LUCE NOTTURNA AD AREZZO: VISTA, FILMATA, IDENTIFICATA
Quando lUFO fa pubblicità
Sono le 23.30, forse le 24, di sabato 23 marzo 1996, e la signora A.P., uninsegnante elementare di 29 anni, sta avvicinandosi alla finestra per chiudere le tapparelle della sua camera da letto, al terzo piano di un condominio nella periferia occidentale di Arezzo. La sua attenzione è però attratta da un corpo luminoso che, da misurazioni effettuate in seguito, risultava alto circa 2° sullorizzonte in direzione nord, ossia perfettamente di fronte alla visuale consentita dalla finestra alla testimone. Nonostante il cielo sia parzialmente coperto, la signora P. immediatamente pensa di trovarsi di fronte alla cometa Hyakutake, segnalata come visibile in quel periodo, e quindi decide di aprire la finestra e filmare il fenomeno con la sua videocamera amatoriale, una Sony Handycam. Per alcuni minuti, quindi, riprende i movimenti lenti ed irregolari delloggetto luminoso che, basso allorizzonte, finisce poi per sparire tramontando dietro una costruzione posta leggermente a destra del punto del cielo nel quale era stato visto per la prima volta. La mattina seguente, la testimone mostra il filmato ai genitori, con i quali si rende però conto che non solo non poteva trattarsi di una cometa, ma che loggetto sembrava piuttosto una specie di pallone luminoso.
La notizia dellavvistamento circola in città fino a giungere il 31 marzo, con diverse modifiche ed alterazioni, al corrispondente aretino del CISU Massimiliano Grandi, che dà inizio allindagine prendendo contatto con la testimone e accordandosi con questa per visionare a sua volta il filmato. La ripresa mostra una metà delloggetto completamente illuminata di una luce giallastra, mentre laltra metà è quasi del tutto oscura, con solo alcune zone illuminate. Linsieme delle parti illuminate forma una specie di medusa con un cappello lungo e stretto e due soli filamenti - come tentacoli - che alla fine sembrano congiungersi alla loro estremità inferiore.
Per cercare di scoprire lorigine delloggetto, Grandi ricerca altre testimonianze nella zona sopra la quale questo sembrava muoversi, ed in particolare si rivolge ad un club di radioamatori volontari della Protezione Civile, che ha sede proprio nella direzione di osservazione del fenomeno. Uno dei radioamatori ricorda di aver visto, in quei giorni, una specie di pallone arancione in volo ed un altro fissato a terra nello spazio antistante il Centro Affari e Convegni di Arezzo, in via Fleming 1. Con questa traccia, Grandi scopre che alla fine di marzo si erano svolte presso il Centro diverse manifestazioni in concomitanza del cosiddetto Tax Day del 25 marzo giornata di protesta sulle tematiche fiscali promossa da Confcommercio, Confartigianato, CNA e Col-diretti), con la presenza di un pallone ancorato a terra ed un altro che avrebbe dovuto rimanere sospeso sulla verticale del Centro Convegni.
Ed è proprio su questultimo che si concentrano i sospetti, che diventano certezza dopo il colloquio con il titolare della ditta "La Montgol-fiére" di Umbertide (PG), proprietaria dei due aerostati. Quello che stazionava nel cielo di Arezzo era infatti un loro piccolo dirigibile pubblicitario lungo 6,5 metri e largo nel punto massimo 2,5 metri, di colore giallo, con quattro alette posteriori rosse e gonfiato con gas elio. La luminosità era dovuta ad un neon della unghezza di 1,2 metri disposto in verticale, ossia perpendicolare allasse del dirigibile, e questo spiega la solo parziale illuminazione delloggetto filmato e laspetto simile a quello di un pallone sonda. Nelle intenzioni degli organizzatori del Tax Day, il pallone avrebbe dovuto rimanere ancorato a 20-25 metri sulla verticale del Centro presso il quale aveva luogo la manifestazione e dove si trovava, fissato al suolo, laltro aerostato.
Intorno alle ore 20 del 23 marzo però il pallone venne fatto sollevare in un volo di prova che palesò numerosi problemi nella stabilità a causa di alcuni piccoli fori nellinvolucro, probabilmente formatisi nel corso del suo precedente utilizzo. Il dirigibile rimase così in volo per circa quattro ore, nel tentativo di posizionarlo in maniera corretta, finchè, intorno alla mezzanotte, gli addetti decisero di rinunciare ad utilizzarlo e lo riportarono a terra.
La direzione di osservazione, le caratteristiche delloggetto e gli orari danno la certezza che quello filmato dallinsegnate aretina sia proprio questo piccolo dirigibile pubblicitario, ma è solo grazie ad un puntuale e ostinato lavoro di verifica sul campo che questa identificazione è stata resa possibile. Contemporaneamente abbiamo raccolto informazioni su un altro oggetto volante anomalo - ma identificato - che può solcare i nostri cieli: dal materiale pubblicitario gentilmente fornitoci dalla ditta "La Montgolfiére", abbiamo infatti appreso che esistono modelli di varie forme, di tutte le dimensioni e di tutti i colori di palloni pubblicitari che possono essere personalizzati e vengono usati in occasione di fiere e manifestazioni di ogni genere. È evidente che il fatto stesso di essere comunque vincolati a terra da un cavo dovrebbe evitare che questi aerostati possano diventare un IFO così diffuso quali i sempre presenti fari ad effetto laser, ma proprio questo caso ci mostra come le possibilità di far scaturire falsi UFO sono praticamente senza limiti.
g.p.g.