che in genere privilegia la cronaca spicciola, i «fatti della vita», e come tale particolarmente adatta ad occuparsi delle notizie ufologiche. Utilizzerà prima degli altri giornali titoli vistosi, ad effetto, e molte illustrazioni fotografiche. Quotidiani come Corriere d'Informazione, Nazione Sera, Stampa Sera, Gazzetta Sera, Gazzettino Sera, Paese Sera, Momento Sera, La Notte, Milano Sera, Piccolo Sera, Carlino Sera e così via contengono invariabilmente grandi quantità di documentazioni rilevanti.

Seconda conseguenza del ritardo nell'introduzione dei programmi tv è da considerarsi la grande popolarità che negli anni in oggetto ebbero i «cinegiornali», ossia i brevi notiziari trisettimanali trasmessi nei cinema prima dell'inizio dei film. Essi, rappresentati soprattutto dal Cinegiornale INCOM, prodotto da una casa di produzione di Roma, contengono probabilmente le uniche testimonianze filmate sui fatti degli anni che ci interessano. Scomparvero intorno al 1964.

Le trasmissioni radiofoniche diffuse in Italia erano unicamente quelle della RAI (oltre che quelle della Radio Vaticana). La RAI articolava i suoi programmi su tre canali subito dopo la guerra denominati  «Rete Rossa»,  «Rete Azzurra» (poi divenuti il «Programma Nazionale» e il «Secondo Programma») e «Terzo Programma». Soltanto i primi due, in pratica, trasmettevano i «bollettini d'informazione», (cioè i giornali radio) comunque in numero assai ridotto rispetto a quelli odierni. Le edizioni principali, seguite da gran parte del pubblico sulla Rete Azzurra o Secondo Progamma erano irradiate alle 07,30, 12,30 e 19,30. Esisteva comunque una fitta rete di trasmissioni locali della durata di venti minuti l'una. In quel caso le varie stazioni della RAI trasmettevano notiziari dalle sedi regionali e, a seconda dei casi, si presentavano come Radio Roma, Radio Firenze, Radio Bari, Radio Torino, etc.

La Televisione (a programma unico) iniziò le sue emissioni regolari il 3 gennaio 1954. A fine anno aveva soltanto novantamila abbonati e trasmetteva per sei ore al giorno, con sole due edizioni del «Telegiornale». Si noti che al tempo non era stato ancora inventato l'ampex, l'apparecchiatura per registrare direttamente dalle telecamere i programmi tv,  e dunque di quelle prime emissioni (in particolare dei Telegiornali) negli archivi RAI rimane pochissimo, e solo perché filmato con comuni cineprese.

Il cinema, al contrario, era assai più popolare di oggi, e proprio nel 1954 nelle nostre sale (il cui numero era nei primi anni cinquanta pari a circa dieci volte quello del 1997) comincerà a giungere un gran numero di produzioni di fantascienza statunitensi, spesso ispirate ai dischi volanti.

I dischi sonori, in mancanza del microsolco, erano tutti a 78 giri, pesanti  e costruiti in materiali piuttosto fragili. Solo i più facoltosi, infine, disponevano degli efficienti registratori a bobine «Geloso» o di cineprese b.n. a 8mm e, nei casi migliori, a 16mm.

 

3. Periodizzazioni del lavoro:

Al fine di meglio comprendere che cosa, in linea di prima approssimazione, potrete attendervi da ricerche effettuate sui periodici e altre pubblicazioni del 1946-54, si forniscono alcuni elementi relativi alla copertura che nel corso del tempo fu offerta a notizie del tipo da noi desiderato.

Il periodo esaminato forma un intero «primo ciclo» della storiografia ufologica italiana, giacché sono individuabili in esso tutte le caratteristiche generali e specifiche del fenomeno, culminanti in una ondata di segnalazioni di portata tuttora primaria.

Si presti particolare attenzione ai mesi, riassunti in conclusione, da ritenersi «ad alta intensità» informativa, e come tali, preferibilmente da controllare per primi rispetto ad altri periodi.  

1946: a partire dai primi di luglio comparvero in maniera sempre più significativa trafiletti o brevi articoli concernenti il fenomeno dei «misteriosi proiettili-razzo» in Scandinavia. Le notizie andarono estendendosi ad altri paesi europei dal 1° di settembre e, infine, avvistamenti italiani furono menzionati almeno nel periodo dal 18/9 al 16/10. Notizie isolate su  insoliti fenomeni celesti precedettero e seguirono queste fasi. Il 1946, anno precedente la nascita del fenomeno dischi volanti, deve essere considerato una sorta di «banco di prova» per il trattamento delle notizie di avvistamenti di fenomeni aerei anomali e svolge il ruolo di gruppo di controllo per l'Operazione Origini.

1947: dopo alcune notizie sporadiche su fenomeni naturali insoliti e su avvistamenti di «aerei fantasma», a partire dal 4/7 e sino alla fine di agosto si susseguono notizie su avvistamenti di «dischi» o «piatti» volanti, dapprima negli USA e in Canada, poi in parecchi altri paesi. Dal 12/7 e sino a ottobre, notizie sparse su avvistamenti in Italia. Le notizie si diradano dopo la fine di agosto.

1948: si è al corrente soltanto di  notizie dall'estero in gennaio e di avv. italiani in marzo. Alcune indicazioni su un aumento delle segnalazioni italiane fra novembre e dicembre. Parecchi avvistamenti di “aerei misteriosi”.

1949: notizie estere in agosto, segnalazioni italiane isolate in gennaio, marzo e agosto. Intensificazione dei dispacci stampa dall'estero proprio a fine dicembre. Numerose segnalazioni di vistose meteore.

1950: dopo notizie isolate in gennaio su insoliti fenomeni celesti, da metà febbraio si assiste ad un rapido intensificarsi delle notizie dall'estero. Viene introdotta l'ipotesi extraterrestre. Nella prima metà di marzo grande quantità di notizie soprattutto da USA e Messico. Dalla fine di febbraio si sviluppa la prima grossa ondata di avvistamenti italiani, che avrà il suo picco nella seconda metà di marzo ma che proseguirà sino a metà maggio. Le notizie italiane e dall'estero si diradano in giugno e luglio, per tornare ad intensificarsi in agosto e settembre, e tornare con una relativa frequenza sino alla fine dell'anno. Il 1950 costituisce l'anno di maggior interesse per l'Operazione Origini insieme al 1952 e al 1954.

1951: Avvistamenti italiani isolati da gennaio a marzo, notizie dall'estero fino alla primavera inoltrata. Livello basso ma costante delle informazioni per il resto dell'anno.

1952: Dal mese di marzo e in specie in aprile, si intensificano le notizie dall'estero e gli articoli sulle riviste. Aumento delle segnalazioni italiane da maggio, con clima di quasi-ondata fino a luglio e concentrazione massima in agosto e in settembre. Le notizie dall'estero toccano invece il culmine in luglio-agosto, con notevoli quantità di informazioni sulla grande ondata americana.

1953: avvistamenti italiani isolati. Tracce di una certa quantità di osservazioni italiane in gennaio. Intensificazione delle notizie nazionali e straniere di nuovo nei mesi di agosto, di ottobre e dicembre.

1954: Com'è noto, quest'anno fu segnato da una delle maggiori ondate di avvistamenti UFO della storia italiana. Al momento attuale, quasi il 50% dei pezzi archiviati dall'Operazione Origini riguarda il '54.  Dopo notizie isolate nei mesi da gennaio ad aprile, da maggio a luglio si ha una discreta intensificazione delle notizie dall'estero e la comparsa di qualche isolato avvistamento italiano. Il mese di agosto vede una crescita significativa, soprattutto verso la fine, sia dei fatti stranieri che di quelli italiani. In settembre si hanno molte informazioni sull'ondata sviluppatasi in Francia, e, a partire dal giorno 17,  la stampa italiana entra in situazione di quasi-flap anche per ciò che riguarda i casi locali. La situazione accelera rapidamente nella prima metà di ottobre, per precipitare in una vera e propria tempesta informativa a partire dal 15/10. Il culmine si raggiungerà tra il 26 e il 31. Il livello dell'ondata rimane elevatissimo sino a metà novembre, per attenuarsi in seguito e registrare una nuova modesta crescita nella prima decade di dicembre. Le notizie proseguiranno ad un ritmo discreto sino al 23, per ripresentarsi proprio a fine anno.

Tabella esemplificativa dei mesi ad alto e a medio interesse per le ricerche dell'Operazione Origini

                                alto interesse                               medio interesse

1946:                     luglio-ottobre                                giugno, novembre

1947:                     luglio-agosto                                 settembre-ottobre

1948:                              --                                          gennaio, marzo; novembre-dicembre

1949:                     marzo, agosto, dicembre               gennaio  

1950:                     febbraio-maggio                           gennaio; giugno-dicembre

1951:                              --                                          gennaio-febbraio; maggio

1952:                     maggio-novembre                         aprile; dicembre

1953:                              --                                          gennaio; agosto; ottobre; dicembre

1954:                    settembre-dicembre                        giugno-agosto

In sostanza, i mesi ad alto interesse sono ventitré su un totale di 108, con rilievo assolutamente primario per quelli del '50, '52 e '54.

Si precisa infine che, sul piano empirico e a meri fini di memoria, il progetto possiede un file relativo al materiale a stampa di carattere para-ufologico pubblicato in Italia tra il 1900 e il 1945.

 

4. Verifiche da attuare nelle biblioteche:

Per comprendere a pieno le difficoltà che i collaboratori del progetto incontreranno nelle loro ricerche, è necessario premettere alcuni cenni sulla composizione del sistema bibliotecario italiano.

Esso è il risultato di una serie di complesse stratificazioni di origine storica e amministrativa. La rete delle biblioteche statali, cardine tradizionale del sistema, è quella spesso di efficienza più dubbia, ma anche quella nel cui circuito è oggi più frequente il reperimento di collezioni di potenziale interesse per l'Operazione Origini.

Detta rete è formata da una serie di cerchi concentrici:

I) Le due grandi Biblioteche Nazionali Centrali (Firenze e Roma);

II) Le sette Biblioteche Nazionali (Torino, Milano, Venezia, Napoli, Bari, più le due di recente attivazione, Cosenza e Potenza, cui si deve aggiungere Macerata, sezione staccata di quella di Napoli);

III) le Biblioteche Statali «con compiti particolari» (citiamo fra le sedici di questo importante gruppo la Biblioteca Isontina di Gorizia, quella di Cremona, la Palatina di Parma, l'Estense di Modena, la Marucelliana di Firenze, la Angelica e la Casanatense di Roma);

IV) Le undici biblioteche universitarie di altrettante città. Attenzione: queste istituzioni vanno distinte dalle biblioteche «delle Università», che dipendono dai singoli atenei e non invece, come quelle «universitarie», dal Ministero dei Beni Culturali. Nella città di Firenze, ad esempio, vi sono solo biblioteche «dell'Università». Ancorché le raccoltedi entrambe le categorie in linea generale siano utilizzabili solo dai docenti e dagli studenti iscritti ad ogni specifico ateneo , è compito delle biblioteche «universitarie», nelle città dove non esistano istituzioni di quel tipo, assumere le funzioni delle biblioteche statali e di divenire perciò pubbliche nel senso più ampio del termine.

Lasciando perdere altre due categorie particolarissime di biblioteche statali, è questa rete che costituisce il «cuore» del lavoro di ricerca proprio dell'Operazione Origini. In tutte le biblioteche elencate sopra è possibile trovare, in misura minore o maggiore, documenti per noi rilevanti. Si tratta infatti di istituzioni create quasi sempre nel passato remoto, e malgrado tale caratteristica sia spesso un gravame per la loro efficienza, è presso di esse che regolarmente s'incontrano le collezioni dei vecchi  periodici che ci riguardano. Innanzitutto, dunque, verificate che nella vostra città o comunque in luoghi da voi facilmente raggiungibili si trovi una biblioteca pubblica statale.

V) La gran parte del sistema bibliotecario italiano, però, è oggi costituito dalle biblioteche comunali e provinciali. Sviluppatasi in maniera massiccia dopo i primi anni '70, questa rete conta ormai su alcune migliaia di organismi. Quasi sempre, essi rappresentano la parte più vitale, moderna e aggiornata delle biblioteche nostrane. Ai nostri fini, tuttavia,  spesso presentano un interesse minore rispetto alle ahimè più asfittiche istituzioni statali. Con numerose eccezioni - alcune delle quali saranno elencate fra breve -  in molte città e paesi le biblioteche comunali sono infatti sorte da pochi decenni, e perciò di frequente non sono in possesso di collezioni di quotidiani e riviste risalenti al periodo ormai lontano  che ci riguarda.

Ciò non toglie che la complessa stratigrafia delle biblioteche italiane non veda numerosi enti di questo tipo vantare un'età a volte plurisecolare (si tenga presente che in genere sono di vecchia creazione e assai interessanti le raccolte delle comunali denominate «civiche» o delle biblioteche «provinciali»), e come tali anche questi enti sono da considerare parte del target potenziale dell'Operazione Origini.

Si elencano a caso alcune fra quelle presso le quali è sicuramente rinvenibile una gran quantità di periodici degli anni '40-'50: la Civica e la Reale di Torino; la Sormani e la Trivulziana di Milano, le comunali di Varese, Trieste e di Trento, la Gambalunghiana di Rimini, quella dell'Archiginnasio di Bologna, l'Augusta di Perugia, la Labronica di Livorno, le provinciali di Benevento, Avellino e Foggia, la Comunale Bellini di Catania, e così via per un lungo elenco. Quasi sempre, questi enti possiedono raccolte perlomeno dei maggiori periodici pubblicati nella regione in cui hanno sede.

Più in generale, si ricordi che di norma sarà possibile reperire quanto ci interessa nelle biblioteche delle città capoluogo di provincia.

VI) Anche le emeroteche - generalmente dipendenti dai comuni - possono avere raccolte di rilievo. Anche se nate quasi tutte in tempi recenti, infatti, esse talora sono state incaricate di accentrare, conservare e rendere disponibile gran parte del materiale periodico prima gestito dalle biblioteche. E rispetto a queste sono spesso meglio attrezzate circa la possibilità di riproduzione del materiale. 

Il primo passo del lavoro che ognuno può attuare dopo aver verificato la presenza in zona di biblioteche potenzialmente «buone» è quello di recarsi presso di esse e di esaminare con cura lo schedario periodici che in genere tutte hanno. Andrà compilato un elenco di tutti i periodici del periodo 1946-1954 da esse posseduti, in particolare per eventuali edizioni locali dei quotidiani. Verificate le condizioni generali di consultabilità e mandate copia di questo elenco al coordinatore. Verificate poi nei files periodici dell'Operazione Origini - di cui si dirà meglio tra breve -  la situazione del materiale finora noto all'archivio dell'Operazione per le pubblicazioni della vostra regione. Scegliete uno o più giornali o riviste e iniziate il controllo.

Procedete con metodo e con calma: all'inizio la poca abitudine vi porterà ad avanzare con grande lentezza, ma la pratica vi scaltrirà senz'altro. Si consiglia di lavorare senza particolare fretta: è meglio avere la certezza (o quasi) di aver davvero scoperto tutto il materiale di tipo ufologico pubblicato da un giornale, magari ultimando il controllo di un mese solo, che non dare un'occhiata di sfuggita ai soli titoli principali, solo per aver la soddisfazione di poter dire «ho completato l'analisi di un'annata intera».  

Si raccomanda caldamente di prendere nota anche di rinvenimenti di documentazioni quali locandine relative a film di fantascienza di ispirazione ufologica o a pubblicità.

Mano a mano che trovate articoli rilevanti, prendetene nota con cura nelle «schede di controllo».

 

5. Che cos'è e come si compila la scheda di controllo del  periodico:

1. La scheda di controllo è la «carta d'identità» del lavoro effettuato. La sua mancanza, sue gravi lacune descrittive o errori gravi, costituiscono un disservizio rilevante per l'Operazione Origini. Essa  è infatti destinata a descrivere il «contesto» nel quale una notizia è apparsa, contesto senza del quale il suo contenuto informativo viene a scemare spesso in maniera considerevole.

Non effettuate mai un controllo anche di una sola settimana di un quotidiano senza compilare con la massima precisione e ricchezza di dati la scheda. Non abbiate timore di sovrabbondare in tutte le indicazioni che, soprattutto nel caso di periodici locali o di edizioni di cronache di provincia, vi sembreranno utili a meglio identificare la testata specifica di cui vi state occupando.

Il lavoro del progetto risulterà tanto migliore quanto più si avranno indicazioni accurate, univoche e non ambigue sulle testate dalle quali è stato estratto il materiale individuato e riprodotto.

2. Per facilitare il lavoro di tutti quelli che intendono collaborare, sono stati predisposti i «files periodici dell'Operazione Origini» e una loro presentazione. Si tratta di strumenti operativi che suddividono per regioni tutte le testate finora prese in considerazione fornendone gli estremi con il massimo della precisione possibile, indicando i periodi finora controllati per ogni testata o comunque tutto il materiale finora catalogato per ciascuna nell'ambito dell'Operazione. Essi vanno letti possibilmente dopo aver fatto proprio il contenuto della presente Introduzione.

Se possibile, correggete e completate gli estremi che sono forniti per ogni testata nei files periodici. Comunque, confrontate sempre i dati da essi forniti con quelli desumibili dalle testate dei periodici che state consultando.

3. Passiamo ora alla descrizione degli elementi costituitivi della scheda di controllo dei periodici.

Di seguito l'uno all'altro, su un foglio andranno indicati con la massima chiarezza i seguenti elementi: a. TITOLO (scritto in grassetto maiuscolo). Dopo un punto, in grassetto minuscolo, gli eventuali complementi del titolo, ossia quelle parole o frasi che sono generalmente noti come «sottotitoli».

4. Indicare poi in grassetto minuscolo l'eventuale edizione particolare consultata (esempi: «Edizione di Viareggio», «seconda edizione», «ultima edizione», «Edizione con cronaca di Trento». Si sottolinea l'importanza di questo punto.

Nel caso di edizioni con pagine di cronaca locale, andrà indicato con precisione quali titoli specifici riportano le pagine suddette (esempi: «cronache dell'Umbria», «cronaca della Valle», «notizie da Cuneo», etc.) e quante sono le pagine stesse dedicate alle cronache locali.

Nel caso di raccolte con numeri con edizioni differenti a seconda dei giorni, va indicato quali giorni sono coperti da una edizione e quali dall'altra (esempio: dal 15/9 al 27/9 è presente la raccolta della cronaca di Trento, dal 28/9 al 30/9 la cronaca di Bolzano).

5. Va poi indicato il luogo di pubblicazione del periodico. Nel caso si tratti di edizioni locali di quotidiani, indicare il luogo di uscita dell'edizione principale e, dopo un trattino, quello dell'edizione locale (esempio: Firenze-Viareggio nel caso dell'edizione del quotidiano di Firenze La Nazione Italiana che contiene una pagina di cronaca di Viareggio).

6. Segue l'indicazione della periodicità (quotidiano, quotidiano del pomeriggio nel caso di giornali che uscivano nel corso della giornata, settimanale, mensile, etc.). Nel caso dei quotidiani, indicare se c'era un giorno della settimana in cui il giornale non usciva (solitamente era il lunedì).

7. Periodo controllato: dopo questa espressione, indicare in grassetto minuscolo da quale giorno a quale giorno (nel caso dei quotidiani) e da quale numero a quale numero ed annata (con indicazione delle date di uscita) nel caso di periodicità differenti si è effettuato il controllo.

8. Indicare di seguito i singoli giorni o numeri nei quali la raccolta consultata risulta lacunosa (esempio: mancano i giorni dal 18/9 al 20/9, manca il n. 31 del 30/7, etc.). Tale metodo consente di evitare dannose duplicazioni del lavoro, ed altresì permette di indirizzare altri collaboratori verso biblioteche e archivi che possiedano numeri e giorni mancanti in altre collezioni, tali da giungere ad un completamento del  lavoro di controllo.

9. Di seguito, vanno citati nome, cognome e luogo di residenza di chi ha effettuato il controllo e la riproduzione del materiale individuato, la biblioteca o archivio (e la città) presso la quale il lavoro è stato svolto e la data in cui esso stato fatto.

10. Indicazioni sul materiale individuato.

Va organizzato in colonne: la prima indica la DATA (ed eventualmente anche il numero) di pubblicazione del periodico; la seconda la PAGINA in cui l'articolo figura o prende avvio; la terza la COLONNA dalla quale il pezzo inizia (indicazione utile in specie nei quotidiani, quasi sempre impaginati su nove colonne, talvolta su otto), la quarta il TITOLO dell'articolo. Il titolo verrà riportato citando soltanto il titolo principale (che in genere è quello con corpo tipografico maggiore), omettendo eventuali occhielli (la o le righe sovrastanti il titolo) e sottotitoli.

 Si riporta di seguito un esempio di schedatura completa (e particolarmente complessa) di un quotidiano già controllato.

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Centro Italiano studi Ufologici

Operazione Origini

Testata controllata: ALTO ADIGE. - Luogo di pubblicazione: Bolzano. - Periodicità: quotidiano. - Periodo controllato: dal 16 agosto al 31 dicembre 1954.

Controllo e riproduzione effettuate da Giuseppe Stilo, socio CISU di Firenze, nel mese di settembre 1997 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

N.B.: La collezione consultata contiene l'edizione di BOLZANO (con cronache dalle località della provincia) per i giorni: dal 16 al 30/8; dal 15 al 18/9, 27/9, dal6/10 all'11/10, dall'1/11 al 14/11, dal 30/11 al 13/12, dal 21 al 23/12 e 27/12/1954, e dell'edizione di TRENTO (con cronache dalle località della provincia) per i giorni: dal 31/8 al 12/9, 14/9, dal 28/9 al 5/10, dal 12/10 al 31/10, dal 16/11 al 29/11, dal 14 al 20/12 e dal 28 al 31/12/1954.

MANCANTI inoltre i giorni: 6/9, 13/9, dal 20 al 26/9, 18/10, 25/10, 8/11, 15/11, 22/11, 6/12/1954.

Gli articoli dei giorni 3/10, 28/10, 30/10, 3/11 e 13/11 sono stati acquisiti dall'archivio della SUF (Firenze) e sono dovuti a ricerche fatte negli anni intorno al 1975 sull'edizione di BOLZANO del quotidiano in discorso dal gruppo O.V.N.I. di Bolzano, diretto da Loris Maur.

Le sigle d.v. e dd.vv. stanno per «disco volante e «dischi volanti».

DATA:      PAG:       COL:           TITOLO:

18/8               4              4               Fabbrica dd.vv. l'eclettico signor Pierino

26/8               1              8               Un d.v. con pilota atterrato in mezzo a un bosco

...eccetera: prosegue l'indicazione del materiale individuato.

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Si sottolinea che per un discreto numero di quotidiani, in passato vari collaboratori (soprattutto per il Piemonte e la Lombardia) hanno già effettuato il controllo completo di alcuni periodi senza poter poi riprodurre il materiale individuato. Pertanto, in questo caso il lavoro potrebbe essere completato semplicemente individuando una biblioteca della vostra zona che sia in grado di riprodurre quanto già scoperto. Se ciò fosse fatto, si darebbe in maniera semplice e rapida un contributo concreto e significativo al progetto. Consultate le schede inserite nel file periodici della vostra regione per accertarvi di eventuali situazioni di questo tipo per i giornali delle vostre parti, oppure contattate in merito il coordinatore.

Anche il materiale non librario o che sia tratto da periodici richiede alcune norme per la sua catalogazione.

Il rinvenimento di documentazioni riferibili al gruppo "c" e "d" definite al capitolo 2 (bobine di pellicole o audioregistrazioni) domanda che ad esse siano allegate: la data di produzione e l'autore (eventualmente l'ente che li ha prodotti), il nome e l'indirizzo dell'archivio che li conserva, il titolo, il formato e le altre caratteristiche tecniche di nastri e pellicole, la durata in minuti e secondi, una breve nota esplicativa sui contenuti.

Infine, i documenti del gruppo "e" (dischi sonori) necessitano dell'indicazione del titolo e degli artisti che ne eseguono quanto in essi inciso, della data di produzione, del nominativo della casa di produzione e del numero di rotazioni del disco (tipicamente a 16 o a 78 giri) e della discoteca che li conserva.

 

6. Metodi di riproduzione del materiale:

Tutto il materiale individuato e riprodotto dovrà essere accompagnato alla relativa scheda di controllo, e ogni singolo articolo dovrà riportare in calce con chiarezza, ma senza coprire il testo o eventuali illustrazioni, il titolo del periodico da cui è tratto, la data ed eventualmente il numero e l'annata.

Esaminiamo ora i sistemi per arrivare alla riproduzione dei documenti. Quando nel 1984 fu avviata l'Operazione Origini la situazione delle biblioteche italiane, per ciò che concerne la possibilità di ottenere copia di articoli o singole parti di quotidiani e di altri periodici, era contrassegnata da luci e da ombre. Oggi, con la rapida introduzione dell'informatica, la condivisione delle informazioni e l'implementazione del Servizio Bibliotecario Nazionale, il quadro è notevolmente migliorato.

1. Un numero elevato di biblioteche pubbliche situate in città capoluogo di provincia ha proceduto a mettere a disposizione del pubblico microfilm con relative macchine per la lettura, nonché ad attivare servizi di fotocopiatura da microfilm.

Il sistema della microfilmatura costituisce il mezzo di elezione per render fruibili dal pubblico le collezioni di vecchi periodici. Occorre verificare con cura se e quali biblioteche della vostra area d'azione dispongono di tale servizio.   

2. Nel caso non sia possibile fare copie da microfilm, può darsi che (un numero limitato di biblioteche lo permette) sia possibile ottenere fotocopie del materiale facendole eseguire  direttamente dagli originali dei periodici consultati. L'attuale Regolamento Organico per le Biblioteche Statali (1995) vieta di fare fotocopie da periodici rilegati in volume. In linea teorica, cioè, le copie sarebbero traibili soltanto da giornali e da riviste ancora sfuse, sciolte, non raccolte in volumi. Tuttavia, l'esperienza mostra che alcune biblioteche acconsentono comunque a far fotocopie anche da annate rilegate.

3. Nel caso la riproduzione tramite fotocopia sia preclusa, la via migliore è quella di dotarsi di una macchina fotografica digitale e di eseguire uno scatto fotografico di ogni singolo articolo oggetto di raccolta. Macchine digitali con una risoluzione di 2,1 Megapixels sono sufficienti ad ottenere buoni risultati, che diventano eccellenti con risoluzioni superiori. Si consiglia (se esiste gia' una buona o discreta illuminazione ambientale) di disabilitare il flash incorporato alla macchina, al fine di evitare riflessi nell'immagine. Inoltre, la macchina deve essere impostata sulla ripresa "macro" in modo da permettere la ripresa ben a fuoco di oggetti a distanza ravvicinata. Senza tale impostazione le riprese su articoli di piccole e medie dimensioni risulteranno probabilmente del tutto sfocate. Al contrario se si deve riprendere un articolo di grandi dimensioni, non e' necessario attivare la funzione "macro".

4. L'extrema ratio, quando le tre possibilità sopraelencate siano risultate non praticabili, è quella di trascrivere a mano gli articoli che interessano. Data la sostanziale impossibilità di praticare questo sistema per un numero elevato di articoli, si consiglia di dare priorità a notizie concernenti avvistamenti italiani o comunque vicende che coinvolgano personaggi, istituzioni o fatti del nostro paese. Si sottolinea però che è necessario procedere ad una trascrizione totale del testo degli articoli, senza limitarsi ai «dati essenziali» o omettendo parti che appaiono di modesta rilevanza. Dalla copiatura, in altri termini, dovrà risultare una «copia conforme» del pezzo pubblicato.

 

7. Impossibilità di riprodurre il materiale individuato:

Malgrado le quattro opportunità appena citate, può darsi che vi troviate di fronte all'impossibilità di arrivare ad una riproduzione degli articoli scoperti. In questo caso, si richiede caldamente di procedere comunque al controllo del periodico scelto, alla compilazione della scheda di controllo in tutte le sue parti e al suo invio al coordinamento dell'Operazione e agli archivi centrali dell'associazione. Potrebbe accadere infatti (ed è già successo) che in altre biblioteche della penisola sussista la possibilità di fare agevolmente quanto a voi è risultato non praticabile. Nella peggiore delle ipotesi, sarà stato almeno individuato con precisione il materiale potenzialmente utile ai nostri fini presente in una certa annata di un certo giornale.

Dato che la situazione delle biblioteche italiane è in rapida evoluzione, non è detto che ciò che non è fattibile oggi non possa esserlo in un futuro più o meno vicino.

 

8. Rinvenimento e riproduzione di materiale sfuso o di archivi di singoli e di organizzazioni

Come questo documento spiega in dettaglio, la via maestra per arrivare alla riproduzione del materiale a contenuto ufologico pubblicato in Italia tra il 1946 e il 1954 è quello di attuare un controllo sistematico di giornali e periodici nelle biblioteche pubbliche. Questa strada è anche da considerarsi la più «sana» e dunque anche quella da seguire in prima istanza, giacché è soltanto essa che può garantire un lavoro e dei risultati scientificamente attendibili e congruenti con i metodi e le finalità dell'Operazione Origini. Tuttavia, non è affatto da sottovalutare la possibilità di arricchire le nostre documentazioni accedendo ad archivi pregressi di singoli ricercatori o di gruppi ufologici.

Tali archivi dovrebbero essere ricercati, individuati e catalogati con cura. Si dovrebbe procedere ad una presa di contatto con i proprietari o detentori del materiale di pertinenza dell'Operazione Origini, ed ottenerne la riproduzione.

Data la generale e ben nota «gelosia» degli appassionati di ufologia per i propri archivi, è imperativo procedere, dopo l'ottenimento del permesso alla riproduzione, con la massima celerità. Il materiale dovrebbe essere restituito ai proprietari al massimo nel giro di alcuni giorni.

Si tenga presente che non solo questi eventuali archivi sono stati creati in era pre-informatica, quando concetti oggi usuali come circolazione e condivisione dell'informazione erano del tutto sconosciuti, ma anche che essi sono quasi sempre costituiti da grossi «quadernoni» su cui gli originali sono incollati uno addossato all'altro e, quando essi abbiano dimensioni notevoli, ripiegati su se stessi in più parti. Quasi sempre sarà necessario fotocopiare queste pagine ricorrendo al formato A3.

Esattamente come nel caso della riproduzione del materiale individuato nelle biblioteche, anche in queste occasioni sarà necessario procedere alla scrupolosa raccolta di una serie di notizie su questi archivi. Chi ne è il proprietario attuale? Hanno essi cambiato di proprietà nel corso del tempo? In che forma è raccolto il materiale (incollato su quadernoni, conservato in faldoni o altro? E' ordinato per data e/o per testate? L'ordine cronologico dei pezzi è rispettato?) Quanti quaderni, faldoni o buste comprende? Quanti sono i pezzi conservati?  Chi  ha creato e gestito questi archivi? Con quale fine? A partire da che data? Come avveniva la raccolta degli articoli? (esempi: acquistando direttamente qualche quotidiano e periodico, dividendo il lavoro e l'acquisto con altri appassionati, sfogliando le pubblicazioni presso edicole o distributori di giornali, etc.) Gli articoli erano incollati subito nei quadernoni, oppure a scadenze più o meno regolari (esempio: alla fine di ogni anno?)

Anche stavolta, l'esperienza insegna che non sempre questi «archivisti privati» erano precisi e scrupolosi nel riportare gli estremi e le date delle pubblicazioni. Assicuratevi che sulle copie che ne trarrete siano ben visibili questi elementi (spesso da prendere cum grano salis) e, più in generale, estraete da ogni fonte che riterrete opportuna tutti quegli elementi necessari a meglio ricostruire il contesto in cui sorse, si sviluppò e fu fatto vivere l'archivio.

Infine, si ricorda che di recente si sono avuti risultati inattesi da ricerche effettuate presso un archivio pubblico. Si ricorda che buon parte degli incartamenti delle Pubbliche Amministrazioni italiane viene versato presso gli Archivi Centrali dello Stato (A.C.S., ne esiste uno per ogni capoluogo di provincia) e che essi, seppur con modalità pratiche non sempre fra le più pratiche, sono aperte al pubblico. Si tiene però a precisare che le amministrazioni del Ministero della Difesa non versano le loro carte presso gli A.C.S., bensì presso gli Uffici Storici di Esercito, Aeronautica e Marina Militare, che hanno tutti sede a Roma. Lo stesso fanno gli organi periferici del Ministero degli Esteri, che depositano le loro carte presso l’Archivio romano del Ministero stesso.

Si richiama l’attenzione che in questo caso occorrerà ricorrere a scrupolosi criteri archivistici in occasione del reperimento e della riproduzione di eventuali documenti di rilievo, annotando con cura segnature (filze, buste, fascicoli, ecc.) in cui essi sono conservati  e il fondo da cui essi provengono.

Insomma, anche in questo caso non accontentatevi di accumulare una pila di fotocopie di vecchi articoli sugli UFO.

 

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