Arizona ’97:
tanto rumore per nulla?

 

LE OSSERVAZIONI DI LUCI IN FORMAZIONE FANNO DISCUTERE GLI UFOLOGI AMERICANI

di Remo Ponti

Il 13 marzo 1997 nei cieli dell’Arizona si è verificata una serie di avvistamenti di UFO decisamente eccezionale, tanto da essere tuttora al centro di molte discussioni tra gli ufologi di tutto il mondo. Lo scopo di questo articolo è quello di fornire una visione il più possibile obiettiva dell’evento, cercando, nel contempo, di offrire alcuni elementi di valutazione.

Le fonti di informazione sono essenzialmente telematiche, in quanto attraverso Internet è possibile accedere rapidamente a dati che un tempo avrebbero richiesto ricerche estremamente complesse.

In particolare le fonti utilizzate (indicate in dettaglio nella bibliografia) sono state: i resoconti dei media: giornali locali (Arizona Republic, Mesa Tribune e Phoenix News Times) e nazionali (USA today), reti televisive (CBS, CNN, Discovery Channel); le analisi degli ufologi pubblicate su vari siti Internet; le discussioni sulle mailing list ufologiche.

 

UNA FORMAZIONE DI LUCI IN CIELO

 

«Il 13 marzo iniziò come tutti gli altri giorni...», con questo incipit da giallo alla Marlowe, Bill Hamilton, coordinatore dell’associazione ufologica Skywatch International di Phoenix [1], inizia una delle sue relazioni sugli eventi di quella notte: in realtà non si trattava di giorni normali, in quanto il periodo intorno alla metà di marzo era quello più propizio per vedere la cometa Hale-Bopp in tutto il suo splendore, per cui centinaia di abitanti della zona di Phoenix, come in tutto lo Stato, erano nel giardino di casa con il naso all’insù.

Alle ore 20.16 arrivò la prima telefonata all’hot-line del Nuforc di Peter Davenport da parte di un ex-poliziotto che, con la sua famiglia, stava osservando il cielo dalle parti di Paulden (30 miglia a nord di Prescott) e riferiva di una strana formazione di luci rosse in rapido movimento. Si trattava di 4-5 luci disposte a “V” seguite da una luce singola.

Da questo momento le segnalazioni si susseguono per tutta la notte.

A sud di Paulden e a Prescott vengono segnalate alle ore 20.17 delle luci bianche in formazione triangolare.

A nord-ovest della Prescott Valley, alle 20.20 viene segnalata un’altra formazione di luci rosse a “V”, con la luce al vertice di colore bianco. che si muove verso la zona a sud-est della valle e scompare nella notte. Tutti i testimoni concordano nel fatto che il gruppo di luci non emette alcun suono e si muove in modo estremamente fluido nel cielo.

Un’altra segnalazione alle 20.20 indica delle luci dalle parti di Dewey (10 miglia a sud-est di Prescott): ai testimoni la formazione a “V” appare enorme, ed uno sostiene che stendendo il braccio l’oggetto era più grande del suo avambraccio. Un pilota civile afferma che le luci avevano una quota non superiore ai 1.000 piedi ed erano assolutamente silenziose. Il testimone racconta anche di avere visto un piccolo aereo civile passare nelle vicinanze dell’oggetto e dirigersi verso l’aeroporto di Prescott.

Tra le ore 20.30 e le 21.30 su un’immaginaria rotta Prescott-Phoenix-Tucson arrivano moltissime segnalazioni. Il NUFORC le registra da Kingman, Chino Valley, Tempe, Glendale, Phoenix e Tucson.

Tra le ore 21.45 e le 22.00 dalla zona a nord-ovest di Phoenix (Apache Junction, Moon Valley), vengono avvistate e filmate delle luci in linea posizionate approssimativamente al di sopra dell’area a sud-est della città verso i monti della Sierra Estrella (la cui punta più alta è il Montezuma Peak di 1.322 m.)

Vi sono poi alcune segnalazioni, raccolte da altre fonti, per le quali non è però stato possibile valutare l’attendibilità testimoniale. Un osservatore di Chandler - ad esempio - riferisce di un oggetto semitrasparente di forma triangolare passato alle ore 20.30 davanti alla luna oscurarandola in parte. L’oggetto si muoveva silenziosamente verso sud. Una famiglia dichiara di avere visto passare sopra la propria abitazione di Sunnyslope, alle ore 20:20, un oggetto solido a forma di boomerang con luci lungo la fusoliera. E ancora, un testimone da Goodyear segnala il tentativo di intercettazione di un oggetto luminoso color ambra da parte di tre caccia della base militare di Phoenix, la Luke Air Forse Base (AFB). L’oggetto sparì prima che gli aerei potessero raggiungerlo.

 

Due casi quasi contemporanei?

 

Riassumendo, quindi, sono state registrate le seguenti segnalazioni:

1. Ore 20.00 - 20.16 zona di Paulden: luci disposte a triangolo;

2. Ore 20.15 - 20.20 zona di Prescott: luci disposte a triangolo (Prescott Valley, Dewey, Chino Valley)

3. ore 20.15 - 20.35 zona di Phoenix: luci disposte a triangolo (Glendale, Scottsdale, Ahwatukee, Chandler)

4. ore 21.45 - 22.00 zona di Phoenix: luci in linea

5. ore 20.45 - 21.00 zona di Tucson: luci disposte a triangolo

Ne consegue che non è corretto parlare di un singolo caso, bensì di almeno due casi nella stessa notte, che hanno reso ancora più complicata l’analisi dei fatti in quanto molto spesso le testimonianze e le relative valutazioni mescolavano e avvenimenti in realtà distinti.

L’analisi delle testimonianze, dei tempi e dei luoghi degli avvistamenti della notte del 13 porta a concludere che è verosimile raggrupparli in due eventi distinti così definibili:

Evento A. Avvistamenti numero 1-2-3-5: gruppo di luci disposte a “V” in lento movimento verso sud, avvistate inizialmente alle ore 20.15 a Paulden, poi a Phoenix ed infine alle 20.45 a Tucson.

Evento B. Avvistamento numero 4: gruppo di luci color arancio, disposte in linea ed avvistate nella zona di Phoenix intorno alle ore 22.00.

 

Luci disposte a triangolo (evento A)

Come si è detto, dalle testimonianze risulta verosimile che le segnalazioni relative alle luci disposte a “V” si riferiscano allo stesso fenomeno: uno o più oggetti luminosi che sarebbero transitate da Prescott a Tucson nell’arco di una mezz’ora all’incirca.

Secondo molti testimoni le luci si muovevano lentamente ed a bassissima quota: è noto però come la mancanza di punti di riferimento non consenta una valutazione certe né della quota, né dell’effettiva velocità.

Di questo avvistamento, oltre alle testimonianze citate, esiste una ripresa video in formato Sony Hi8 che per circa 45 secondi inquadra una formazione di 5 luci di disposte a “V” color ambra-arancione in lento movimento su fondo nero.

Il video è stato ripreso alle ore 20.30 nella zona di Phoenix, e non è possibile rilevare quota o velocità, in quanto mancano dei punti di riferimento. Nella registrazione non si sente alcun suono, al di fuori delle voci dei testimoni.

Due giornalisti del Phoenix New Times che vivono nella Prescott Valley hanno dato delle testimonianze molto simili: entrambi sostengono che si vedevano cinque luci di colore bianco-giallo in formazione a “V”, ma, secondo uno dei due, le luci facevano parte di un oggetto a forma di boomerang, l’altro invece pensa che si trattasse di cinque oggetti indipendenti.

Pur essendo quasi sempre in disaccordo su tutto, le sezioni locali delle organizzazioni ufologiche MUFON e Skywatch concordano che una delle luci della “coda” sembra essere fuori asse rispetto alle altre e leggermente più lenta. Tutto farebbe quindi pensare a singoli oggetti in movimento.

Una testimonianza estremamente importante viene da Mitch Stanley, un ragazzo di Scottsdale (Phoenix).

Quando, insieme alla madre, notò le luci a triangolo che arrivavano lentamente da nord cercò di inquadrarle nello specchio di 25 centimetri del suo telescopio: ci riuscì con le tre luci di testa e, dopo aver messo a fuoco, vi riconobbe degli aerei ad ala dritta in formazione ad alta quota.

Le luci che sembrano dei singoli punti ad occhio nudo, in realtà erano due sorgenti distinte, posizionate molto probabilmente sotto le ali dei velivoli, che gli parvero piccoli aerei privati. Stanley il giorno successivo riferì quanto aveva visto ad un amico che si mise in contatto con l’Arizona Republic e con l’allora consigliere comunale Emma Barwood, la quale passò il nome di Mitch al Village Labs di James Dilettoso, il sedicente esperto fotografico ed informatico che, tra l’altro, effettua analisi computerizzate per conto di Skywatch [2]. A distanza di mesi, né il giornale né Skywatch hanno voluto neppure ascoltare la testimonianza del ragazzo.

A questo punto diventa fondamentale identificare i velivoli coinvolti.

Sui giornali apparve subito la notizia che la misteriosa formazione di luci era invisibile al radar, in quanto la torre di controllo dell’aeroporto di Phoenix-Sky Harbour non rilevò nulla. In realtà il capo turno di quella sera, William Grava, dichiarò pochi giorni dopo che la gestione del traffico aereo in quota al di sopra di Phoenix era di competenza degli operatori della Federal Aviation Administration (FAA) dell’aeroporto di Albuquerque (New Mexico). Grava aggiunse che il passaggio di cinque aerei in formazione a “V” al di sopra dell’aeroporto sarebbe stato rilevato come un singolo punto dal radar in quanto normalmente solo l’aereo in testa alla formazione tiene il transponder attivo per comunicare la sua posizione ai controllori del traffico.

Inoltre i radar di Sky Harbour hanno una portata utile di cinque miglia, per cui non sono assolutamente in grado di tenere sotto controllo il cielo al di fuori della zona di Phoenix.

Ma a Phoenix c’è anche la base aerea di Luke che dispone di radar molto più potenti. Il portavoce della base, il capitano Stacey Cotton, affermò più volte che gli operatori radar quella notte non videro nulla di inusuale e aggiunse però che una formazione di cinque aerei di passaggio sopra Phoenix - ben al di fuori dello spazio aereo riservato alla base - non sarebbe stata registrata come inusuale. E questo è tutto. Vedremo come questa estrema laconicità dei militari, unita ad una vera mania per il segreto abbia provocato non poche incomprensioni durante l’analisi dell’Evento B, rendendo il caso più complicato del necessario.

Il problema è che nessuno degli ufologi della zona si è preoccupato di chiedere all’ufficio regionale della FAA i nastri radar di quella notte entro i 15 giorni previsti dal loro regolamento; infatti se fosse stata inoltrata tale richiesta entro il 28 marzo, sarebbe stata messa a disposizione del pubblico una copia dei nastri.

A questo punto l’identificazione di velivoli avvistati da Mitch Stanley è estremamente difficoltosa, in quanto i dati sono molto scarsi: ali dritte, dimensioni contenute. La stessa “bibbia” del riconoscimento aereo (D. Wood, Jane’s World Aircraft Recognition Handbook) fornisce molti possibili candidati. Per quanto riguarda i velivoli militari si possono individuare questi due modelli di aerei d’attacco: il Fairchild A-10 Thunderbolt II e il Cessna A-37 Dragonfly.

Molte basi dell’Aviazione della Guardia Nazionale dispongono dell’A-10, tra cui anche quella di Tucson (Davis-Monthan AFB), ma non risulta che vi fossero dei loro aerei nella zona. Come si vedrà relativamente all’Evento B, erano in volo degli A-10 della Guardia Nazionale del Maryland, ma non si spostarono mai a nord di Phoenix.

Tra gli aerei da turismo vi sono alcuni modelli a reazione che rispondono alle caratteristiche descritte, principalmente si tratta di velivoli Cessna, Piper o Beechcraft [3].

C’è infine da notare come gli ufologi d Skywatch abbiano cercato in tutti i modi di screditare la testimonianza di Stanley, prima ignorandone la segnalazione e poi insinuando che, durante un’intervista su Discovery Channel, dal suo «body language» si notava chiaramente che stava mentendo, (M. Fortson, su alt.ufo.reports, 26/12/97): evidentemente la sua segnalazione non era in sintonia con le conclusioni extraterrestri a cui erano giunti Hamilton e compagni.

In base ai dati sopra citati, possiamo quindi avanzare un’ipotesi conclusiva: si è trattato di una formazione di aerei, almeno cinque. Non ci sono prove per avallare l’ipotesi del “triangolo volante” [4] o, peggio, del velivolo extraterrestre.

Le possibili spiegazioni per questo evento sono due. La prima, una formazione di aerei militari in volo di trasferimento tra basi aeree, escluse quelle di Phoenix e Tucson, in quanto i portavoce delle due basi escludono che si possa essere trattato di loro velivoli. Volendo azzardare un’ipotesi, si potrebbe trattare di gruppo di A-10 appartenenti a qualche squadriglia della Guardia Nazionale.

La seconda, un gruppo di aerei da turismo in volo di trasferimento; oppure si potrebbe trattare di un volo di addestramento effettuato da una scuola di pilotaggio. Però la velocità abbastanza sostenuta delle luci osservate farebbe pensare a velivoli a reazione e questo fatto, in linea di massima, escluderebbe l’ipotesi dell’addestramento, in quanto una scuola di volo normalmente dispone di aerei più piccoli con propulsione ad elica (tipicamente dei monomotori ad ala alta Cessna).

Va rilevato che su questo avvistamento sono state invece fatte molte altre ipotesi decisamente curiose: secondo l’ufologo nativo americano Robert Morning Sky si sarebbe trattato di un trucco messo in opera dall’USAF utilizzando effettivamente degli A-10, ma con il fine di distrarre l’opinione pubblica dalle operazioni segrete che l’esercito sta conducendo nella riserva indiana Navajo detta “Four Corners” (in quanto posizionata al confine tra Arizona, Utah, Colorado e Nuovo Messico).

Un altro ufologo ha ipotizzato che si sia trattato di un aereo super-segreto americano (il solito Aurora?) che, a causa di un’avaria, avrebbe dovuto deviare la rotta per cercare di arrivare alla base Davis-Monthan di Tucson.

La teoria più stampalata l’ha proposta il solito Richard Boylan Ph.D. (ormai il titolo di studio è diventato un tutt’uno con il suo nome) [5], secondo il quale si sarebbe trattato di uno dei tanti velivoli segreti a propulsione antigravitazionale (!) utilizzanti tecnologia aliena e collaudati nelle famigerate basi sotterranee dell’USAF. Boylan afferma infatti di avere visto più volte degli UFO uscire da queste basi, ma evidentemente è così distratto da avere sempre dimenticato la macchina fotografica...

 

Le luci in linea (EVENTO B)

 

Le luci avvistate a sud di Phoenix, come detto, sono state videoregistrate da almeno sei testimoni. In tutte le riprese si nota una fila di punti luminosi (da cinque a nove, a seconda del video) praticamente immobili per molti minuti che poi scompaiono verso sud-ovest in direzione della Sierra Estrella.

Per alcuni mesi vennero fatte le ipotesi più disparate per spiegare l’ avvistamento. Poi a giugno l’emittente locale Canale 12 trasmise un filmato in cui si vedevano dei flares illuminanti - ossia delle specie di bengala - lanciati da aerei in addestramento sopra il poligono Barry Goldwater dietro la Sierra Estrella a sud-ovest della città. [6]

Le luci che si vedevano nel filmato ricordavano molto quelle immortalate nei video del 13 marzo, e questo portò a pensare che forse anche questo evento poteva avere una spiegazione terrestre, ma le cose non sono state così semplici...

Innanzitutto, da parte di Skywatch, ed in particolare di Hamilton, ci fu una netta presa di posizione contro l’ ipotesi dei flares: Dilettoso affermò di avere effettuato un’approfondita serie di analisi dei filmati, in particolare di quello ripreso dal signor Krzyston, ritenuto il più interessante. Ingrandendo al computer le luci che compaiono nel video si potevano notare - secondo le sue dichiarazioni - molti dettagli interessanti come ad esempio dei “filamenti luminosi” al di sotto della luce che quindi non avrebbero potuto essere dei flares!

Questa notizia venne subito ripresa dalla maggior parte dei media in modo, come al solito, completamente acritico.

Infatti è noto che ogni strumento ottico (binocolo, telescopio, videocamera) ha una capacità di ingrandimento finita (detta “risoluzione”). Di conseguenza, tanto più potente è un telescopio, tanto più lontano potrà cogliere i dettagli del soggetto inquadrato, ma i particolari di un oggetto di dimensioni inferiori alla sua risoluzione non sono comunque visibili.

Nel caso delle videocamere digitali l’immagine viene acquisita per mezzo dalla lente dell’obiettivo che normalmente è inferiore al pollice di diametro (2,54 cm.) e quindi ha un potere risolutivo estremamente ridotto e non è assolutamente in grado di rilevare alcun dettaglio di luci distanti qualche chilometro. Inoltre la matrice di pixel che riceve l’immagine e la trasforma in segnale analogico sul nastro magnetico ha ovviamente una dimensione finita e quindi delle luci molto distanti vengono registrate come delle sorgenti puntiformi senza alcuna definizione.

Dilettoso effettuò anche, a suo dire, delle “analisi spettrali” delle luci del filmato di Krzyston e la sua conclusione fu che le misteriore luci notturne avevano uno spettro completamente differente dai flares del filmato di Canale 12, ed era anche diverso da quello di altre sorgenti luminose quali fanali o luci di abitazioni. Anche questa notizia fu divulgata dai media senza ulteriori verifiche, ma, come vedremo, si tratta di affermazioni assolutamente prive di ogni fondamento scientifico.

Infatti, l’idea di effettuare l’analisi dello spettro di una qualunque sorgente luminosa partendo da un filmato o da una fotografia è semplicemente un vero non-senso fisico.

Un giornalista del Phoenix New Times fece un esempio molto efficace: questo tipo di operazione è equivalente ad analizzare un dipinto di Abramo Lincoln per studiarne il DNA. Vale a dire che tra l’oggetto fisico (una persona o una radiazione luminosa) ed il suo ritratto c’è una bella differenza!

Invece Dilettoso si inventa per l’occasione una nuova “teoria dell’informazione” secondo la quale attraverso questa sua analisi spettrale si possono misurare le proprietà fisiche delle sorgenti luminose filmate.

Dilettoso arriva però a contraddirsi da solo affermando, da una parte di essere in grado di riconoscere lo spettro di un flare, dall’altra di non essere in grado di indicare quali sono le caratteristiche spettrali standard di un flare, e addirittura che gli spettri di due flare possono risultare differenti tra loro e talvolta uguali a quelli delle luci misteriose.

In realtà l’analisi spettrale di Dilettoso consiste nel misurare quanto le sorgenti luminose hanno impressionato la matrice di pixel della videocamera. Non è infatti possibile ricavare alcuna informazione della struttura fisica di una sorgente puntiforme partendo da un filmato, come ha confermato il dottor Powell, direttore dell’Istituto di Scienze Ottiche dell’Università dell’Arizona, che ebbe modo di valutare il metodo di indagine di Dilettoso.

L’astronomo Paul Scowen, che attualmente studia la nascita delle stelle per mezzo delle immagini del telescopio spaziale Hubble, dopo avere ascoltato le affermazioni di Dilettoso disse che la sua tecnica consisteva esclusivamente nell’estrazione di un “profilo di luminosità” delle luci e che nulla aveva a che fare con la cosiddetta “analisi spettrale”.

Un ulteriore conferma delle parole di Scowen viene dalla stessa Media Cybernetics, la ditta che produce il software Image Pro Plus utilizzato da Dilettoso per studiare le luci del 13 marzo. Dilettoso affermò infatti che la Media Cybernetics gli aveva confermato che il prodotto era in grado di effettuare un’analisi spettrale delle luci. Invece un dirigente della software house, confutando questa affermazione, ha spiegato che Dilettoso ha solamente utilizzato una funzione standard del programma che consiste nel tirare una linea attraverso il punto luminoso e leggere l’istogramma con la misura delle componenti RGB (red-green-blue) dei pixel e ha significativamente concluso: «La spettroscopia è tutta un’altra cosa…».

Un ulteriore colpo di scena arriva infine a scardinare le affermazioni di Dilettoso e compagni e offre un ulteriore elemento a favore dell’ipotesi dei flare.

Infatti il 26 ottobre il Discovery Channel mandò in onda la trasmissione UFOs Over Phoenix nella quale venne mostrata un’elaborazione al computer del video di Krzyston effettuata dal prof. Rudin [7] della Cognitech, una ditta californiana specializzata nel trattamento digitale delle immagini.

Rudin effettuò la sovrapposizione fotogramma per fotogramma del filmato del testimone con una sequenza diurna del medesimo punto, con la stessa videocamera ed i medesimi parametri di ripresa. In questo modo fu possibile verificare il comportamento e la posizione delle luci in relazione a Phoenix e alle montagne della Sierra Estrella.

Il nuovo filmato mostra molto decisamente che le luci si trovano inizialmente al di sopra dei monti della Sierra, iniziano a scendere molto lentamente per poi scomparire proprio in corrispondenza della cima delle montagne: un comportamento chiaramente coerente con quello di flares illuminanti che spariscono dietro le montagne dopo essere stati lanciati da aerei militari sul poligono Goldwater, che si trova infatti dietro la Sierra.

A questo punto si apriva la difficile ricerca dei possibili aerei coinvolti in questa esercitazione.

Vennero subito interpellate le due basi aeree dello Stato, la Luke AFB (Phoenix) e la Davis-Monthan AFB (Tucson): entrambi i portavoce affermarono che nessun aereo appartenente ai loro (attenzione a queste parole…) gruppi di volo si trovava nella zona dell’avvistamento, né tanto meno erano in corso delle esercitazioni.

Qualche giorno dopo la portavoce della Guardia Nazionale dell’Arizona, Eileen Bienz, riferì alla stampa di avere ricevuto un rapporto da un pilota di elicottero della Guardia Nazionale che riferiva di un avvistamento alle ore 22 circa di un gruppo di aerei A-10 Thunderbolt II in rotta verso Tucson.

A questo punto la Bienz chiese alla base di Davis-Monthan se quella notte era in corso qualche attività da parte di velivoli che non facevano parte dell’organico della base. L’incredibile risposta fu che effettivamente quella notte era in corso l’esercitazione invernale di uno stormo di A-10 della Guardia Nazionale del Maryland e che, durante i voli sul poligono Goldwater, lanciarono anche dei flares!

Il portavoce della Maryland ANG confermò che effettivamente gli A-10 del 104mo Fighter Squadron del 175mo Wing, di stanza presso Baltimora, erano in esercitazione sul poligono Goldwater nell’ambito della operazione Snowbird [8].

Durante questa l’esercitazione, intorno alle ore 22, alcuni velivoli lanciarono degli artifizi illuminanti al magnesio Luu2 per l’individuazione di bersagli terrestri. Non dimentichiamo che l’A-10 è un aereo da attacco al suolo specializzato nella distruzione di mezzi corazzati (infatti è stato ribattezzato “l’apriscatole volante”).

Il portavoce di Tucson si difese affermando che la sua risposta era relativa solamente agli aerei di stanza a Davis-Monthan e non comprendeva le unità ospitate dalla base perchè era quello che gli era stato chiesto! Dal suo punto di vista la domanda gli era stata posta male...

La tipologia delle luci, l’ora e la posizione degli avvistamenti sono assolutamente coerenti con le attività militari descritte.

Si è trattato quindi di flare illuminanti lanciati da una squadriglia di A-10 del Maryland ANG al di sopra del poligono militare Goldwater, a sud-ovest di Phoenix.

Le ipotesi di Skywatch che si sia trattato di velivoli extraterrestri in volo sopra la città di Phoenix sono destituite di ogni fondamento, e a ribardirlo vi è anche il recente intervento di Bruce Maccabee, il noto esperto fotografico della MUFON certamente ben lontano da posizioni scettiche. «Grazie alla cooperazione di alcuni testimoni che non credono all’ipotesi dei flare, - ha affermato Maccabee - ho potuto dimostrare che almeno alcune (e forse la totalità) delle luci avvistate quella sera, in particolare quelle ferme o in lento movimento e di colore arancio [Evento B], sono probabilmente dei flares. Le triangolazioni che ho potuto effettuare relativamente agli eventi del 14 gennaio 1998 (che non hanno suscitato lo stesso interesse presso i media nazionali rispetto a quelli del 13 marzo 1977), posizionano le luci a 60-80 miglia dai testimoni… proprio al di sopra del poligono militare ‘Barry Goldwater’. Quanto mostrato nel video del 13 marzo sembra molto simile. La natura delle luci disposte a forma di ‘V’ [Evento A] rimane ancora inspiegata»[10].

 

TANTO FUMO…

 

In sostanza il caso dell’Arizona risulta notevolmente ridimensionato dopo più di un anno di indagini: l’Evento B ha avuto una spiegazione definitiva; l’Evento A, anche se i velivoli coinvolti non sono ancora stati individuati, è stato sostanzialmente chiarito.

Le maggiori difficoltà sono sorte nei rapporti con i militari, sempre restii a dare informazioni, ma anche l’attività di Skywatch, agli antipodi della ricerca ufologica, che non ha certo giovato ad un’indagine scientifica e puntuale del caso.

 

 

NOTE

[1] Hamilton si interessa in particolare di basi sotterranee, abduction (in quanto la moglie Pamela sostiene di essere stata più volte rapita dai Grigi) e di tecnologie avanzate. E’ autore, tra gli altri, di volumi del calibro di Cosmic Top Secret e Alien Magic.

[2] Per chi non conosce Dilettoso, basti sapere che si tratta della persona che analizzò e dichiarò autentiche sia le foto degli UFO svizzeri di Billy Meier (universalmente riconosciuti come modellini di piccole dimensioni) che quelle della "battaglia" tra UFO e caccia F-14 messe in giro da Amaury Rivera (si trattava anche in questo caso di falsi realizzati con modelli dal fotografo German Gutierrez).

[3] Se l’indicazione delle luci al di sotto delle ali è corretta, si potrebbe pensare che si tratti del faro del carrello d’atterraggio e, in questo caso occorrerebbe cercare tra gli aerei che hanno il carrello nell’ala ed, eventualmente, senza il ruotino anteriore, in quanto questa terza luce non è stata vista.

[4] L’avvistamento dei cosiddetti Flying Triangles è abbastanza frequente soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, con l’eccezione del caso belga del 1989-90 e molto spesso vengono associati al fantomatico aereo sperimentale americano Aurora, del quale si favoleggia da anni, ma che nessuno ha mai visto (tranne un caso nel Mare del Nord) o fotografato. C’è anche da notare che è abbastanza normale che i testimoni vedendo delle luci distinte abbiano l’impressione facciano parte di un unico oggetto.

[5] Richard Boylan è un ufologo divulgativo statunitense. Laureato in psicoanalisi, si è occupato dei casi di abduction fino al 1993, quando tre sue pazienti lo accusarono di averle convinte ad avere rapporti sessuali con lui con la scusa di curare i postumi dei rapimenti alieni. Successive indagini hanno dimostrato la fondatezza delle accuse, fino alla revoca della licenza di psicoanalista da parte del Board of Psycology della California, divenuta definitiva nel 1996. Attualmente Boylan si occupa di tematiche cospirazioniste sostenendo le dichiarazioni di Philip Corso e Michael Wolf relative ai fantomatici contatti tra il governo americano e gli alieni.

[6] Esistono due tipologie di flare: quelli per contromisure infrarosse, utilizzati dagli aerei per ingannare i missili IR lanciati contro di loro ed i flare illuminanti lanciati dagli aerei da attacco al suolo per individuare i bersagli sul terreno.

[7] Il dr. Rudin, è membro di varie associazione forensi ed effettua abitualmente delle perizie per conto dei tribunali californiani.

[8] L’operazione Snowbird è un programma di addestramento invernale creato nel 1975 dal National Guard Bureau e gestito dal 162mo Fighter Wing dell’Aviazione della Guardia Nazionale (ANG) dell’Arizona basato a Davis-Monthan (D-M). Il programma consiste nel ridispiegamento di unità aeree provenienti dalle basi settentrionali dell’ANG. Normalmente arrivano a D-M da sei a dodici squadriglie dell’ANG che, per circa due settimane nel periodo novembre-aprile, si addestrano al volo sulle montagne dello Stato.

Un documento ufficiale dell’ANG conferma che nel mese di marzo del 1997 per l’operazione Snowbird vennero impiegati 12 velivoli A-10 e circa 120 militari.

[10] Il commento di Maccabee è comparso in Internet, sulla mailing-list UFO Updates il 5 luglio scorso, unitamente all’analisi del noto filmato del Messico, che secondo Maccabee è solamente un sofisticato falso realizzato a computer.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Giornali e riviste:

Phoenix New Times (www.phoenixnewtimes.com): "The Great UFO Cover-Up", Tony Ortega, 26/6/1997; "Unidentified Flying Sources", 31/7/1997; "It’s All Becoming Clear", 7/8/1997; "The Hack and The Quack", Tony Ortega, 5/3/1998; "Aliens Runs Channel 10", 12/3/1998.

Arizona Republic (www.azcentral.com): "Hoagland in Phoenix", Steve Yozwiak, 15/7/1997; "Air Guard Unit Sheds Light on Valley’s UFOs", Randy Reid, 25/7/1997; "Phoenix Lights’s Witnesses Credible, Hard to Dismiss", Steve Wilson, 11/3/1998; "Phoenix Lights Remain Bright One Year Later", Richard Ruelas, 13/3/1998. USA Today, 18 e 20/6/1997. UFO Universe, "Very Large Objects Reported over Arizona", T. G. Beckley e S. Casteel, n. 4/Winter 1998

Televisioni

CNN (www.cnn.com), Phoenix Lights, 20/6/1997; Discovery Channel, UFOs Over Phoenix, 26/10/1997

Mailing List e Newsgroup

UFO Updates di Errol Bruce-Knapp; Alt.paranet.ufo, Alt.ufo.reports, it.discussioni.ufo

Siti Internet

UFOmind, http://www.ufomind.com/; Sightings, http: //www.sightings.com/ufo/; MUFON Arizona, http: //www.idowebpages.com/mufon.html; NUFORC, http://www.nwlink.com/ufocntr/CB970313.html; Media Cyberentics, http://www.mediacy.com/; United States Air Force, http://www.af.mil/; Base aerea di Luke, http://www.luke.af.mil/; Base aerea di Davis-Monthan, http://www.dm.af.mil/; Air National Guard, http://www.ang.af.mil/; Maryland Air National Guard, http://www.mdang.af.mil/

Libri

D. Wood, Jane’s World Aircraft Recognition Handbook, Jane’s; B. Gunston, Aerei d’Attacco, Mondadori; B. Gunston, Mike Spick, Aerei da Combattimento, Peruzzo; SOBEPS, La Vague d’OVNI sur la Belgique, SOBEPS.