UNA NUOVA TESTIMONIANZA DAGLI USA RIAPRE IL CASO

 

Base di Aviano, 1977

Fu vero incontro ravvicinato?

 

Uno dei casi italiani più noti di incontro ravvicinato presso una base militare è quello avvenuto il 1º luglio 1977 alla base aerea NATO di Aviano (Vicenza), reso noto nel 1984 da Antonio Chiu-miento sulla base delle interviste da lui condotte con un militare americano e con testimoni civili residenti nei pressi della base: un oggetto discoidale luminoso si sarebbe librato a lungo e a bassa quota sopra un hangar della zona di massima allerta, causando un prolungato black-out e l’allarme generale nella base, perdurato finché l’UFO si sarebbe allontanato. Vari libri e riviste ufologiche anche esteri hanno pubblicato un resoconto della vicenda.

Una nuova versione del caso è stata pubblicata sul numero di febbraio ‘96 del mensile Mufon UFO Journal, a firma di Jerry Rolwes, un ex-ufficiale dell’U.S. Air Force, oggi in pensione, che è anche un appassionato ufologo e ricopre la carica di vice-direttore per lo stato del Washington dell’associazione americana Mutual UFO Network. Il tenente-colonnello Rolwes è stato ad Aviano per due anni, dal 1991 al 1993, come vice-comandante con funzioni logistiche, e nel corso del suo incarico ha cercato di raccogliere direttamente maggiori informazioni su quanto già si sapeva del caso. Ne è venuta fuori una storia in parte diversa, che presentiamo ai nostri lettori. Il racconto che segue gli è stato fatto da un sergente dell’USAF che la notte in questione era in servizio al Security Police Control Center, a pochi metri dal complesso Victor Alert Aircraft Facility.

«Erano circa le 3.00 del mattino, il tempo era limpido e caldo, anche se quelle erano le ore più fredde della notte. Ricordo che la luna, piena o a un quarto, era ancora piuttosto alta nel cielo. Sul terreno non c’era nebbia dovuta alla temperatura. Il centro controllo di sicurezza venne allertato all’attivazione dei nostri sensori di controllo. La struttura Victor Alert era munita di una cinta di tipo high hurricane con cavi di concertina montati sulla cima, e rinforzata con sensori magnetici e di movimento. Nell’angolo della struttura era situata una torretta di sorveglianza controllata da un membro della polizia di sicurezza, che ci contattò segnalandoci che tutti gli allarmi erano scattati simultaneamente. Aveva subito perlustrato visivamente l’area, notando una luce in direzione nord-ovest (fuori dalla base), al di là del perimetro di cinta, in un adiacente campo di soia. All’attivarsi degli allarmi si era contemporaneamente verificata anche una perdita di potenza. La struttura Victor Alert è concepita per affrontare perdite di potenza tramite un dispositivo ausiliario che, infatti, entrò immediatamente in funzione. Si verificarono piccole variazioni di potenza nei successivi 15-20 minuti. Come da procedura stabilita, ho notificato al Wing Command Post che era in corso una situazione di sicurezza e che era stata inviata una pattuglia di sicurezza dentro e nei dintorni della struttura, per verificare se qualcuno stesse tentando di introdursi nell’area. La sola cosa che ci riferirono fu che vi erano delle luci in direzione nord-ovest, fuori dal perimetro di cinta della base, verso le montagne, su quello che chiamavamo l’angolo posteriore della linea di volo. Una volta completate tutte le mie responsabilità di segnalazione al Posto di Comando, una delle pattuglie di sicurezza fece ritorno per darmi il cambio, cosicché potei recarmi in cima al mio edificio per dare uno sguardo (il nostro Centro di Controllo di Sicurezza era una struttura sotterranea). Il tempo intercorso tra quando ricevetti per la prima volta la segnalazione a quando mi recai ad osservare l’oggetto dal di fuori della nostra struttura fu di circa 15 minuti. Non disponendo di visori notturni o binocoli, l’ho osservato semplicemente con i miei occhi, ma non era necessario nulla di più poiché si trattava di una luce assai intensa, circolare. Sui libri ufologici è stata descritta come dotata di una cima a forma di cupola, ma a causa dell’intensità delle luci, specialmente attorno al bordo, era difficile vedere qualcosa al di là del bagliore e dal mio punto di osservazione non sono stato in grado di determinare se vi era una qualche sagoma, di cupola o di altro: sembrava solo avere molteplici luci. Nel libro di Good [Above Top Secret. NdR], si descrivono le luci come cangianti in differenti colori, dal bianco al verde e infine al rosso, ma da quanto ricordo il cambiamento era più dal giallo, all’arancio, al rosso: non ho notato luci verdi sull’oggetto. Mentre lo stavo osservando potevo udire un suono simile a quello di uno sciame d’api o comunque un suono sibilante. C’era anche un’elevata quantità di elettricità statica nell’aria, e la potevi sentire sui peli delle braccia; sì, potevi decisamente sentirla tutta quell’elettricità statica. A parte questo fenomeno, non vi erano altre variazioni nell’atmosfera quando l’oggetto cambiava di colore. Il mio punto di osservazione si trovava a circa 500 metri dall’oggetto, abbastanza all’interno del perimetro, e stimerei che le luci erano circa 200 metri al di là delle linea di cinta in direzione nord-ovest, al di sopra del terreno, ma a quale altezza non saprei dirlo: forse 10 metri, o forse un po’ meno. Poteva essere grosso modo intorno ai 35 metri; forse tra i 25 e i 35 metri di diametro. Più di così non sono in grado di dire. Contrariamente a quanto pubblicato sui testi ufologici, non mi risulta che l’oggetto fu mai sulla verticale della area Victor Alert, e personalmente non l’ho mai vista al di sopra della base: è sempre stata sul campo fuori dalla base, e che io sappia nessuno ha segnalato alcun movimento verso la base. Vi erano almeno diciotto persone nell’area Victor Alert al momento in cui fu osservato l’oggetto. Dieci persone erano in strada verso il perimetro esterno di cinta in modo da avere una miglior visuale dell’oggetto. Poiché si trattava di una base NATO, venne inviata in perlustrazione fuori dalla base un’unità congiunta di Polizia di Sicurezza USAF e di Carabinieri italiani, al fine di determinare la natura dell’oggetto, ma per raggiungere il lato posteriore della base da cui andare verso il campo di soia la pattuglia di sicurezza dovette compiere un lungo tragitto attorno alla base attraversando un paio di paesini a nord della linea di volo della base. Ci sono voluti tra i dieci e i quindici minuti di guida, ed al loro arrivo l’oggetto era già partito. Li abbiamo visti raggiungere il luogo: con tutte quelle loro luci lampeggianti, non stavano seguendo la procedura di emergenza. Hanno tranquillamente dato uno sguardo intorno alla zona, senza trovare alcun danno alla vegetazione del campo, per poi venirsene via. Non ricordo alcun aumento di elettricità statica alla partenza dell’oggetto, ma il suono sibilante è aumentato, divenendo un po’ più intenso e leggermente più acuto. Quando il sibilo è cresciuto in acutezza il colore ha iniziato a fluttuare, andando dal giallo, all’arancio, al verde in maniera graduale. L’oggetto si è gradualmente inclinato ed è decollato verso l’angolo delle montagne, guadagnando in altezza con una salita graduale. Al suo allontanamento il colore ha mantenuto più una tinta rossastra. L’ho osservato per un totale di circa cinque minuti, mentre si trovava sopra il campo di soia, e per circa un altro minuto quando aveva cominciato ad abbandonare l’area. L’abbiamo tutti perso di vista quando si è diretto verso l’angolo della catena montuosa, ma potrebbe esser sceso sotto il bordo della cresta montuosa. Quando l’oggetto ha abbandonato l’area, ha raggiunto una certa velocità, mantenendo una traiettoria costante verso il passo montuoso. Sembrava accelerare leggermente con l’allontanamento, tuttavia di notte è difficile dirlo, tanto più che si muoveva direttamente lungo la mia linea di vista. Il suo volo era lineare e stabile fino a quando non siamo più stati in grado di vederlo per la distanza. Quando si è verificato l’evento, io ero solo preoccupato della struttura Victor Alert. Avevamo una perdita di potenza, ma i generatori di emergenza sono immediatamente entrati in funzione, così abbiamo solo subito delle occasionali variazioni di potenza, normali per tali generatori. Per quanto riguarda il resto della base, secondo quello che mi ricordo, non si è verificato un black-out completo: dalla posizione nella quale mi trovavo, potevo vedere alcune luci in tutto il campo della base. Nessuno della polizia di sicurezza o dell’AFOSI [i servizi di informazione dell’USAF - NdT] ha contattato me o altri testimoni, e non ci è stato richiesto di firmare alcun giuramento di discrezionalità. La base si è trovata a dover affrontare una situazione che non siamo stati in grado di spiegare, l’oggetto non si è introdotto all’interno o sopra la base e, da quanto si è potuto capire, non ha neppure causato alcunché fuori dalla base. Si trattava semplicemente del rapporto su uno strano incidente e in tal modo è stato considerato».

m. l. & e. r.