Le "piattaforme" volanti

DUE AVVISTAMENTI IN ABRUZZO RIPROPONGONO OGGETTI STRUTTURATI CON LUCI IN VOLO NOTTURNO

INDAGINE DI GIANNI ANTIDORMI, RENZO CABASSI e ROBERTO RAFFAELLI

In piena Marsica, la splendida regione nord-occidentale dell'Abruzzo, in provincia dell'Aquila, si estende la vasta conca del Fucino dovuta al prosciugamento artificiale del lago ominimo avvenuto nella seconda meta' dell'Ottocento.

Il risultato E' una grande bacino (155 km2), ad una altitudine media di 670 metri sul livello del mare, incorniciato da montagne abbastanza elevate per l'area appenninica.

La zona, il cui centro piu' importante E' Avezzano, risulta altamente avanzata sia sul piano tecnologico (grazie al centro di Telespazio e allo stabilimento della Texas Instruments) sia su quello economico, con uno sviluppo centrato pero' sul settore agricolo.

La caratteristica di lago prosciugato, con un fondo pianeggiante abbastanza livellato, ha indotto a costruire strade dritte e raccordate, denominate da numeri progressivi.

La zona non E' molto urbanizzata e gli insediamenti umani sono dislocati, anche per ragioni storiche, dove si trovavano le sponde del lago.

Niente di strano, quindi, che di notte, in special modo, le dritte strade della piana del Fucino, spesso costeggianti canali e fossati d'irrigazione, siano pressoch‚ deserte. Ed ancor di piu' deserte sono nel periodo estivo, quando le montagne limitrofe accordano un clima piu' piacevole.

La notte di cui dobbiamo parlare, pero', alla solita mancanza di traffico si aggiunge un avvenimento sportivo teletrasmesso che limita ancor di piu' il traffico: si gioca una partita di calcio al mondiale. E' il 13 luglio 1994 e la partita di quella sera E' Italia-Bulgaria (oltre 25 milioni di telespettatori).

I due protagonisti di questa esperienza UFO desiderano mantenere l'anonimato e, quindi, per comodita' di esposizione, useremo nomi fittizi: saranno Grazia e Lino, nella nostra ricostruzione.

Marito e moglie, 36 anni lei e 39 lui, liberi professionisti residenti ad Avezzano, hanno una casa in un paesino a pochi chilometri da Pescasseroli, da dove quella sera stavano tornando ad Avezzano, e per accorciare il percorso decidono di passare dalla piana del Fucino. L'auto, condotta da Lino, ambedue i finestrini anteriori abbassati e l'autoradio sintonizzata sulla partita, ha da poco superato il complesso di Telespazio e si sta dirigendo lungo la strada 22 verso Borgo Ottomila proveniendo da San Benedetto. La velocita' E' bassa (30-40 km/h), usuale per Lino.

E' un lungo rettilineo, ma, fra qualche centinaio di metri, Lino dovra' voltare a sinistra: una curva a gomito che E' meglio affrontare a bassa velocita', ancor piu' bassa di quella a cui sta andando.

UNA STRUTTURA LUMINOSA IN CIELO

La notte E' senza luna, molto buia, l'interesse di Lino E' tutto rivolto, oltre che alla guida, alla cronaca della partita e Grazia guarda di fronte a se, verso Borgo Ottomila.

Quasi sopra pensiero Grazia si trova a ragionare su una strana struttura che appare, forse sulla perpendicolare del piccolo borgo, dinnanzi a lei, ad alcune centinaia di metri di distanza. Sembra una costruzione, una casa, bassa, ad ogni modo non grande.

La zona E' ben conosciuta dai due coniugi e Grazia E' certa che non vi siano costruzioni in quel punto. Eppure sembra una casa con le finestre illuminate. Grazia cerca di attirare l'attenzione del marito domandandosi, ad alta voce, cosa possa essere quella cosa. Ma Lino non le da' retta.

A questo punto, quella struttura si muove con moto ascensionale e appare, sotto la parte inferiore e lungo tutto il percorso che sta eseguendo, fin quasi a terra, una sorta di scia leggermente luminosa, apparentemente simile, come forma, ad un traliccio.

L'automobile nel frattempo avanza, anche se lentamente, e si avvicina alla curva che immette sul piccolo rettilineo prospiciente Borgo Ottomila.

Grazia si sente un po' piu' turbata da cio' che sta osservando, ed aumenta i tentativi di interessare Lino a cio' che sta accadendo, ma con scarso successo: la partita di calcio prosegue, siamo al primo tempo e il portiere della nazionale italiana ha appena parato un rigore.

L'oggetto, a questo punto, assume una diversa posizione. La sua forma E' quadrata con gli angoli leggermente smussati. Su ogni angolo due luci, una rossa e una verde, ambedue fisse. Le scie luminose a traliccio non si vedono piu' e l'oggetto rotea sul suo piano prendendo una forma romboidale.

"Questo ci viene addosso", urla Grazia mentre il marito E' giunto in curva e si appresta a voltare.

L'oggetto volante rivela piu' particolari, ora si trova sulla destra di Grazia. E' una cosa praticamente quadrata di circa una decina di metri per lato. Potra' avere uno spessore di almeno tre metri e pare avere la zona centrale, formante ugualmente un quadrato, ma di dimensioni inferiori al perimetro dell'intero oggetto, piu' scuro. Si muove molto armoniosamente, in modo coordinato e anche elegante. Da' l'impressione di essere controllata molto attentamente.

Siamo ora sul breve rettilineo, con il Borgo Ottomila sulla destra, che conduce alla strada per Avezzano. A Grazia sembra che per alcuni momenti l'oggetto sia sceso particolarmente di quota verso Borgo Ottomila. L'auto arriva in prossimita' di un gruppo di alberi che fiancheggia un largo fossato (Fosso 14) che separa la strada e l'oggetto ricompare sopra a questi, quasi ne sfiora le cime - i due coniugi sono convinti che le cime si siano piegate al passaggio dell'oggetto e si sia sentito, nel contempo, il rumore delle foglie come a causa di una grossa folata di vento. Poi picchia decisamente verso l'auto e vi passa sopra con un forte ma, nel contempo, attutito rumore - fino a quel momento non si udiva alcun suono da potere mettere in relazione con l'oggetto volante -, simile ad una lavatrice in centrifuga, con la sensazione di spostamento d'aria. Nella manovra, svoltasi sulla destra dell'automezzo, Grazia ha potuto osservare anche la parte superiore dell'oggetto - ammesso che termini come inferiore e superiore abbiano un senso in questa struttura -, che E' del tutto simile a quella inferiore, anche questa con la zona centrale assolutamente buia.

Si possono vedere nuovi particolari della struttura. La parte centrale non E' solamente piu' scura, ma sembra quasi che manchi del tutto, che sia cioE' una sorta di buco. La parte visibile sembra composta da tubi. Tubi rotondi di quindici o venti centimetri di diametro, si puo' calcolare in proporzione. Sono piu' evidenti, ma non direttamente illuminati n‚ dalle luci sugli angoli smussati, n‚, sembra, da altre luci interne. Paiono quasi immersi in una leggera luminescenza.

Il disegno ad intreccio dei tubi E' molto regolare, non confuso. Grazia, a questo proposito ci dira', nell'intervista, che non era assolutamente un groviglio, ma una geometria regolare, come quella di un traliccio della luce o del telefono. L'oggetto volante E' quindi qualcosa piu' simile ad una piattaforma che ad un velivolo convenzionale.

Ora, finalmente, anche Lino viene decisamente coinvolto nell'esperienza. Non frena immediatamente, ma appena ripresosi dagli avvenimenti si ferma. Esce dalla macchina e puo' vedere, assieme alla moglie, l'oggetto riprendere quota, virare verso sinistra roteando sull'asse e posizionarsi verticalmente, mostrando quindi la parte superiore, e dirigersi verso i monti, a bassa quota, verso la valle del Giovenco, in direzione nord-nord-est.

Le luci, in un primo tempo verde e rossa, ambedue fisse, divengono una debole bianca e una rossa intermittente.

Grazia non trova di meglio, spaventata e con la sensazione di aver corso un pericolo, che arrabbiarsi verso un ipotetico pilota di qualche aereo o velivolo, magari partito dal vicino aeroporto di Celano. Lino pero', ora turbato anche lui, scuote la testa e la moglie lo incalza incredula: "Non starai a pensare agli UFO?", conoscendo il suo negare ogni cosa che si discosti dalla realta' giornaliera. "Si', pensavo proprio agli UFO", risponde il marito, serio e preoccupato.

Una volta giunti a casa, i due coniugi decidono di essere molto riservati su cio' che hanno visto. Lino vorrebbe andare alla polizia, ma Grazia non E' d'accordo. Ne parleranno, in seguito, solo con amici intimi.

IL CASO SUI GIORNALI

Occupandoci ormai da anni di segnalazioni e casi UFO, spesso ci capita di ragionare sopra al quesito, mai risolto, di quante non-segnalazioni UFO E' composta la storia dei fenomeni UFO. Ovvero, prendendo una base di dieci segnalazioni di cui veniamo a conoscenza attraverso vari canali, quante sono quelle che non ci giungono e non ci giungeranno mai?

Questa osservazione del luglio scorso, ad esempio, Grazia e Lino non l'avrebbero mai diffusa, e se un giornalista loro amico non avesse preso l'iniziativa, peraltro molto aspramente criticata dai due coniugi, di pubblicarla, nessuno l'avrebbe mai conosciuta. Noi per primi.

E' facile ipotizzare anche grandi numeri per queste non-segnalazioni. Pensiamo ai testimoni che non riferiscono osservazioni o esperienze UFO perch‚ timorosi di pubblicita' negativa, timorosi di suscitare critiche o prese in giro. Oppure quelli che non ritengono utile a nessuno riferire di proprie esperienze. E, ancora, quelli che non sanno a chi dirlo, a chi rivolgersi. La nostra esperienza ci assicura che infinite possono essere le giustificazioni per non raccontare una esperienza UFO. Un problema nel problema.

Ma fortunatamente questo meccanismo, almeno in questo caso, non ha funzionato, e cosi' il 17 agosto 1994 il quotidiano Il Centro riporta i fatti in cronaca di Avezzano.

Ma c'E' di piu'. Il responsabile del CISU per l'Abruzzo, Gianni Antidormi, entra immediatamente in contatto con il giornalista che ha curato la notizia e la sera stessa, superando le resistenze della coppia, riesce ad incontrare e a intervistare prima Grazia e poi anche il marito.

Nel contempo escono altri e diversi articoli su quotidiani locali con diverse e altre segnalazioni. Antidormi, con la collaborazione del cronista de Il Centro pubblica un appello ad osservatori di eventuali altri fenomeni e riceve varie risposte fino a configurare una sorta di mini-flap locale.

Tra queste segnalazioni ne riportiamo una in particolare, quella di "Enrico", un commerciante di Avezzano, che accogliendo l'invito pubblicato attraverso il quotidiano abruzzese si mette a nostra disposizione per relazionarla.

E' una esperienza UFO con molti punti in comune con la segnalazione di Grazia e Lino.

UNA SECONDA SEGNALAZIONE

Siamo in un giorno, al momento non precisabile, di fine febbraio 1994. Terminato l'orario di apertura del suo punto di vendita ad Avezzano, Enrico si dirige in auto verso Pescina. E' gia' sera, sono le 20.10/20.20, il cielo E' sereno e la visibilita' buona. Durante il tragitto ha modo di osservare sulla sua sinistra, verso le montagne, due coppie di luci abbastanza intense, ben definite e senza alcun alone, che, apparentemente, si inseguono, ma in modo strano. Volano con andamento orizzontale, poi una coppia - E' evidente, pensa Enrico, che si tratta di due luci di posizione di un unico oggetto, e quindi gli oggetti sono due - si produce in una sorta di serpentina, di onda sinusoidale, mentre l'altra prosegue sulla sua rotta. Ma ecco che appena la prima ritorna all'andamento orizzontale, la seconda ripete cio' che ha appena fatto la prima, in una sorta di scambio dei ruoli. Il pensiero di Enrico E' che siano due elicotteri che si "divertono" a compiere evoluzioni.

Poco prima di giungere a Pescina, e dopo aver perso di vista per qualche secondo le luci, nascoste da un colle della zona, le luci cambiano direzione dirigendosi verso di lui. Ora E' chiaro che si tratta di due oggetti ognuno dei quali con due luci sottostanti. Luci forti ma non abbaglianti e, soprattutto, che non diffondono luminosita' nelle immediate vicinanze. Pare quasi che l'ipotetica barra di congiungimento delle due luci, a quella distanza ancora non ben visibile, sia sovrastata da una "piattaforma" leggermente piu' scura. Enrico osserva velocemente e attonito gli eventi e l'auto sbanda a causa della sua disattenzione alla guida. E' quindi costretto a fermarsi sul ciglio della strada, dove si trova un piccolo spiazzo, apre il finestrino e nel contempo lo sportello per scendere dall'automezzo. Ha gia' un piede a terra e mentre compie questa azione (sono veramente pochi attimi) vede i due oggetti a bassissima quota sorvolare la sua auto, quindi passargli, praticamente, sulla testa, a velocita' abbastanza sostenuta. Sono ambedue di forma quadrata, forse rettangolare, con due luminosita' nella parte inferiore, sui due lati opposti, nella direzione di marcia. La loro luminosita' E' bianca diffusa ma non illumina gli oggetti stessi.

Viaggiano in fila indiana, apparentemente alla stessa altitudine e stanno allontanandosi sulla valle, verso la collina quando gli oggetti si arrestano alcuni attimi a circa trenta metri da lui, dove gia' incomincia la valle. Si sente un ronzio, potente ma non fastidioso. Sono proprio sulla perpendicolare di due tralicci elettrici, in prossimita' dei cavi e molto vicini uno dall'altro. Uno dei due oggetti, quello piu' vicino ad Enrico, si alza di quota disponendosi sulla verticale dell'altro, e cosi', senza mutare luci, i due proseguono fino a scomparire in direzione della localita' Le Querce. Uno dei due oggetti potrebbe essere passato addirittura tra i cavi elettrici o immediatamente sotto di essi.

LA RICERCA SUL CAMPO

A questo punto, considerata l'evoluzione dei fatti, si decide di organizzare un'indagine piu' approfondita sulle segnalazioni che stanno giungendo dal territorio abruzzese, in special modo riferite ad oggetti con caratteristiche quali volo a bassa quota, forma geometrica non usuale anche per la fenomenologia UFO, azione di avvicinamento spinto sui testimoni.

Il 10 settembre Cabassi e Raffaelli sono ad Avezzano dove Gianni Antidormi ha organizzato incontri con i testimoni principali ed il cronista che ha divulgato la prima segnalazione.

Il risultato della nostra indagine ci ha portato a non poter decontestualizzare le due segnalazioni (alle quali se ne sta affiancando una terza con caratteristiche, se non identiche, molto simili avvenuta pochi giorni prima che apparisse la segnalazione di Grazia e Lino sul giornale, ed una quarta che riporta un oggetto con caratteristiche di struttura sempre tubolare, ma avvenuta alcuni anni fa).

Ci troviamo quindi di fronte, molto probabilmente, ad una matrice interpretativa unica per i vari casi, che pero' siamo convinti abbia una rilevanza tale da richiedere ancora approfondimenti oltre a quelli gia' iniziati e tuttora in corso.

Considerando i racconti testimoniali, la probabilita' di trovarci di fronte ad un velivolo convenzionale, oppure un prototipo in sperimentazione o, in tutti i modi e comunque, ad un oggetto rientrante nelle categorie di identificazione da noi utilizzate, E' altamente probabile e accettabile.

Il metodo di lavoro che ci siamo imposti, pero', tiene si' conto dei particolari, dei fatti, delle caratteristiche che calzano ad una o all'altra ipotesi, ma non puo' non tenere conto di cio' che oggettivamente si riscontra e pero' si scontra con l'ipotesi stessa. Ovvero, c'E' questo e quest'altro, ma manca quello.

La prima ipotesi su cui ci siamo impegnati, considerava la possibilita' che si trattasse di un ultraleggero, di un deltaplano, di un aquilone sofisticato e cose del genere. Il traliccio tubolare presente nelle varie strutture induceva ad ipotizzare in questo senso. La stessa forma segnalata non era completamente al di fuori dalla norma.

Vi erano pero' elementi contradittori a questa ipotesi: la dinamica delle manovre e dei movimenti di tutti gli oggetti segnalati; le dimensioni; l'aspetto delle luci ed il loro posizionamento; l'apparente non convenzionalita' della forza propulsiva, almeno da come si poteva dedurre dai racconti testimoniali.

Certo, spingendo al limite il discorso interpretativo, per ognuno di questi punti potevamo addurre vari riferimenti ai possibili errori d'interpretazione percettiva dei testimoni. Ma questo sarebbe stato solamente un sotterfugio metodologico per non affrontare la scomodita' di dati difficilmente classificabili.

Nel corso delle indagini ci siamo recati anche a Celano, un grosso centro a pochi chilometri sia da Avezzano che da Pescina, dove esiste un campo d'aviazione privato che negli scorsi anni ha anche attirato manifestazioni aeree di buon livello: un'ottima pista di oltre un chilometro in una zona paesaggisticamente assai bella.

E' un campo pero' caduto in disuso. Nell'hangar vi erano un paio di aerei da turismo e nessun ultraleggero. Abbiamo parlato con alcuni fruitori e organizzatori del campo i quali ci hanno assicurato la quasi completa inattivita' del complesso.

Ma che dire della possibilita' di qualche appassionato che, magari sprovvisto di permessi e abilitazioni varie, si divertisse nottetempo a volare in zona? Anche per questo molti punti a favore, ma altrettanto a sfavore.

Ammesso per ipotesi che qualche temerario notturno (per il caso di febbraio dovremmo parlare di temerari in formazione) dovremmo pensare ad abilissimi piloti poichE' i racconti testimoniali della dinamica di volo degli oggetti descritti in queste segnalazioni ci riportano evoluzioni di vero e proprio acrobatismo aereo. Ambedue i casi, poi, sarebbero vere follie prossime al suicidio poichE' erano evoluzioni pericolose in prossimita' di alberi, cavi e pali elettrici, costruzioni e canali... in piena oscurita' e con luci di posizione non illuminanti!

Apparentata a questa ipotesi, un po' piu' esotica e quindi particolarmente interessante da discutere, E' quella di un prototipo sperimentale. Gli elementi ci sarebbero anche, in special modo quelli che cozzano contro il buon senso e la logica (il volo notturno, la prossimita' di ostacoli pericolosi, le evoluzioni assai ardite): la sperimentazione, si sa, giunge prima o poi a operare in condizioni limite. Ma questo limite non puo' (non potrebbe), non deve (non dovrebbe), mettere a repentaglio la vita di privati cittadini: il passaggio su automobili a pochi metri di altezza E' un rischio troppo elevato. E' evidente, poi, anche l'inopportunita' di compiere prove in territori urbani, proprio per evitare di essere osservati ed anche, in caso di incidente, mettere a repentaglio non solo vite umane, ma anche la segretezza dei manufatti da sperimentare.

Al momento in cui si scrive, il caso E' assolutamente aperto. Stiamo non solo analizzando accuratamente i racconti testimoniali, ma eseguendo tutta una serie di riscontri.

L'inchiesta prosegue.

Testo di Renzo Cabassi

UN ALTRO VELIVOLO MISTERIOSO?

La pubblicazione della notizia sull'incontro ravvicinato di Avezzano ha causato nei giorni successivi un piccolo flap locale, con diverse segnalazioni di avvistamenti UFO in varie zone dell'Abruzzo.

Fra queste, una in particolare sembra relativa ad un'analoga "piattaforma volante" con tanto di luci ai vertici. Ne sono stati testimoni quattro turisti napoletani che, su richiesta di Gianni Antidormi, hanno accettato di descriverci la loro esperienza.

La sera del 16 Agosto 1994, alle ore 21.45, mi trovavo a bordo della mia vettura, in compagnia della mia ragazza, Cristiana C., e di una coppia di nostri amici, Renato A. e Tiziana M.

Ci stavamo recando presso la stazione di servizio Agip che si trova tra Roccaraso e Rivisondoli per fare rifornimento di benzina Verde al Self Service. Non appena vi giungemmo, scesi dall'auto e mi accorsi che il distributore automatico erogava solamente benzina Super e Diesel. Quindi risalii in macchina e nel preciso istante in cui stavo per avviare il motore, la mia ragazza esclamo': "Cosa E' questa cosa che vola qui vicino !"

Immediatamente e contemporaneamente tutti ci girammo a guardare sulla nostra destra; poi, io per primo e quindi Tiziana, Renato e Cristiana scendemmo dalla macchina e rimanemmo a guardare attoniti quell'enorme oggetto che ci passo' di fianco a circa 100 metri di distanza ad una altezza di circa 150 metri dal suolo. Quindi viro' sulla destra, come un aereo prima dell'atterraggio, compiendo una traiettoria curva di 270 gradi e sparendo dai nostri occhi dietro la montagna che guarda la Aremogna.

Renato grido': "Mio Dio, adesso sentiamo l'esplosione". Risposi: "Andiamo a vedere, penso che il pilota stia tentando un atterraggio di fortuna". Le ragazze erano ammutolite. Evidentemente tutti avevamo pensato che si trattasse di un grosso aereo (tipo Super 80 o DC7) in grave difficolta'.

Tiziana pero', ci chiese se avevamo sentito dei rumori e in quel preciso istante ci guardammo consapevoli di non aver udito alcun rumore di motori o di altro (E' da rilevare che eravamo in una zona fuori dal centro abitato ed estremamente isolata in quel momento). Per un momento ci baleno' l'idea di aver visto un oggetto misterioso, ma pensammo di non insistere a parlarne per non impressionare Tiziana che era al sesto mese di gravidanza. Dicendo che probabilmente si trattava di un qualche velivolo sperimentale, rincasammo a Rivisondoli senza piu' parlarne.

L'indomani io e Cristina partimmo per Napoli, mentre Renato e Tiziana si trattennero a Rivisondoli. Nel pomeriggio del giorno 17 agosto, Renato mi telefono' riferendomi che, recatosi con Tiziana all'Aremogna presso una baita, ove eravamo soliti recarci per un ristoro, aveva dato uno sguardo al quotidiano locale Il Centro a disposizione degli avventori. Incredibilmente lesse un articolo, nella cronaca di Avezzano, che riportava notizia di un avvistamento di UFO in una situazione e con particolari quasi del tutto identici a quanto da noi tutti visto la sera prima. Dapprima pensai ad uno scherzo di Renato; quando ebbi modo di visionare l'articolo decidemmo di telefonare alla redazione del giornale per testimoniarne l'accaduto.