I FILMATI DI UFO

UN ESEMPIO: IL 1993 IN ITALIA

- Maurizio Verga -

INTRODUZIONE

La ripresa di filmati di presunti fenomeni aerei anomali è una situazione piuttosto rara all'interno della vasta casistica ufologica disponibile a livello mondiale. Si stima ad un centinaio circa i filmati conosciuti, benchè buona parte di essi siano dei falsi riconosciuti e molti altri si rifacciano a fenomeni facilmente spiegabili (oggetti astronomici, passaggi di aerei, ecc ...). La distribuzione geografica di tali documenti, che, in linea teorica, si potrebbero ben definire "eccezionali", risulta fortemente concentrata in quelle nazioni dove più forte e diffusa è la fenomenologia ufologica (e tutte le sue implicazioni collaterali, sia a livello economico che psicologico) e, parallelamente, v'è un maggior numero di strumenti di ripresa a livello amatoriale. Inutile dire che il riferimento si riferisce in particolare ai paesi occidentali ed agli Stati Uniti in special modo.

La grande maggioranza di questi filmati propone fenomeni tendenzialmente luminosi osservati prevalentemente di notte, ma non sono poche le riprese diurne, buona parte delle quali associate a quelli che possono essere definiti come "oggetti" apparentemente solidi. Il livello di dettaglio dei documenti visivi è generalmente molto basso (la qualità delle immagini lo è, spesso, ancora meno): i fenomeni appaiono lontani, confusi e senza caratteristiche morfologiche particolari. Il loro contenuto informativo è, quindi, quasi sempre piuttosto scarso e mal si presta a tentativi di analisi che cerchino di ricavare quanti più dati possibili dai fotogrammi disponibili. Le peculiarità comportamentali dei fenomeni ripresi sono spesso lontane dall'essere realmente inusuali e da rappresentare, sotto questo specifico aspetto, qualcosa di veramente anomalo. Per lo più si tratta di traiettorie di volo regolari o, talvolta, leggermente erratiche e quando si vedono comportamenti apparentemente illogici si ha la netta sensazione (provata in più di un caso) che a muoversi in tal modo non era il fenomeno ripreso bensì l'operatore, non si sa se per suoi problemi di "stabilità" o se per dare un maggior tocco di "mistero" al filmato. Abbastanza frequenti, specie nei filmati di oggetti strutturati e ripresi di giorno, sono i movimenti oscillatori, che non appaiono però quasi mai "naturali" e compatibili con una qualche forma di propulsione. La loro tendenziale irregolarità ne indica la probabile natura: un "dondolio" impresso al modello sospeso ad un sostegno per mezzo di un filo trasparente e collocato davanti alla macchina da presa. Molti dei filmati degli anni cinquanta e sessanta relativi a veri e propri "dischi volanti" sono stati, molto probabilmente, realizzati in questo modo.

Attorno a questi filmati si sono venuti spesso a creare anche degli interessi di carattere economico. La presunta eccezionalità dell'evento, ma soprattutto la possibilità di vedere direttamente uno dei tanto famosi e fantastici "dischi volanti" nell'atto di qualche improbabile e sfuggente esibizione, hanno permesso ad alcuni individui senza scrupoli di vendere spezzoni di filmati in otto millimetri (o "Super-8") a parecchi creduloni, nonostante si trattasse di documenti palesemente artefatti. Se gli Stati Uniti sono stati la patria di queste azioni di "marketing" (al pari di altre, ancora più buffe ed esasperate), spesso in stile quasi "professionale", anche il nostro paese ha visto alcuni episodi assimilabili a questo genere ed essenzialmente sfruttati per fornire delle "prove" a coloro che si avvicinavano a dei circoli di appassionati di "dischi volanti" che avevano poco a che fare con concetti quale la ricerca disinteressata.

ALCUNE CONSIDERAZIONI

La presenza quantitativa di documenti cinematografici nell'ambito dell'intera casistica ufologica è parallela alla diffusione, a livello amatoriale, degli strumenti di ripresa. Pochissimi i filmati degli anni cinquanta, perlopiù localizzati nel Nord America: poi, dagli anni sessanta, il numero è andato sempre crescendo, fino ad arrivare ad una vera e propria "esplosione" negli anni ottanta e novanta, proprio in corrispondenza della diffusione di massa delle videocamere amatoriali.

Parallelamente a questo incremento quantitativo si è registrata anche una vera e propria evoluzione dei soggetti ripresi, evoluzione che probabilmente trae origine dalle mutate conoscenze ed idee preconcette della popolazione in merito al fenomeno UFO nel suo complesso. Se negli anni cinquanta e sessanta quanto veniva ripreso era spesso costituito da oggetti strutturati e di apparenza tendenzialmente solida (quindi in perfetta sintonia con la concezione tipicamente extraterrialista, pur non mancando frequenti episodi concernenti delle "macchie luminose", come nei famosi filmati di Great Falls, Montana e Tremonton, Utah), nei periodi successivi sono stati registrati sempre più fenomeni luminosi generalmente indefiniti. Il motivo di questa transizione va probabilmente ricercato nella sempre più diffusa conoscenza della popolazione del concetto di "UFO" e nella curiosità/desiderio di registrare un qualcosa ad esso riferito. In questo modo si possono tentare di spiegare i sempre più numerosi filmati relativi all'osservazione di eventi banali come stelle, pianeti, aerei, effetti ottici e via di questo passo. Il "condizionamento" culturale che caratterizza la popolazione nei confronti della tematica ufologica può quindi essere indicato come il principale responsabile di tutti quegli episodi (la maggior parte) caratterizzati dalla buona fede dei testimoni. Allo stesso modo, coloro che realizzano tali documenti a fini di lucro o per altri obiettivi sfruttano esattamente gli stessi stereotipi e le medesime convinzioni, ma in modo lucido ed interessato per l'ottenimento di un certo scopo (es.: la vendita del filmato o, più semplicemente, la pubblicità personale).

Una differenza rintracciabile nei (pochi) filmati forniti dai contattisti è la particolare enfasi attribuita all'aspetto tecnologico degli oggetti ripresi. Si tratta, quasi sempre, di "astronavi" palesemente solide ed apparentemente metalliche, anche se quasi sempre caratterizzate da movimenti piuttosto "primitivi". Chiaramente il concetto proposto è quello della conferma delle proprie fantastiche esperienze di incontro con piloti extraterrestri, portatori di una tecnologia avanzata e ... ben palese ! Non secondario è il fatto che tutti questi elementi sono fondamentali per il soddisfacimento del pubblico (o forse sarebbe meglio chiamarlo "mercato") a cui questi personaggi, spesso, si rivolgono: è opportuno ricordare che la credenza viene senz'altro maggiormente soddisfatta da un bel "disco volante" chiaramente visibile piuttosto che da una luce indistinta su un cielo scuro. Negli ultimi vent'anni, comunque, parallelamente ad una specifica evoluzione del fenomeno "contattismo", sono ulteriormente diminuite le prove documentali fornite in questo ambito, probabilmente come conseguenza della difficoltà di produrre dei "trucchi" sufficientemente credibili ed attraenti dal punto di vista visivo nei confronti di quanto si è abituati a vedere sotto forma di effetti cinematografici. Senza citare gli ingenui filmati di molti personaggi pro-Adamski della fine anni cinquanta ed inizi anni sessanta (probabilmente realizzati con dei modellini o, addirittura, delle sagome scure del famoso "ricognitore venusiano"), basta ricordare le "trottole ondeggianti" del contattista americano Daniel Fry ed i fantastici dischi fluttuanti dello svizzero Meier, che, a partire dal 1975, si è dedicato alla produzione di una impressionante quantità di fotografie e filmati. Questi ultimi non sono certamente all'altezza delle prime e, se osservati sotto una luce non fideistica, rivelano immediatamente una marcata e fortemente sospetta "innaturalezza". Oggigiorno questi documenti risulterebbero difficilmente credibili non solo per qualsiasi serio ricercatore, ma anche per molti di coloro che sono più disposti ad accettare storie a base di contatti con esseri spaziali. Come conseguenza, vista la sempre maggior difficoltà nel produrre immagini minimamente credibili, gli odierni contattisti rifuggono dallo strumento video o cinematografico per la realizzazione di prove documentali delle loro pretese esperienze. A giustificazione di tale mancanza vengono date spiegazioni di comodo, del tipo "non mi è stato permesso riprendere i piloti", che, comunque, vengono rapidamente ed acriticamente accettate da chi crede in queste storie.

Se da una parte i filmati sono da considerarsi dei documenti rari (anche se negli ultimi anni stanno aumentando in modo significativo la loro consistenza numerica), dall'altra non è possibile automaticamente associare a questa rarità una certa qual forma di "autenticità", intesa come registrazione di fenomeni inusuali. Indipendentemente da quanto riferito a proposito dei filmati forniti dai contattisti (spesso realizzati con dei modellini sospesi a dei fili e fatti ondeggiare in modo bizzarro), è opportuno ricordare che è possibile produrre delle riprese video di una vasta gamma di fenomeni convenzionali o di "eventi" appositamente realizzati conseguendo dei risultati sufficientemente accattivanti dal punto di vista della stranezza complessiva.

Nel primo caso, gli operatori del filmato sono stati dei veri e propri testimoni di un avvistamento per loro inusuale. Negli ultimi anni la situazione tipica è stata quella del videoamatore che, osservato qualcosa di strano nel cielo, ha afferrato la propria videocamera ed ha incominciato a riprendere il fenomeno. Abbondano, a questo proposito, le riprese di macchie luminose nel cielo notturno, caratterizzate da lunghe durate e da una accentuata stazionarietà: nella maggior parte dei casi si è trattato di oggetti astronomici (solitamente stelle o pianeti, ma talvolta anche la luna) osservati in particolari condizioni che hanno ulteriormente indotto i testimoni, quasi sempre in completa buona fede, a scambiarli per dei fenomeni sconosciuti. Sempre più numerosi sono i casi di distorsione delle immagini riprese, distorsione che, se da una parte fornisce loro un maggiore alone di mistero e stranezza, dall'altra trova facile spiegazione nelle caratteristiche di parecchi dispositivi "autofocus" disponibili ormai sulla maggior parte delle videocamere amatoriali. Parecchi sono gli esempi in proposito, ma almeno due meritano di essere ricordati, quello di Crosia in Italia e quello di Amiens in Belgio, anche in relazione al fatto che la loro concordanza a livello di effetto finale ha incredibilmente indotto degli studiosi a ritenerla una conferma reciproca della loro genuina "inspiegabilità".

Al pari di quanto si può riscontrare nell'ambito della casistica delle fotografie di presunta natura ufologica, una considerevole parte di coloro che hanno ripreso dei filmati sono fotografi/operatori professionisti oppure videoamatori. Il dubbio che le loro competenze siano sfruttate per la fabbricazione di documenti artefatti o, comunque, alterati è senz'altro considerevole. Se a questo si aggiunge anche la dose di pubblicità e, talvolta, i potenziali guadagni relativi alla diffusione di tali documenti, il dubbio diventa più che legittimo. Purtuttavia, è opportuno tenere in considerazione che tali personaggi sono proprio coloro che hanno la maggior probabilità di trovarsi in un dato momento della giornata con a disposizione l'attrezzatura necessaria per la ripresa fotografica o videofilmata, da qui una possibile spiegazione della loro preponderanza quantitativa. Una valutazione caso per caso appare, quindi, sempre necessaria al fine di evitare generalizzazioni spesso erronee.

L'ESEMPIO ITALIANO

I casi italiani relativi a riprese cinematografiche o video rappresentano meno del 5% dell'intera casitica raccolta all'interno del Progetto PHOTOCAT, dedicato alla raccolta sistematica delle segnalazioni UFO italiane concernenti documenti fotografici. La reperibilità di tali documenti è piuttosto problematica, specie quando si tratta di eventi cinematografici di vecchia data, prova ne è che la maggior parte dei (pochi) filmati italiani degli anni cinquanta e sessanta non sono disponibili: purtroppo anche in casi più recenti, al di là dei mancati interventi diretti di "recupero" da parte degli appassionati, vi sono state situazioni per cui le riprese sono andate irremediabilmente perse (Casalbordino, 1991). Talvolta gli operatori hanno elevato richieste di denaro a fronte della cessione dei filmati da loro realizzati (Ceranesi, 1993), sollevando conseguentemente non poche perplessità e dubbi sulla loro attendibilità.

Nella Tabella 1 viene riportato un elenco riepilogativo dei filmati di presunti fenomeni aerei anomali attualmente registrati all'interno del PHOTOCAT, Tabella da cui è facile evincere il peso quantitativo di questo genere di documentazioni.

Il 1993 è stato un anno particolarmente ricco di filmati: almeno sei sono pervenuti a conoscenza del Centro Italiano Studi Ufologici. Essi hanno confermato la diffusa tendenza da parte dei videoamatori di riprendere con i propri strumenti i fenomeni apparentemente inusuali da loro osservati. Tale situazione è stata altresì facilitata, nel corso dell'estate del 1993, dalla presenza di un numero piuttosto ricco di segnalazioni ufologiche, ampiamente riprese e divulgate dagli organi di informazione, contribuendo, quindi, all'instaurazione di un clima psicologico "favorevole". Le notizie giunte a conoscenza di tali videoamatori hanno senz'altro fortemente contribuito ad indurli a riprendere quello da loro ritenuto essere un fenomeno aereo anomalo e, soprattutto, a portarlo a conoscenza di altri.

DATALOCALITA'COMMENTO27/09/61ROMAfilmato di Bruno Ghibaudi??/??/6*Trenno (Mi)filmato di contattisti (falso)22/05/66in Umbriatre filmati di anonimo24/10/67ROMAfilmato RAI02/08/77Sesto S.Giovanni (Mi)filmato 8 mm. a colori (falso ?)26/08/78Torre delle Stelle (Ca)filmato di anonimi15/12/78AVELLINOvideofilmato: Giove03/10/80VENEZIAfalso di operatore RAI15/09/85AOSTAfilmato RAI: pallone sonda28/10/85ROMAfilmato di giovane regista05/06/85Mombercelli (Vc)filmato non riuscito30/05/87Crosia (Cs)distorsione di ripresa23/03/88Castelfidardo (An)filmato di possibile aereo

11/7/90Valtellina (So)Venere

??/03/91Casalbordino (Ch)filmato di luce piccola06/04/91ANCONAprobabile astronomico

28/06/93MESSINAfilmato di Venere

14/07/93Cassolnovo (Pv)filmati di Venere27/07/93Ora (Bz)filmato della Luna01/09/93Ceranesi (Ge)filmato poco chiaro oggetto scuro02/09/93 ?Terracina (Lt)probabile astronomico05/12/93Grugliasco (To)probabile pallone sonda04/02/94

Bovolone (Vr)falso08/05/94Ostia (Rm)mongolfiera

Tabella 1 - Casi italiani con documentazione video-cinematografica. (Fonte: PHOTOCAT, 1994)

I CASI DEL 1993

28 Giugno 1993 Messina

Salvatore Centorrimo e la propria moglie si erano appena, casualmente, svegliati quando notarono da una finestra un oggetto particolarmente luminoso nel cielo, in direzione Est. Si trattava di una piccola luce bianca, di tipo stellare, fermo nel cielo terso. L'uomo prese la propria telecamera Philips Explorer VKR 6847 e filmò la scena per circa nove minuti, fino ad esaurimento del nastro disponibile. Nel filmato l'oggetto ripreso assume una forma rotondeggiante, con delle punte superiori ed un buco centrale, uguale a quella riscontrabile nel più famoso caso di Crosia ed in parecchi altri eventi analoghi a livello internazionale. Tale effetto è stato ripetutamente provato essere dovuto all'azione dell'autofocus della videocamera nei confronti di una luce distante su un fondo completamente scuro e non certamente ad una ripresa effettiva delle caratteristiche oggettive dell'evento ripreso. Il fenomeno ripreso dalla coppia messinese è stato in seguito identificato sulla base del pianeta Venere (spiegazione peraltro già facilmente desumibile dalle caratteristiche descrittive dell'episodio), che splendeva proprio in direzione Est a poco meno di 35° sull'orizzonte. (inchiesta di Antonio Rampulla e Antonio Blanco)

14 Luglio 1994 Cassolnovo (Pavia)

Intorno alle 02.00 il signor Gino G. (un pensionato di 64 anni) uscì nel cortile della propria abitazione per accompagnare il proprio cane: alzando gli occhi al cielo notò una strana luce, che osservò per alcuni minuti, per poi rientrare in casa. Riuscito dopo circa mezz'ora su insistenza del cane ed osservando nuovamente il fenomeno, G. decise di riprenderlo con la propria telecamera VHS per alcuni minuti. Successivamente, il testimone entrò ed uscì più volte da casa per osservare e filmare la strana luce, che, nel corso di due ore, si spostò da Sud-SudEst a Est/SudEst: tra l'altro, sembrava spostarsi con "movimenti repentini". Intorno alle 03.00, l'uomo riferì di aver filmato anche la luna, al fine di poterla confrontare con la luce da lui osservata. L'intero ciclo di osservazioni sarebbe durato dalle tre alle quattro ore, anche se alcuni particolari sulla dinamica dell'episodio non appaiono affatto chiari. Originariamente il caso è stato riportato dalla stampa come avvenuto in data 23 Luglio, ma visto che in quella notte la Luna non era visibile ed a seguito di un controllo su alcune affermazioni del teste, è stata stabilita la data dell'osservazione con la notte compresa tra il 13 ed il 14 di Luglio. L'analisi della videocassetta realizzata dal signor G. pone, però, in evidenza la presenza di almeno tre filmati probabilmente ripresi in date differenti e mostranti fenomeni luminosi affatto bizzarri e molto simili tra di loro. Il primo, in particolare, sembrerebbe essere stato ripreso nella data del 13/14 Luglio e, a seguito di un controllo computerizzato sulle mappe stellari, sarebbe riconducibile al pianeta Venere, pur esistendo una discrepanza sull'elevazione angolare della luce videoregistrata. Nel secondo filmato non esiste alcuna traccia della presenza della Luna (da cui il sospetto che sia stato ripreso in un'altra data) ed il fenomeno ripreso è stato identificato anch'esso con il pianeta Venere. Anche per il terzo filmato l'origine della luce registrata nel cielo mattutino (ed ormai chiaro) è quasi certamente astronomica, ma la mancanza di dati circostanziati impedisce di condurre una verifica precisa.

(inchiesta di Claudio Cavallini)

27 Luglio 1993 Ora (Bolzano)

Un giovane appassionato di ufologia, Roberto Boldi, fu avvertito, poco dopo la mezzanotte, dalla propria zia della presenza di uno strano fenomeno luminoso in cielo. La donna, che stava dormendo, fu svegliata da un "fruscio, come se un aereo stesso girando" e recatasi sul terrazzo dell'abitazione osservò, in fondo alla valle, un oggetto luminoso, "come la luna", di colore arancione cangiante in rosso. Chiamò allora il ragazzo che sopraggiunse sul terrazzo e che, a sua volta, chiamò sua madre per vedere lo strano fenomeno. L'oggetto sembrava cambiare la propria dimensione, prima piccolissimo, poi enorme: i testimoni ebbero l'impressione che si avvicinava e si allontanava (- probabilmente l'impressione fu generata dal cambio di dimensioni apparenti nel cielo buoi, senza alcun punto di riferimento - NdA). Sarebbe stato visibile sotto forma di quattro/cinque "salamini" diritti verso il basso, che si allungavano e si accorciavano (caratteristica questa non direttamente riscontrabile sul filmato). Ad un certo punto sarebbe sparito "piano piano": Roberto sarebbe corso in camera a prendere la propria telecamera e, una volta ritornato sul terrazzo, avrebbe constatato la scomparsa dell'evento. Poco dopo, comunque, ricomparve, apparentemente nolto vicino ed il ragazzo fu in grado di videofilmare la scena per circa cinque minuti. Alla fine il fenomeno sparì diventando sempre più piccolo, dopo un tempo di osservazione complessivo stimabile in sei-sette minuti: un'altra versione fornita dai testi riferisce che il fenomeno sarebbe scomparso improvvisamente e che Roberto incominciò a riprendere la scena solo dopo circa dieci minuti dall'inizio dell'osservazione, quando la parte più interessante del fenomeno si era già esaurita. A detta della madre, che osservò il fenomeno con l'ausilio di un binocolo, l'oggetto aveva sul fondo una specie di "uscita di fiamme".

Un esame preliminare del filmato ha potuto appurare la ripresa di due fasi distinte, la prima delle quali molto più interessante, in quanto ritraente in modo più definito il fenomeno. Purtroppo, questa prima parte risulta piuttosto disturbata da parecchie interferenze sul segnale video, con un conseguente scadimento della qualità delle immagini. Il fenomeno ripreso appare generalmente come una specie di mezzaluna, presumibilmente ferma, la cui parte superiore appare in ombra (ma discernbile) e quella inferiore di un colore rosso fuoco e, in certe inquadrature, simile ad un grappolo di filamenti (i "salamini"). In un dato momento, come si può notare dalle immagini riportate nel testo, l'oggetto appare nel filmato con una forma a cupola, nella cui parte sottostante è ancora visibile l'area "infuocata".

Nel corso di un'intervista telefonica i testimoni riferirono che non notarono la presenza della luna, ma un rapido controllo con un programma di astronomia per computer ha permesso di appurare che la stessa era presente, in fase crescente e bassa sull'orizzonte, proprio nella direzione indicata dai testimoni, cioè Sud Ovest. In particolare, alle ore 23.50 si trovava a 12° 21' sull'orizzonte quasi in direzione SudOvest: il satellite stava tramontando, in quanto mezz'ora più tardi si trovava già a 8°58' sull'orizzonte.Le caratteristiche descrittive del caso (colore, dimensione fluttuante e modalità di scomparsa, probabilmente dovute alla presenza di nuvole interposte tra gli osservatori e la luna stessa) risultano abbastanza caratteristiche di precedenti osservazioni del nostro satellite in "chiave ufologica", per cui è lecito ritenere che anche il caso di Ora possa probabilmente rientrare in tale categoria. Il filmato, perlatro, non mostra caratteristiche particolari di stranezza relativa al comportamento del fenomeno, seppure l'aspetto di quest'ultimo appare talvolta piuttosto insolito.

(inchiesta telefonica di Maurizio Verga)

1 Settembre 1993 Ceranesi (Genova )

Un videoamatore stava provando la propria telecamera quando notò uno strano oggetto luminoso fermo nel cielo, proprio difronte a lui. La luce sembrava pulsare velocemente, quasi come stesse ruotando su se stessa. L'uomo riuscì a riprenderlo, ma dopo pochi attimi ("un paio di secondi") avrebbe virato velocemente verso destra, scomparendo alla vista. Sul filmato la presenza del fenomeno è abbastanza evidente, ma a detta di chi è riuscito a vederlo, non mostra nulla di particolarmente eccezionale. Il videoamatore avrebbe cercato, sembra in più occasioni, di cedere la ripresa da lui realizzata in cambio di una certa somma di denaro, affermando, comunque, di avere addirittura rifiutato un'offerta di quattro milioni di lire.

(Il Secolo XIX 7/9/1993; lettera di L.Pianezzola alla S.U.F.)

2 Settembre 1993 ? Terracina (Latina)

Un videoamatore locale avrebbe ripreso, di notte, una strana luce che sarebbe in seguito scomparsa a "forte velocità". Stando a quanto riferito da chi ha potuto visionare il filmato (peraltro trasmesso da un paio di emittenti televisive locali), il fenomeno ripreso sarebbe stato piuttosto banale ed affatto eccezionale, tanto da avanzare direttamente una probabile spiegazione in termini astronomici. Da notare che il caso emerse probabilmente in seguito al grande risalto dato dalla stampa locale ad una serie di ritrovamenti di strane tracce al suolo, messe in relazione alla fenomenologia ufologica, pur senza alcun avvistamento diretto.

(Il Tempo - ed. Latina - 4/9/1993; appunti da inchiesta telefonica di M.Verga)

5 dicembre 1993 Grugliasco (Torino)

Un socio del CISU stava rientrando a casa intorno alle 11.05 quando notò un piccolo oggetto scuro, fermo nel cielo in direzione sud. Di forma triangolare e di colore nero, sembrava roteare su se stesso ogni due secondi. Arrivato a casa, l'uomo riuscì a scattare quattro foto ed a riprendere per circa cinque minuti con una telecamera VHS-C l'oggetto, che, peraltro, sembrava essere diventanto ancora più piccolo, assumendo le caratteristiche di un grosso punto. Sarebbe quindi scomparso in seguito al suo lentissimo allontanamento. L'uomo pensò immediatamente ad un deltaplano od aliante, ma, in base alla sua esperienza, scartò in seguito tale possibile interpretazione. Le caratteristiche dell'osservazione (forma, movimento, lentezza di spostamento), perlaltro caratterizzata da un livello di stranezza molto basso, inducono a ritenere possibile l'ipotesi del pallone. (relazione del testimone)

UN VELOCE COMMENTO FINALE

Caratteristica comune a tutti gli eventi videofilmati del 1993 avvenuti in Italia è stata una complessiva banalità dei fenomeni registrati, generalmente delle luci indistinte nel cielo notturno e caratterizzate da un comportamento lungi dall'essere inusuale. I lunghi periodi di osservazione (e di ripresa) costituiscono un ulteriore elemento che rafforza l'ipotesi di una spiegazione in termini astronomici o convenionali (pallone), peraltro già confermata quantomeno per alcuni di tali episodi. Senz'altro i documenti videofilmati provenienti negli ultimi anni dai paesi d'oltreatlantico (soprattuto Stati Uniti e, più recentemente, Messico, dove tra il 1991 ed il 1992 sono stati realizzati decine di filmati di presunti fenomeni aerei anomali) mostrano fenomeni assai più bizzarri e, spesso, diurni: d'altro canto, la loro successiva "commercializzazione", avvenuta anche in Italia attraverso una collana di videocassette, pone ulteriori dubbi sulla loro genuinità. Un caso tipico, ma molto controverso, è quello denominato "Guardian", verificatosi in Canada nel 1991 ed investigato dal ricercatore Bob Oechsler: una prima parte concerne un presunto UFO multicolore fermo al suolo, mentre la seconda una lunga serie di immagini statiche relative ad una "entità animata" dalle caratteristiche facciali molto simili a quelle dell'entità riportata sulla copertina del famoso libro "Communion" di W.Strieber.

Parlando, quindi, di "evidenza video" per la casistica italiana e non considerando, ovviamente, quegli episodi palesemente falsi, c'è da rimarcare una sostanziale non-eccezionalità della maggior parte dei fenomeni riscontrabili nei documenti disponibili, certamente tale da potere escludere con ampia probabilità la registrazione di eventi determinati da cause realmente sconosciute. A conclusioni relativamente simili è giunta anche la ricercatrice britannica Jenny Randles nel corso di una sua analisi di alcuni filmati realizzati nel Regno Unito nel corso del 1992-1993. Ciò non toglie che lo strumento "video" costituisca una preziosa fonte di informazioni verificabili a posteriori dell'evento ufologico, capace di permettere, quindi, uno studio approfondito di quanto registrato senza alcuna influenza indotta dalle limitazioni percettive e mnemoniche, tipiche della testimonianza umana.

Luglio 1994

RIQUADRO:

I FILMATI FALSI: UN ESEMPIO RECENTE

Sebbene la falsificazione di un filmato, generalmente intesa come fabbricazione di un modello e realizzazione del relativo movimento, non sia un'operazione particolarmente facile, esistono frequenti esempi di questo genere sulla scena internazionale. Solitamente il fine ultimo di questi documenti artefatti è economico: il filmato serve a realizzare un guadagno, più raramente uno scherzo od a soddisfare un personale bisogno di pubblicità. Il tornaconto economico viene spesso sfruttato anche da coloro che hanno ripreso fenomeni relativamente poco interessanti, in quanto stazioni televisive od altri media si gettano spesso a capofitto su tale materiale, offrendo del denaro o, comunque, sollevando delle richieste in tal senso da parte dei "testimoni", che si trovano nella situazione di potere raggranellare qualche soldo.

Nel caso dei falsi l'oggetto della ripresa è generalmente un evento piuttosto evidente e caratterizzato da una certa dose di stranezza, condizioni entrambe necessarie per rendere il filmato particolarmente interessante ed "appetibile" nei confronti dei potenziali fruitori dello stesso: basti pensare, a questo proposito, ai filmati (oggigiorno considerabili "ingenui") di molti contattisti.

Nella casistica italiana che fa capo al PHOTOCAT vi sono alcuni filmati che possono essere sicuramente definiti come "falsi", mentre su altri vi sono, perlopiù, dei "sospetti" (anche sotto forma di "falsificazione indiretta", cioè sfruttamento conscio di eventi normali, ripresi magari in modo particolare). In questa ultima categoria può essere ricondotto il famoso caso fotografico di Sesto San Giovanni (Milano) dei primi di agosto del 1977: in occasione di uno dei numerosi "avvistamenti" sarebbe stato realizzato anche un filmato in otto millimetri, filmato che, comunque, non è apparso su nessuna delle fonti dell'evento. Visto che alcune delle fotografie presentate a suo tempo si sono rivelate nient'altro che dei lampioni stradali, il sospetto che anche il fantomatico filmato sia riconducibile alla stessa origine (probabilmente un falso) è veramente forte.

Nei primissimi anni sessanta in Italia un gruppo di sedicenti "appassionati di ufologia" si dilettava, sembrerebbe anche a fini di lucro, a produrre una grande quantità di fotografie di fantomatici "dischi volanti", molti dei quali dalle tipiche fattezze dell'arcinoto "ricognitore venusiano" del contattista americano George Adamski. Tra di esse sembrebbero esserci almeno un paio di filmati, di cui uno, a quanto si dice girato a Trenno (Milano), fu visionato anche da un giornalista dell'epoca, che lo liquidò successivamente come un falso piuttosto rozzo. In esso si vedeva un classico "disco volante" che evoluiva sopra i tetti delle case in modo alquanto anomalo: infatti, era la macchina da presa che si muoveva, non il modellino ripreso ! Ben più sofisticato un falso avvenuto agli inizi del 1994 a Bovolone (Verona), ad opera di un gruppo di bontemponi locali nell'ambito dei festeggiamenti del carnevale. E' stata costruita una parte di astronave, sfruttando il pianale di un autocarro e corredandola di effetti particolari, come fumo e luci. Il filmato, realizzato con una videocamera, propone lo sbarco di due esseri vestiti di bianco (con delle bombole sulla schiena e dei caschi in testa) attraverso un'apertura ricavata nell'astronave stessa. Il tutto non dura più di un minuto, ma questa ulteriore "prova documentale", insieme al ritrovamento di tracce (artefatte) ed ad un racconto ben cognegnato hanno prodotto un grosso clamore a livello locale, subito scemato a causa della confessione degli stessi autori del falso.

Maurizio Verga, 1993