«Materia clasificada»

 

DAGLI ARCHIVI DELLA DIFESA SPAGNOLA PER LA PRIMA VOLTA I DOSSIER RISERVATI SUGLI UFO

INTERVISTA DI PAOLO TOSELLI A VICENTE-JUAN BALLESTER OLMOS

 

Vicente-Juan Ballester Olmos, il più noto degli ufologi spagnoli e autore di numerosi libri e studi sul fenomeno UFO in chiave scientifica, traccia in questa intervista un bilancio del processo di declassificazione dei documenti ufficiali su avvistamenti UFO attuato dalle Forze Armate del suo paese negli ultimi cinque anni, al quale lo stesso Ballester ha contribuito attivamente. Di questo, ed altri argomenti, tra cui l’indagine sul campo nella quale vanta trent’anni di esperienza, tratta il suo libro più recente, pubblicato nel 1995 in Spagna dall’editore Temas de Hoy col titolo Expedientes insolitos: El fenomeno OVNI y los Archivos de Defensa (Dossier insoliti: Il fenomeno UFO e gli archivi della Difesa).

Sappiamo che la storica decisione di rendere pubblici i documenti inerenti gli avvistamenti UFO contenuti negli archivi delle Forze Armate spagnole da parte dello Stato Maggiore dell’Aeronautica risale al 1992. Mi risulta, tuttavia, che il processo di declassificazione ha seguito un iter gravoso durato oltre un anno in quanto sull’argomento vigeva il segreto militare. A quando risale l’interesse dell’Aeronautica militare spagnola per il fenomeno UFO?

Per comprendere i motivi di tale interesse dobbiamo retrocedere al 1968, un anno veramente particolare per il nostro paese, nel corso del quale una miriade di segnalazioni UFO cominciarono a pervenire da ogni angolo della Spagna. L’Aeronautica iniziò ad accusare una certa preoccupazione e a manifestare il desiderio che le informazioni non fossero state trasmesse per canali adeguati. Per questo motivo, il 5 dicembre 1968, il Ministero dell’Aeronautica inoltrò ai mezzi di informazione nazionali una nota informativa, che venne pubblicata con gran risalto il giorno successivo. Nel comunicato si faceva riferimento alle frequenti apparizioni sulla stampa di notizie sugli UFO e sollecitava i testimoni a denunciare le proprie osservazioni di oggetti volanti non identificati alle autorità aeronautiche in modo che queste potessero trasmetterle agli organismi competenti. La nota concludeva tranquillizzando la popolazione, precisando che l’Aeronautica disponeva di una rete di radar capace di rilevare nello spazio aereo qualunque oggetto che produceva un’eco, e che sino a quel momento tutto ciò che i cittadini avevano considerato come non identificato si riferiva in realtà ad osservazioni di palloni sonda o aerei.

Alla fine del 1968, il Ministero dell’Aeronautica stabilì la prima normativa interna sul fenomeno UFO. Per iniziativa del generale Mariano Cuadra Medina, vice capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, venne redatta una procedura per l’ottenimento delle informazioni, che prevedeva l’intervento di un responsabile per le indagini sugli avvistamenti e l’invio dei dati raccolti al capo della Regione Aerea di competenza. Le informazioni così ottenute venivano classificate col livello "confidenziale".

 

Cosa accadde negli anni successivi che indusse i militari a mantenere, anzi ad aumentare, la segretezza sui documenti UFO?

Il 3 marzo 1979, senza spiegazioni, la Giunta dei capi di Stato Maggiore (JUJEM), che ingloba tutte le Forze Armate, classificò l’argomento come materia reservada (materiale riservato). Di conseguenza, agli investigatori privati venne negato l’accesso alla documentazione ufficiale sugli UFO, dando inizio a un periodo di censura durato più di 12 anni.

In realtà questa drastica decisione fu provocata da un fatto ben preciso. Nell’ottobre 1976 un giornalista spagnolo [Ballester si riferisce a Juan José Benitez, NdA] sollecitò al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica il rilascio delle informazioni sugli avvistamenti UFO di cui era a conoscenza. La Segreteria Militare selezionò 12 casi «con sufficiente grado di interesse giornalistico»: si trattava di episodi recenti mischiati ad altri più vecchi. Venivano inoltre allegati i documenti disponibili cancellando unicamente i nomi delle persone coinvolte.

Il giornalista firmò un compromesso secondo il quale non avrebbe dovuto né divulgare la fonte delle informazioni né responsabilizzare il Ministero dell’Aeronautica in riferimento alla loro veridicità. Ma di lì a poco, il giornalista in questione, in barba alla parola data, montò una campagna di stampa - finalizzata a promuovere un suo libro contenente i dodici casi - che si basava fondamentalmente sul possesso da parte sua di documenti ufficiali che dimostravano l’esistenza di esseri extraterrestri. Le sue relazioni con l’Aeronautica cessarono immediatamente.

Nel gennaio 1979, un documento interno del Quartier Generale dell’Aeronautica faceva espresso riferimento al particolare che il giornalista in questione «ha fatto un uso indiscriminato delle informazioni e le ha utilizzate per suo proprio beneficio, pubblicando un libro e numerosi articoli che hanno dato il via alla leggenda degli archivi segreti sugli UFO che l’Aeronautica celerebbe». Questa era l’atmosfera che si respirava negli ambienti militari all’inizio del 1979.

Fu così che, a seguito di una specifica richiesta inoltrata da Pedro Redón, (direttore della prestigiosa rivista ufologica Stendek) a Sua Maestà il re Juan Carlos, la Giunta dei Capi di Stato Maggiore, che doveva esprimere un giudizio sulla possibile declassificazione delle informazioni sugli UFO, nella riunione del 3 marzo 1979 si accordò affinché i dati riferiti agli UFO non solo non fossero resi pubblici ma venissero considerati "materiale classificato".

A partire da tale data, tutte le richieste riferite alla problematica UFO hanno ricevuto come risposta dagli organismi ufficiali un laconico testo che segnalava l’impossibilità di mantenere una corrispondenza sull’argomento in quanto si trattava di "materiale riservato".

 

Quale è stato il tuo ruolo nel processo di declassificazione?

Il 28 giugno 1984 inoltrai una prima richiesta al Ministro della Difesa affinché fosse soppressa la classificazione su tale argomento e gli investigatori potessero avere accesso ai dati a solo scopo di studio. Mi venne risposto che lo Stato Maggiore dell’Aeronautica aveva confermato di voler mantenere la classificazione di "materiale riservato".

Nel 1988 iniziai a collaborare col collega Joan Plana, membro direttivo del Centro de Estudios Interplanetarios (CEI) e specializzato in tematiche militari, in un progetto dedicato agli avvistamenti UFO che avevano visto coinvolto personale militare spagnolo e all’atteggiamento mantenuto dalle varie Forze Armate sul fenomeno. Fu allora che mi proposi di fare tutto quanto umanamente possibile affinché una parte dei dati che sino allora ci erano stati negati - ovvero quelli contenuti negli archivi militari - fossero posti a disposizione di tutti i cittadini. A partire dal 1990 iniziammo a cercare di sensibilizzare le autorità competenti con l’invio di numerose lettere nelle quali cercavamo di spiegare il motivo delle nostre richieste affinché venisse tolta la classificazione di segretezza sui casi UFO. Finalmente, il 28 febbraio 1991, inoltrammo al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica una lettera in cui ribadivamo il carattere storico-scientifico del nostro lavoro e sollecitavamo la collaborazione istituzionale dell’Aeronautica Militare sul piano documentale e informativo. Nei mesi successivi ebbi conferma che il processo di declassificazione era iniziato. Di ciò ero estremamente soddisfatto.

Un altro passo importante venne compiuto nel febbraio 1992, quando ci fu il trasferimento degli archivi e della responsabilità sul tema UFO al Comando Operativo Aereo (MOA), ubicato presso la base aerea di Torrejón presso Ardoz. La missione principale di tale Comando, capitanato all’epoca dal generale Alfredo Chamorro Chapinal, era di dirigere le unità della Forza Aerea in caso di crisi o di guerra. Il problema UFO entrava, più specificatamente, tra le responsabilità della 2ª Sezione Informazioni. Dopo aver acquisito il materiale esistente contenuto negli archivi, averlo analizzato e valutato, il Comando Operativo Aereo concludeva che la diffusione dello stesso non rappresentava pericolo per la difesa nazionale e raccomandava che, dopo una verifica da parte dei servizi informativi, il materiale fosse totalmente declassificato.

Pressoché contemporaneamente il MOA definiva anche le "Norme da seguire per la notifica degli avvistamenti di fenomeni insoliti nello spazio aereo nazionale". Questa istruzione, numerata IG-40-5, avendo sostituito le preesistenti, rappresenta l’attuale normativa dell’Aeronautica in fatto di UFO.

 

Quando, finalmente, avvenne il rilascio dei primi casi di avvistamento UFO?

L’argomento venne nuovamente portato all’attenzione della Giunta dei Capi di Stato Maggiore il 14 aprile 1992, nel corso di una riunione in cui si delegò al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica la facoltà di declassificare i casi, e si revocò la classificazione di materiale riservato che pesava sopra l’argomento UFO dal 1979. Eliminata così la classificazione che impediva l’accesso alla documentazione ufficiale sugli UFO, veniva assegnata al Comando Operativo Aereo la responsabilità di valutare il livello definitivo di classificazione di ciascun caso, in funzione degli ovvi criteri di difesa dello spazio aereo spagnolo legati alla sicurezza nazionale.

Il MOA diede così inizio all’esame dei casi UFO presenti negli archivi onde proporli al capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica per la definitiva declassificazione. Il 25 settembre 1992 venne approvato il rilascio del primo dossier, formato da tre avvistamenti segnalati dalla stessa persona presso la base aerea di San Javier (Murcia) nell’agosto 1962.

Una volta declassificati, i documenti venivano e vengono trasmessi in copia alla biblioteca del Quartier Generale dell’Aeronautica, a disposizione di chiunque per la consultazione. Trascorso un anno, il materiale passa all’Archivio Generale e Storico del-l’Aeronautica, dove ugualmente resta oggetto di analisi e riproduzione da parte di qualunque investigatore. I documenti si presentavano integri, avendo cancellato esclusivamente i nomi dei testimoni e degli uffici interessati. La documentazione rilasciata contiene un riassunto del caso e le conclusioni del MOA, comunicazioni interne, cartine dei luoghi, giudizi dei servizi incaricati dell’eventuale inchiesta, questionari compilati dai testimoni, disegni, dati meteorologici, copie di fotografie, coperture radariche, e così via. Insomma, una miniera di informazioni per il ricercatore UFO che deve analizzare e interpretare i fatti relazionati.

 

Lo Stato Maggiore Aeronautica, in Italia, ha più volte rimarcato che il suo compito nei riguardi del fenomeno UFO è di raccogliere i dati riferiti agli avvistamenti, ma non di svolgere approfondimenti in merito e trarre conclusioni sulle possibili interpretazioni se non per quanto attiene agli aspetti connessi alla sicurezza del territorio. Si può dire lo stesso per la Spagna?

In riferimento alle conclusioni contenute nei dossier declassificati, abbiamo notato che, a meno che sia ovvia una interpretazione convenzionale, il MOA lascia al libero giudizio dell’inquirente l’ultima parola. Ciò è del tutto corretto in quanto il compito del MOA in questo campo si basa essenzialmente nel definire se i documenti sono o no materiale classificabile. Anzi, per evitare problemi di interpretazione e col fine prioritario di accelerare il processo, ultimamente le conclusioni contenute nel promemoria che accompagna i documenti sono state soppresse.

 

Quanti sono i casi UFO sinora resi pubblici e a che tipo di segnalazioni si riferiscono?

Sino all’estate 1995, sono stati 49 (su un totale stimato di 66 dossier inoltrati dai Quartier Generali dell’Aeronautica al MOA) i dossier che sono stati declassificati, consistenti in 71 distinti avvistamenti UFO [esistono dossier riferiti a più di un avvistamento, NdA] che coprono un arco temporale che va dal 1962 al 1979, eccezion fatta per il caso del 31 marzo 1993, prodotto dal rientro in atmosfera del satellite russo Cosmos 2238. Tra i documenti, che sommano a oltre 1.100 pagine complessive, si contano anche 16 casi in cui oggetti volanti non identificati sono stati rilevati dal radar e in pressoché tutti si è avuto anche un tentativo di intercettazione aerea. Ventidue sono i casi in cui l’equipaggio di aerei commerciali ha osservato fenomeni insoliti. In dieci occasioni sono state scattate fotografie, sia da militari che da civili, la metà delle quali riferite allo stesso individuo. Nove episodi si riferiscono a incontri ravvicinati, in alcuni dei quali si è riscontrata anche la presenza di umanoidi discesi dagli oggetti atterrati (tutti però riferiti dalla stessa persona). Oltre che dall’Aeronautica militare, alcuni documenti sono stati rilasciati anche dalla Guardia Civile, dalla Marina, dall’Esercito e dai corpi di Polizia.

 

Quali considerazioni possono essere fatte sui casi declassificati? Ovvero, ci troviamo di fronte ad episodi per cui non è possibile trovare una spiegazione razionale?

I casi non sono distribuiti omogeneamente negli anni. Una buona parte dei documenti è concentrata tra la fine del 1968 e l’inizio del 1969, a causa probabilmente della richiesta ufficiale, avvenuta tramite comunicato stampa e indirizzata ai cittadini, di riferire ogni avvistamento UFO all’Aeronautica. Tuttavia molte delle osservazioni si riferiscono al pianeta Venere, molto luminoso in quel periodo.

A seguito di un’analisi accurata dei documenti declassificati, grazie alla collaborazione di numerosi esperti di varie discipline, per 64 episodi su 71 è stata trovata una spiegazione ragionevolmente convincente. Sette casi (pari al 10% del totale) restano tuttora non identificati e quindi veri UFO. È invece preponderante la percentuale di errori dovuti a oggetti astronomici e palloni meteorologici, molti dei quali dalla singolare forma tetraedrica.

D’altro canto, abbiamo constatato che, curiosamente, alcuni piloti civili o militari hanno descritto le proprie osservazioni ai giornalisti in forma molto più drammatica di come ne riferirono alle torri di controllo, stazioni radar o alle proprie unità, durante o a seguito del loro incontro aereo.

Stupisce anche l’alta percentuale dei falsi (sedici) dato che si tratta di casi di fonte militare, ma in tutte le occasioni ci troviamo di fronte a testimoni civili, tre dei quali hanno contribuito a 14 casi su 16.

Un episodio che mi pare sinceramente inesplicabile è accaduto il 1º gennaio 1975 e può essere considerato un classico della fenomenologia UFO. Testimoni furono quattro soldati che stavano rientrando in auto da Santander alla Accademia Militare di Burgos, dopo la licenza natalizia. Il conducente osservò una luce intensa di color bianco-rossiccio di forma troncoconica e delle dimensioni di circa 3 metri. La base della luce sembrava toccare il suolo. Il militare fermò l’auto e attirò l’attenzione degli altri occupanti, cosicché tutti poterono notare che al primo oggetto - o luce - si erano aggiunti altri 3 o 4 corpi uguali disposti su un’unica linea. Non molto tempo fa riuscii a contattare uno dei testimoni. Questi mi confermò la realtà dei fatti, fornendomi una descrizione molto simile a quella rilasciata in origine.

È invece ancora oggetto di studio un complesso episodio avvenuto nelle Canarie il 24 novembre 1974, per cui la documentazione ufficiale somma a ben 73 pagine.

 

Quali sono gli ultimi sviluppi del processo di declassificazione?

Il processo di declassificazione dei dossier ufficiali sugli UFO custoditi negli archivi dell’Aeronautica militare spagnola è giunto alla sua conclusione l’8 novembre 1996. In questa data, l’attuale comandante in capo del MOA, tenente generale José Luis Topeiro, era in procinto di andare in pensione, e l’ufficiale incaricato alla declassificazione gli ha sottoposto gli ultimi documenti per la firma di approvazione.

L’uomo in questione è il tenente colonnello Enrique Rocamera, in quel periodo responsabile della declassificazione dei rapporti, la ricerca dei dossier non più rintracciabili e le molteplici richieste a comandi aerei e basi dell’Aeronautica affinché mettessero assieme ogni frammento di informazione disponibile.

Rocamera negli ultimi mesi si era notevolmente impegnato per declassificare i più recenti rapporti UFO, inclusi i tre casi investigati dall’Aeronautica militare seguendo l’istruzione IG-40-5, l’ultima procedura per la notifica degli avvistamenti di fenomeni insoliti. Questi episodi sono avvenuti, per la precisione, l’11 ottobre 1993, il 23 novembre 1993 e il 2 febbraio 1995. Nient’altro attualmente risulta classificato.

Sale quindi a 81 il numero dei dossier resi pubblici, pari a circa 120 differenti casi di avvistamento. Il periodo di riferimento varia tra il 1962 e il 1995, con più di duemila pagine di documenti ufficiali.

Oltre a ciò, è stata autorizzata per il rilascio al pubblico anche la documentazione riferita alle disposizioni e procedure di indagine, comunicazioni interne e comunicati stampa emessi sull’argomento a partire dagli anni ’60 ai nostri giorni.

 

In base alla tua esperienza e ai contatti avuti in questi anni, hai potuto rilevare particolari azioni di cover-up da parte delle autorità militari spagnole?

Considerando nel suo complesso il processo di declassificazione, posso garantirne la sua affidabilità. Avendo seguito sistematicamente fin dall’inizio questa attività attraverso i costanti contatti con le persone coinvolte, posso permettermi di garantire l’oggettività e la trasparenza del processo di declassificazione ufficiale. La mia indagine non ha rilevato alcuna manovra di occultamento o di inganno deliberato del tipo «la società non è preparata per conoscere la grande verità sugli UFO». Ritengo che ciò rientri nelle fantasticherie degli amanti delle tesi paranoiche o dei venditori di misteri. Il fatto di aver mantenuto i documenti segreti tutti questi anni è dovuto al motivo che potevano contenere dati che avevano a che fare con la difesa della nazione. Posso assicurare che tutto ciò che è stato archiviato nella Sezione della Sicurezza del Volo della Divisione Operazioni dello Stato Maggiore dell’Aeronautica (che storicamente ha custodito i dossier UFO) è stato reso pubblico.

 

Che valore può assumere la declassificazione dei documenti militari?

Con la storica decisione di eliminare la classificazione di segretezza che pesava sopra i documenti militari sugli UFO (col solo precedente degli Stati Uniti e, parzialmente, dell’Inghilterra), la Spagna ha raggiunto una posizione invidiabile - e invidiata - a livello internazionale.

Sappiamo che altri Stati si stanno interessando alla declassificazione della documentazione sugli UFO e mi auguro che in un prossimo futuro le Forze Armate di altri paesi europei possano seguire il "modello spagnolo". Così potrebbe decadere uno dei miti dell’ufologia, dimostrando che i militari non hanno mai disposto di informazioni privilegiate sugli UFO.

Ci potranno sempre essere persone alla ricerca di notorietà ed amanti della contraddizione le quali diranno che dietro a ciò esiste una manipolazione. La vera ragione è che costoro, invece, non vogliono che il segreto finisca: dovrebbero abbandonare i loro scritti alimentatori di mitologie e fonti di guadagno.

Il fatto importante è che gli ufologi in Spagna finalmente conoscono tutte le informazioni che l'Aeronautica militare possiede circa gli UFO. Non molto, ma nemmeno poco.

 

 

BASI MILITARI, INTERCETTAZIONI RADAR

 

Tra gli episodi emersi dagli archivi della Difesa spagnola e rimasti non identificati, si annovera il caso, accaduto il 1º gennaio 1975, che vede testimoni quattro soldati di stanza all’Accademia del genio militare di Burgos. Di rientro da Santander, dove avevano trascorso la licenza natalizia, il conducente dell’auto su cui stavano viaggiando notò, a 14 chilometri da Burgos, una intensa luce bianco-rossiccia discendere velocemente verso il suolo. Il militare fermò il mezzo e attirò l’attenzione degli altri commilitoni. Erano le 6.25 del mattino. Tutti quanti notarono, sulla loro sinistra, una forte luce simile a quella emessa dal «faro di un campo da football». Incuriositi, scesero dall’auto e, attraversata la strada, videro a circa 400 metri di distanza un corpo luminoso di forma tronco-conica che pareva stare sospeso ad un paio di metri dal terreno. Era alto due metri con un base di circa tre, ed emetteva una luminosità giallastra, più bianca nella parte superiore. Dal basso fuoriuscivano dei raggi luminosi rivolti verso il terreno. D’improvviso, il fenomeno scomparve, ma subito dopo fecero la loro apparizione altri quattro corpi identici tra di loro e disposti uno dietro l’altro. Dopo circa due minuti, i testimoni decisero di riprendere il viaggio continuando ad osservare le quattro luci attraverso i finestrini. Percorso circa un chilometro e raggiunta la città di Quintanaortuño, fecero un’ulteriore sosta durante la quale risultavano visibili solamente più due luci, dopodiché ripresero il viaggio verso Burgos. I militari non udirono nessun suono provenire dall’insolito fenomeno. Nei giorni seguenti, in un campo venne rinvenuta un’ampia zona in cui l’erba risultava schiacciata, ma pare che la correlazione con l’avvistamento sia casuale, in quanto le posizioni non coinciderebbero. Secondo Ballester, questo episodio è il più enigmatico tra quelli sinora declassificati, ed a tutti gli effetti deve essere considerato un «genuino caso UFO».

Un altro evento, tuttora non identificato, è accaduto a distanza di nemmeno quaranta ore dal precedente. Erano le 22.50 del 2 gennaio 1975 quando un soldato di guardia al poligono di tiro della base aerea di Bárdenas Reales osservò una luce di colore rosso immobile al suolo. Pensando si trattasse di un veicolo non autorizzato, avvisò il caporale di guardia, che uscì accompagnato da tre soldati. La luce distava da loro tra i due e i cinque chilometri e, dopo circa dieci minuti, si sollevò portandosi ad un’altezza tra i 25 e i 50 metri dal suolo, muovendosi lentamente in direzione di una torre ausiliaria. Quando raggiunse la torre, la luce cambiò direzione aumentando velocità e quota, avvicinandosi alla torre principale. Giunta nei pressi di questa, si allontanò a grande velocità in direzione nord-ovest. Alle 23.10 il caporale riferì dell’avvistamento al sergente di servizio, il quale salì su un terrapieno e attraverso un binocolo vide un oggetto (diverso dal precedente) dalla forma simile a una tazza capovolta con luci bianche nella parte superiore e inferiore, ed altre luci pulsanti bianche e color ambra sui lati. Le dimensioni parevano essere quelle di un lungo autocarro. L’oggetto illuminava la zona circostante per un raggio di 100 metri. Anche in questo caso la luce si sollevò e volò in direzione della torre ausiliaria, scomparendo però verso nord. Lo stesso oggetto venne anche osservato da cinque soldati di guardia sulla torre principale, che tuttavia non riuscirono a distinguerne la forma. Nessuna traccia radarica anomala venne rilevata dal sistema di difesa. La mattina seguente, la locale Guardia Civile si rivolse ai militari della base per sapere se per caso la notte precedente un aereo fosse precipitato. Avvistamenti di luci sopra il poligono di tiro furono segnalati anche alla polizia della vicina città di Tudela.

Uno dei più interessanti casi radar-visuali è invece avvenuto il 17 novembre 1979. Alle 17.20, il Centro Operativo Pegaso della base aerea di Torrejón (installazione radarica principale del sistema di difesa spagnolo) rilevò una traccia sconosciuta a circa 40 chilometri a sud di Motril (Granada), dove è operativa un’installazione radar. Per 15 minuti rimase fuori dai limiti dello spazio aereo spagnolo, ma poi si avvicinò alla costa ispanica. Alle 17.45 dalla base aerea di Los Llanos (Albacete) venne fatto alzare in volo un Mirage F-1 per intentarne l’intercettazione. Mentre l’aereo di stava avvicinando, l’eco si affievoliva a intermittenza. Alle 18.07 il Mirage raggiunse la zona, e alle 18.12 Pegaso riferì di aver perso la traccia. Quando sparì, l’eco si trovava sulla verticale del sito radarico. Alle 18.16 il pilota del Mirage decise di rientrare alla base, ma qualche minuto dopo il pilota osservò tre luci disposte a triangolo che erano distanti all’incirca 19 chilometri e ad una quota di 9.100 metri. Erano luci molto forti di colore rosso-giallo. Il pilota diresse l’aereo verso le luci, ma il suo radar di bordo non segnalava nulla. E malgrado viaggiasse ad una velocità di 0.95 Mach (1160 chilometri orari), la distanza tra la luce, che si trovava in direzione dell’Algeria, e il Mirage non si riduceva. Dopo 10 minuti di inseguimento infruttuoso, il pilota decise di rientrare alla base.