Ritornano le fotografie. Un esempio di luce notturna
UFO RIPRESO A VIAREGGIO
di Fabrizio Dividi
La sera di venerdi' 25 febbraio 1994 intorno alle 18,30, il sig. Pino P. mentre si trovava seduto
intento a guardare la TV nel suo appartamento situato al terzo piano di un edificio posto nel quartiere
Varignano a Viareggio (LU), vide attraverso una finestra posta accanto al televisore, un oggetto
luminoso di colore giallo che stazionava all'altezza di uno stabilimento industriale, l'oleificio Salov,
di fronte alla sua abitazione. ""Era molto basso, si vedeva li', sopra i silos... era grosso e con una
luce intensa come quella dei riflettori dello stadio dei Pini; era fissa, senza intermittenza..."",
dichiarera' il testimone a Maurizio Rossi del gruppo "Shado" di Cerreto (LU) e Guido Ramaciotti,
collaboratore del CISU di Viareggio, durante l'intervista svoltasi il 6 marzo 1994.
Incuriosito, Pino chiamo' la moglie Maria indicando anche a lei il curioso fenomeno; entrambi
pensarono ad un velivolo convenzionale ed in particolare ad un tipo di elicottero della Marina
Militare che spesso transita in quella zona, ma ben presto si resero conto che la luce non emetteva
alcun rumore. Con buona presenza di spirito la signora Maria prese un binocolo e cio' che
inizialmente le appariva come una luce indistinta assunse la forma di una sfera luminosa che girava
vorticosamente prima verso destra, poi verso sinistra.
L'oggetto sembrava costituito da materiale vetroso ed era composto di due sezioni: una di colore
giallo intenso, l'altra, piu' grande, di un giallo tenue; la sfera inoltre pareva oscillare leggermente:
""oscillava un po' ma rimaneva ferma!"", anche se nel complesso la sua posizione non cambio' in
maniera sensibile per almeno 5-6 minuti. D'un tratto la luce inizio' a prendere quota passando
velocemente di fianco alla loro casa e dirigendosi verso Pisa.
Il fenomeno comunque era tutt'altro che concluso e mentre il signor Pino riusciva a scattare tre
fotografie al primo oggetto, la moglie Maria ne scorse un secondo proveniente da nord - da una zona
approssimativamente compresa tra la Liguria e l'Emilia -, e del tutto simile al precedente; dopo un
paio di minuti un aereo apparve ai loro occhi dando l'impressione di inseguire il secondo globo
luminoso. Per i testimoni si trattava di un caccia, ""un aereo molto veloce che inseguiva una delle
luci in direzione del mare""; l'UFO si abbasso' repentinamente inseguito dal velivolo e fu allora che
i testimoni assistettero ad un avvenimento sconcertante: il secondo oggetto si fuse misteriosamente al
primo che nel frattempo si era nuovamente fermato, e improvvisamente scomparvero verso Marina di
Vecchiano verso sud: ""sono spariti insieme uno dentro l'altro"" dira' in seguito la signora Maria.
I due stupefatti testimoni continuarono a seguire con lo sguardo l'aereo, che avevano stimato ad una
distanza di un paio di chilometri dalle luci, una delle quali e' rimasta impressionata in una foto di
quelle che il signor Pino aveva scattato durante l'avvistamento con la sua Nikon.
L'avvistamento, desto' una grande impressione nei due coniugi ma soprattutto nella signora Maria
che accuso' disturbi fisici come insonnia e incubi notturni per almeno un paio di giorni, tanto da
dover fare ricorso ad alcuni calmanti.
Quarantatreenne, ex impiegato di banca, il testimone ha raccontato la sua esperienza al quotidiano
"La Nazione" (che ha riportato l'avvistamento di data 27/2/94) pregando di non pubblicare le sue
vere generalita' temendo di non essere preso sul serio parlando di dischi volanti: in realta' il signor
Pino si e' dichiarato molto scettico sull'argomento, e comunque ha sempre cercato di ricondurre la
sua esperienza ad un qualcosa di spiegabile razionalmente. D'altra parte non si puo' negare che nel
complesso, questo caso mostra le classiche caratteristiche ufologiche tra cui le piu' evidenti sono
l'assenza di rumore, la forma dell'UFO, ma soprattutto la straordinaria possibilita' di ""fusione"" tra
i due ordigni; il tutto associato ad un'elevata velocita' ed alla repentina scomparsa dei misteriosi
oggetti. Anche la moglie si e' dimostrata sicura e coerente contribuendo con le sue descrizioni ad una
dettagliata descrizione dell'avvistamento.
Unico lato controverso della vicenda, ribadendo ancora una volta l'assoluta buona fede dimostrata dai
coniugi, e' proprio la foto scattata dal signor Pino: l'immagine in realta' sembra ritrarre il disco
luminoso della Luna piena. D'altro canto la stessa Luna, che quella sera era sorta alle 17.38 in
direzione sud-est, era stata localizzata dai testimoni ""ad est"" e addirittura usata come metro di
paragone per definire la grandezza degli oggetti, ""un po' piu' grandi"" per Maria, e un po' piu'
piccoli per Pino.
Tracce a Parma: ancora tre cerchi disposti a triangolo
BRUCIATURE NELL'ERBA: IL SOLITO FUMO SENZA ARROSTO
di Fabrizio Dividi
Molto rumore per nulla! E cosi', con un invito del brigadiere dei Carabinieri Enrico Palmi ad un
ragazzino impallinato con la fantascienza, e per l'occasione reo-confesso, a ""non scherzare piu' con
le cose serie"", si e' mestamente concluso un bel caso di tracce segnalato nella provincia di Parma. E
dire che c'erano tutti i presupposti perche' si trattasse di uno dei piu' interessanti incontri del secondo
tipo degli ultimi tempi, ma tant'e': l'eterna illusione dell'ufologo di trovarsi di fronte al "Caso
Perfetto" e' svanita ancora una volta con la consolazione, ma non e' poco, di aver comunque risolto un
bel mistero.
Un mistero che ha appassionato gli abitanti di Berceto, un piccolo paese a nord di Pontremoli, nelle
vicinanze del passo della Cisa, e che ha dato modo ai giornali locali di "divertirsi" per qualche giorno.
Ma procediamo con ordine.
L'AVVISTAMENTO
La sera del 17 novembre 1994 un corpo luminoso, di forma ellittica, di colore per meta' bianco-
azzurro e per meta' verde-brillante, veniva avvistato presso Berceto in direzione del Monte Genesio,
sede dei ripetitori RAI. Una ""palla di fuoco"": cosi' era stato definito da tre ragazzi, provenienti dalla
localita' Lugo a bordo della loro auto e che, almeno inizialmente, non avevano dato troppo peso al
fenomeno. Essi ricordano di aver osservato un punto luminoso accendersi e spegnersi per tre volte, e
subito dopo di non aver piu' ravvisato alcuna manifestazione particolare. Ma non erano stati i soli,
quella notte, ad aver notato lo strano bagliore: anche un metronotte ricorda di aver assistito, verso
l'1.30, ad una ""palla luminosa"" in movimento, ed in particolare riferisce di aver scorto un'intensa
luce sbucare dalla nebbia che gravava fitta sulla zona.
Una normale luce notturna si dira', ma e' proprio da questo momento che il caso prende corpo: le voci
circolano, si moltiplicano, c'e' chi favoleggia di elicotteri dell'esercito in ricognizione, altri di
rilevazioni radar, tutte indiscrezioni che verranno regolarmente smentite dagli interessati ma che
contribuiscono a creare attorno alla vicenda un clima di curiosita' notevolmente al di sopra della
norma.
Ed ecco il colpo di scena: si parla di una traccia al suolo, di quattro cerchi di erba bruciata che
sarebbero stati scoperti in prossimita' del luogo in cui il bagliore aveva fatto capolino: qualcuno
racconta addirittura di una recinzione della zona con del nastro e di fantomatici cartelli che invitano a
fare attenzione alle radiazioni, quasi come in un set cinematografico. Sembra tutto incredibile ma
eccole le tracce, finalmente un segno tangibile appare agli occhi dei bercetesi che non si lasciano
sfuggire l'occasione di un incontro con l'"alieno", o almeno con cio' che ne e' rimasto. Forse molti
avrebbero preferito una Madonna piangente, ma via, non e' cosa comune avere un bel disco volante
che visita il proprio paese: e' d'obbligo per tutti un pellegrinaggio direttamente sul posto.
E' solo a questo punto che numerosi curiosi, almeno i piu' smaliziati, cominciano ad avere qualche
dubbio: alle domande dei giornalisti, infatti, sono in tanti a parlare esplicitamente di evidente scherzo.
L'impressione comune e' che si tratti di un qualcosa di artefatto e in ogni caso, per tutti, la delusione
e' forte, anche per coloro che si dichiarano interessati all'argomento ufologico.
LE INDAGINI
Il collaboratore del CISU, Giorgio Pattera di Parma, ha effettuato, non appena possibile, un
sopralluogo accompagnato da Enrico Parmi, comandante della stazione dei Carabinieri di Berceto.
Agli occhi del ricercatore era subito risultata evidente la forma a triangolo della traccia che, a prima
vista, poteva sembrare equilatero: in realta' si trattava di un triangolo isoscele con uno dei lati lungo
260 cm. e gli altri di 280 cm. Ai vertici, due delle impronte circolari avevano un diametro di 35 cm,
l'altra di 30; inoltre, al centro della figura, si trovava una quarta impronta di circa 70 cm. In
quest'ultima traccia, gli steli dell'erba apparivano corrosi nella parte superiore, e come carbonizzati a
livello del terreno, pur non essendo stata rinvenuta cenere. In compenso e' stata rinvenuta sull'erba una
strana sostanza grigio-giallastra, oltre ad una polverina granulosa color bianco candido.
Della famosa recinzione invece, solo qualche traccia (dei frammenti di un nastro bianco e rosso);
tenuto conto che erano gia' passati una quindicina di giorni dalle prime testimonianze, per non parlare
dell'esercito di curiosi transitati sul posto, non ci si poteva aspettare di piu'. Ma i ritrovamenti piu'
importanti che hanno subito messo in guardia l'inquirente sono stati altri: una bomboletta spray per
riprodurre l'"effetto neve" e, soprattutto, il tappo di un contenitore di plastica per detergenti o
detersivi, con all'interno una piccola quantita' di un liquido dall'odore vagamente asprigno.
Identificata la sostanza come acido muriatico (cloridrico), in seguito alle analisi chimiche effettuate
dallo stesso Pattera, non e' stato rilevato alcunche' dalle medesime analisi sul terreno, se non un
anomalo aumento di acidita' in prossimita' delle tracce: tutti gli altri controlli su radioattivita',
magnetismo, umidita' e temperatura sono risultati completamente nella norma.
IL DELUDENTE EPILOGO
I dati raccolti non potevano che confermare l'ipotesi di una messinscena, magari ben concepita nei
tempi (notevole il tempismo con cui e' stato sfruttato l'avvistamento del bagliore notturno), ma molto
meno nei modi (dimenticare sul posto gli "attrezzi del mestiere" e' davvero imperdonabile).
Questa la conclusione dell'indagine confermata, come dicevamo, da una inattesa confessione. Con una
deposizione spontanea infatti un ragazzo appena diciottenne, spaventato dalla baraonda che aveva
scatenato con la sua "bufala", ha ammesso di aver "costruito "il tutto con acido cloridrico e neve
artificiale, oltre ai picchetti e al nastro di recinzione con relativo cartello: il ragazzo si e' detto grande
appassionato di tutto quanto inerente le tematiche ufologiche e solo la piega che stava prendendo il
suo scherzo (decine di auto rallentavano ogni giorno il traffico della Statale 62 della Cisa nei pressi
del campo dell'atterraggio) lo aveva indotto a chiarire la vicenda. Una sonora ramanzina, con annessa
tirata d'orecchie, da parte del brigadiere Palmi e' stata la degna conclusione della vicenda.
Un altro caso brillantemente risolto, si dira': se non fosse che quel bagliore notturno rimane il punto
oscuro di tutta la storia. Nessuno puo' dire cosa sia veramente successo quella notte nei cieli di
Berceto, e solo uno stupido scherzo ha impedito che indagini adeguate contribuissero a chiarire
l'origine del misterioso fenomeno.
Singolare incontro del terzo tipo nel pordenonese
A TU PER TU CON VENTICINQUE UMANOIDI SORRIDENTI
di Paolo Fiorino
Protagonista dell'evento e' un libero professionista quarantanovenne di Pasiano (PN) che ha
raccontato la singolare esperienza a patto che non ne venissero fornite le generalita'. L'episodio,
seguito dall'ex presidente del CISU Antonio Chiumiento di Pordeno-ne, che ha raccolto il racconto
del testimone e ne ha segnalato l'esistenza ai Carabinieri di Prata, e' stato ripreso da diversi
quotidiani del 3 giugno, dopo che l'inquirente (circa due settimane dopo il suo verificarsi) ne era
venuto casualmente a conoscenza dalla nipote.
Venerdi' 19 maggio 1995: sono le ore 23.15 circa. A bordo della sua auto, il testimone sta
percorrendo da solo la cosiddetta strada del Mobile, che da Pordenone (dove si era recato, unitamente
ad una conoscente, a vedere un film) conduce a Pasiano. In localita' Visinale, in un campo
prospiciente la carreggiata, nota una luce diretta verso il suolo, che attribuisce ad un ricercatore di
lumache.
Pensando di trovare dei suoi conoscenti, ferma l'auto e scende rimanendo vicina ad essa. Osserva
cosi' uno strano oggetto, una specie di sfera schiacciata simile ad una trottola (lunga 2 metri e mezzo
- 3 metri, e alta circa 2) distante da lui circa 6 metri ed immobile a circa 80 centimetri da terra, che
proietta verso il suolo una sorta di fascio luminoso di colore giallo.
La sua attenzione viene immediatamente attirata dal volto sorridente di un essere, che presenta una
testa allungata (lunga circa 25 centimetri), sproporzionata rispetto al corpo esile: bocca grande e
sorridente, naso normale, occhi grandi e leggermente allungati. Nota anche come delle sopracciglia
nere e folte ed un po' di capelli tirati lungo la fronte. Le orecchie sono grandi e lunghe. Intorno
all'oggetto c'e' come una fascia che nasconde sostanzialmente tutto il busto. Si possono pero' notare
le mani lungo i fianchi, il cui palmo risulta un po' piu' grande rispetto a tutto il corpo.
In un momento successivo, alla partenza dell'oggetto, puo' vedere i piedi, lunghi e stretti. I corpi
sono magri e lunghi, non ha modo di notare l'eventuale sesso. Il colore della pelle e' violaceo, piu'
scuro di quello dell'abitacolo (che da' l'impressione di essere costituito di materiale trasparente).
Osservando meglio la scena che gli si presenta, ha modo di constatare che a bordo dello stesso sono
visibili come appoggiati al mancorrente di un balcone circa 25 esseri identici, tutti disposti lungo la
circonferenza di meta' fascia (in quanto l'altra e' scura).
Non e' udibile alcun rumore. Dopo pochissimo tempo l'oggetto si alza in verticale per alcuni metri,
poi si sposta lentamente come il volo di un gabbiano, cambiando la prospettiva di visuale. Si ferma
ancora un paio di volte e poi il testimone lo perde di vista mentre si allontana con moto lento in
direzione del ponte di Prata di Pordenone illuminando al suo passaggio il terreno sottostante,
compreso il tetto di una vecchia casa disabitata.
Nel corso dell'intervista durata oltre due ore, il testimone asserisce piu' volte di aver avuto
l'impressione che questi ""esseri"" cercassero di contattarlo quasi per fargli capire che non doveva
avere paura. Gli sorridevano e per tutta la durata dell'osservazione l'uomo sarebbe stato pervaso da
un profondo stato di tranquillita'.
Per l'inquirente il testimone e' persona affidabile e sincera, non facilmente suggestionabile. Non
farebbe uso ne' di sostanze stupefacenti ne' di alcolici. Non si sarebbe inoltre mai interessato ne' di
ufologia ne' di fantascienza, tanto che, fino al momento della sua esperienza, si sarebbe sempre
dimostrato estremamente critico nei confronti di queste ""storie"".
Dopo la pubblicazione dell'episodio, cui ampio spazio e' stato dato dalle cronache di giornali locali,
Chiumiento e' stato contattato telefonicamente da una signora di Pordenone (anche lei avrebbe
chiesto l'anonimato), un'insegnante di circa 55 anni residente in Borgo Sant'Antonio nei pressi della
stazione ferroviaria.
L'inchiesta e' stata svolta il 6 giugno: la signora ha dichiarato che la sera stessa dell'IR-3 di Visinale,
all'incirca alle ore 23, avrebbe osservato attraverso la finestra della sua abitazione un oggetto
luminoso che dalla descrizione fornita risulterebbe perfettamente somigliante a quello osservato
dall'imprenditore all'incirca 15 minuti dopo. A sua detta l'oggetto (osservato ad una distanza di 50
metri) non era molto grande; simile ad una trottola, estremamente luminoso e silenzioso, in moto
pressoche' rettilineo con un andamento lento, ""come fosse intento a perlustrare una particolare
porzione di territorio"", irradiava una luce gialla intensa e diffusa ed era diretta in direzione di
Pasiano.
UN PRIMO COMMENTO
Non necessariamente la testimonianza dell'insegnante, peraltro resa a posteriori, e' da collegarsi
all'IR-3 di Pasiano nonostante le varie coincidenze (orari; direzione; forma oggetto; ecc.).
Di entrambi i casi si stanno attendendo le risultanze delle indagini condotte da Chiumiento. Ci ha
molto colpito nel suo racconto l'interazione che emerge, con estrema rilevanza, fra la pretesa
esperienza UFO e il testimone, rasentante quasi la ricerca del contatto con un qualcuno o qualcosa di
alieno, estraneo. Le circostanze (la notte fonda; il procedere in auto; l'isolamento; ecc.) nonche' le
varie dinamiche emergenti a livello della testimonianza, richiamerebbero simbologie e sincronismi
molto simili a esperienze di tipo onirico o a particolari stati alterati di coscienza.
Il caso, peraltro, presenta notevoli analogie con un altro IR-3 verificatosi nell'autunno 1978 a
Tagliacozzo (AQ). In quella circostanza il testimone, un agricoltore, osservo' a terra una sorta di
oggetto simile a una scatola di lucido da scarpe all'interno del quale, da alcuni finestrini, erano
visibili i volti sorridenti di alcune sagome umane simili a delle bambole.
E' comunque ancora presto per esprimere una valutazione, mancando gli approfondimenti
indispensabili in questo tipo di casistica.
FONTI
"Il Messaggero Veneto"," Il Gazzettino", "La Nuova Venezia", "L'Indipendente", "Il Resto del
Carlino" e "La Nazione" del 3 giugno 1995.
GR1 (L'Italia in diretta), 2 giugno 1995, ore 17,50
"Il Gazzettino" (ed. Pordenone) e "Il Messaggero Veneto" (ed. Pordenone) del 7 giugno 1995
Intervista del testimone con Antonio Chiumiento e sue comunicazioni personali, 3 giugno 1995
Una nuova ipotesi "totale" fallisce il suo obiettivo
LE ®VISIONI ELETTROMAGNETICHE¯ GENERANO EXTRATERRESTRI?
di Paolo Toselli
®La porta esterna si chiuse, e un silenzio di tomba discese sull'angusta stanza insonorizzata. Mezz'ora
in quel posto, seduta su una specie di poltrona da dentista, poteva sembrare una prospettiva rilassante,
se non fosse stato per quel casco da motociclista che avevo in testa. Inseriti all'interno dello stesso,
proprio sopra le mie orecchie, una serie di solenoidi. Poco dopo questi avevano iniziato a emettere
impulsi di un campo magnetico designato a simulare le caratteristiche di innesco dei neuroni nei lobi
temporali del cervello...¯.
Non ci troviamo di fronte alla descrizione di un episodio di tentato rapimento da parte di presunti
alieni seviziatori, ma al racconto della psicologa Susan Blackmore dell'Universita' di Bristol, in
Inghilterra. L'esperienza si riferisce ad un esperimento a cui lei si e' sottoposta volontariamente nel
laboratorio di Michael Persinger, un neuropsicologo della Laurentian University di Sudbury, una
cittadina dell'Ontario, in Canada.
Persinger studia gli effetti che i campi elettromagnetici hanno sul cervello. Un dominio sinora poco
esplorato, attraverso il quale il ricercatore intravvede un nuovo indirizzo per il trattamento
dell'epilessia.
Ma allora, cos'ha da spartire tutto cio' con l'ufologia? Semplice.
Il motivo per il quale Susan Blackmore - nota per i suoi studi nel campo del paranormale distinti da un
approccio dichiaratamente scettico - aveva accettato di fare da cavia a un cosi' insolito esperimento
non e' la sola curiosita'. La redazione del programma scientifico "Horizon", messo in onda dalla rete
televisiva inglese BBC, l'aveva incaricata di investigare sulle origini della recente esplosione di
esperienze di rapimento da parte di presunti alieni occorsa negli Stati Uniti. La puntata dedicata agli
"incontri ravvicinati" fu trasmessa il 28 novembre dello scorso anno, ma dieci giorni prima un
articolo sullo stesso tema a firma della Blackmore apparve sul settimanale di divulgazione scientifica
"New Scientist". [1]
In Italia, rifacendosi proprio a questo testo, "Panorama "[2] pubblicava un articolo a sua volta
intitolato "Incontri ravvicinati del tipo magnetico. Le scoperte degli scienziati" e il supplemento
"Scienza" del "Corriere della Sera" [3] titolava un servizio a nove colonne a firma dello psicologo
Alberto Oliverio "I marziani nascosti nella mente. E' stata scoperta l'area del cervello sede delle
visioni e degli incontri ravvicinati". Ma ancora piu' significativo era l'occhiello: "Gli esperimenti di un
ricercatore canadese "confermano "che il lobo temporale "e'" la regione cerebrale dove nascono
apparizioni, voci ed extraterrestri".
LE TEORIE DI PERSINGER
Ho letto con molta attenzione tali articoli, ma ne sono rimasto estremamente deluso. Si narra di
campi elettromagnetici che influenzano l'attivita' elettrica della corteccia cerebrale, e in particolar
modo del lobo temporale, sede in cui ""prendono forma le rigide regole del linguaggio ma anche le
ambigue sensazioni, emozioni e allucinazioni, pensieri distorti e paranoici"", attacchi epilettici e,
"dulcis in fundo", ""mostri alieni"" che si impadroniscono del corpo del soggetto e ne fanno
esperimenti di ogni sorta. Ma niente in quanto a dati quantitativi, misure, specifiche tecniche:
insomma un qualcosa che avesse evidenziato - un po' piu' concretamente - come dalle ipotesi iniziali
si era passati ai dati di fatto.
E si', poiche', se di ipotesi si discute, Persinger aveva gia' da tempo - sin dalla fine degli anni '70 -
avanzato la possibilita' di interpretare le esperienze di incontri ravvicinati con gli UFO, ma anche
svariati fenomeni paranormali, come indotte dall'influenza sui lobi temporali di emissioni
elettromagnetiche prodotte da "stress tettonici" o fenomeni comunque legati al geomagnetismo
terrestre, e di cui ci occupammo a suo tempo sempre su questa rivista. [4]
E proprio in una corrispondenza intercorsa con lo scrivente nel dicembre 1981 evidenziava tali
convinzioni. In sintesi, partendo dal contesto in cui il testimone di un'esperienza UFO si viene a
trovare (l'osservazione di uno strano oggetto luminoso che non e' facilmente identificabile) e
aggiungendo i diretti effetti che il fenomeno avrebbe sul cervello umano, si verrebbe a creare una
particolare predisposizione del soggetto a prevedibili modelli di percezione.
®Come ho sottolineato nei miei articoli - scriveva Persinger [5] -, i dati denotano un effetto
specifico sul lobo temporale e altre regioni instabili del cervello umano. Sino a che l'intensita' della
corrente rimane molto bassa, gli effetti maggiori possono riguardare l'area del pensiero, le esperienze
vestibolari e le 'auree' visive. Tutti questi fattori possono essere modificati dall'apporto del retroterra
culturale dell'osservatore (e cioe', se costui ha letto o visto/ascoltato informazioni sugli UFO in
generale, astronavi extraterrestri, ecc.)¯.
®All'aumentare dell'intensita' dei livelli di induzione da parte della luminosita', l'osservatore potra'
essere colpito da una scossa elettrica e di conseguenza avere una convulsione. Alcuni effetti, quali
amnesia e confabulazione, potrebbero emergere dopo che il soggetto ha ripreso conoscenza.
Comunque, e' possibile che lui o lei vaghino cadendo in uno stato di dissociazione comportamentale
per piu' ore o addirittura giorni prima di 'riprendere coscienza' in senso clinico¯.
®Ovviamente, quando si scende nei dettagli, bisogna fare molta attenzione circa i contributi apportati
dall'osservatore. Le persone religiose sono portate a vedere santi o Dio; i credenti negli UFO sono
piu' propensi a vedere astronavi aliene.¯
®La maggioranza degli stimoli UFO -proseguiva Persinger avanzando un ulteriore elemento a lui
congeniale - sono chiaramente associati con particolari condizioni di "stress tettonico" che
precedono un incremento nell'attivita' sismica in una determinata regione. Inoltre, non pare esserci, in
generale, nulla di anormale nelle persone che riferiscono esperienze UFO. Sfortunatamente pero' - e
concludeva - sono i soggetti piu' deliranti (e bizzarri) che ricevono i favori della stampa¯.
ESPERIMENTI POCO CONVINCENTI
L'idea sembrerebbe buona, ma purtroppo le correlazioni UFO/stress tettonici/campi
elettromagnetici/allucinazioni indotte non sono mai state formalmente dimostrate, malgrado le
affermazioni dello stesso Persinger che in questo caso peccano un po' troppo di leggerezza. E si',
poiche' tutte le associazioni statistiche tra UFO e "stress tettonici" elaborate da Persinger sono
basate su cataloghi di avvistamenti che hanno mischiato casi effettivamente non identificati ad altri (la
maggioranza) identificati nel corso del tempo, ad altri ancora derivanti unicamente da fonti
giornalistiche.
Ma ora, secondo le affermazioni della Blackmore, almeno la relazione tra campi magnetici e
esperienze UFO pareva essere confermata. Risalii quindi alla fonte dei servizi pubblicati sulla stampa
italiana: l'articolo di "New Scientist", a firma della stessa Blackmore. Tuttavia anche in tale contesto
non si faceva riferimento alcuno a valori e caratteristiche del campo magnetico utilizzato
nell'esperimento. Forse che, trattandosi di un argomento "leggero" quale sono gli UFO, per alcuni,
non necessitava dare informazioni piu' dettagliate? Certo che se cosi' fosse, la scienza non ne esce a
testa alta.
Per fortuna, piu' di recente, ci e' venuto in soccorso un articolo sullo stesso argomento pubblicato
dalla rivista francese "Science & Vie" all'interno di un interessante dossier dedicato interamente al
fenomeno UFO. [6]
®Il tutto consiste - spiega Persinger - nell'applicare delle variazioni del campo magnetico. La loro
intensita' e' molto debole (non eccede le poche decine di nanotesla), ed esse sono di frequenza molto
bassa, in modo da imitare le variazioni osservate nei lobi temporali¯.
Abbiamo finalmente qualche elemento in piu'. Ma come ricorda la propria esperienza "mentale"
Susan Blackmore?
®Nulla accadde nei primi dieci minuti, o giu' di li'. Poi, stavo come oscillando. Era come stare su
un'amaca. Sentii come due mani che avevano afferrato le mie spalle e mi stavano sollevando. (...)
Qualcosa parve impossessarsi della mia gamba e la tirava, storcendola. Sembrava come se mi fossi
estesa verso il soffitto. Poi vennero le emozioni. Iniziai a sentirmi irritata. Ma dopo dieci secondi
questo sentimento scomparve, per essere rimpiazzato da un altrettanto improvviso attacco di paura.
Ero terrificata, ma da nulla in particolare.¯
®Gli effetti medici a lungo termine dell'applicazione di intensi campi magnetici sul cervello e' ancora
ampiamente sconosciuta, ma io quando uscii dalla stanza rimasi fiacca e disorientata per un paio
d'ore¯.
Un po' poco per associare tale esperienza a un incontro ravvicinato o un episodio di "rapimento" ad
opera di fantomatici alieni seviziatori.
Per di piu' l'esperimento e' stato condotto in una condizione di isolamento sensoriale, la quale
provoca tipicamente sensazioni allucinatorie e puo' quindi essere stata la evra causa delle sensazioni
descritte dalla Blackmore, indipendentemente dall'applicazione di campi elettromagnetici. Si avrebbe
lo stesso effetto eliminando lo stato di deprivazione sensoriale?
Va inoltre notato che i campi magnetici sono stati applicati direttamente sulla superficie della scatola
cranica. Gli effetti sarebbero uguali se gli stessi campi avessero distato uno, due, dieci metri dal
soggetto? O quale intensita' avrebbero dovuto avere a queste distanze? E infine, quale fenomeno
naturale o artificiale potrebbe produrre con tale entita' queste interferenze magnetiche?
L'argomento e' molto interessante, pero', come spesso accade in questi casi, e' appena abbozzato.
Esistono infatti diversi studi sull'influenza che i campi elettromagnetici hanno sull'uomo, ma i dati
sembrerebbero contraddittori e, in parte, condizionati dal voler o meno dimostrare la pericolosita' di
alcuni ambienti e di tutta una serie di apparecchiature di recente produzione.
Tra l'altro, sempre nel corso del 1994, un originale approccio al fenomeno dei rapimenti UFO e' stato
proposto dall'inglese Albert Budden, un ricercatore nel campo della medicina ambientale. Nel suo
libro "Allergies and Aliens. The Visitation Experience: An Environmental Health Issue" (Allergie e
alieni - L'esperienza della visitazione: una questione di salute ambientale), Budden presenta una sorta
di diagnosi clinica. In breve, i "rapiti" avrebbero sofferto acuti stati di ipersensibilita' elettrica e
allergia multipla. Semplificando, noi tutti siamo allergici all'ambiente che ci circonda, in particolare
ai campi elettrici e elettromagnetici.
Secondo Budden i "rapiti" vivrebbero in "zone calde" secondo la definizione del rapporto "Criteri di
sanita' ambientale 137.1993" redatto dall'Organiz-zazione Mondiale della Sanita', e cioe' aree con un
alto inquinamento elettrico prodotto da trasmettitori di radio frequenze e/o linee ad alta tensione. Le
loro esperienze sarebbero direttamente correlate al personale stato di salute (allergie a cibi o altre
sostanze), alla durata e numero delle esposizioni a campi elettromagnetici nel corso degli anni e
all'intensita' degli stessi (essenziale e' un "trauma "iniziale, di solito occorso nella gioventu', quale
essersi trovati in prossimita' della scarica prodotta da un fulmine, oppure esser stati sottoposti a
defibrillazione). Il rapimento UFO non sarebbe altro, sempre secondo Budden, che un messaggio
indirizzato dal fisico del rapito alla propria coscienza evidenziante un attacco dall'esterno, quando le
difese vengono meno. [7]
Come era prevedibile, un coro di critiche e proteste si e' sollevato nei confronti dell'ipotesi della"
ipersensibilita' elettrica". [8] Primo fra tutti l'inquadramento in tale ottica delle esperienze vissute
dallo scrittore Whitley Strieber inerenti i suoi numerosi incontri coi "visitatori "(come dallo stesso
definiti). Senza tuttavia aver mai parlato con l'interessato, ne' tantomeno aver effettuato una visita sui
luoghi degli incontri, Budden afferma - anche se un po' troppo aprioristicamente - che gli stessi sono
sicuramente inseribili all'interno delle suddette "zone calde". Ma la critica maggiore e' che
effettivamente il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' menziona si' i punti caldi, ma
solo in relazione alla possibilita' che le radio-frequenze possano giocare un ruolo nella causa o
accelerazione dei tumori.
In effetti, e lo stesso vale anche per le influenze del geomagnetismo terrestre, non esiste alcuna
ricerca che evidenzi con chiarezza l'emergere di percezioni allucinatorie altamente strutturate
attribuibili a campi magnetici posti ad una certa distanza dal soggetto e non dovuti a elettrodi applicati
o infilati nel cervello.
Ci troviamo quindi, per l'ennesima volta, di fronte a tentativi maldestri derivanti dalla volonta' di voler
spiegare "tutto "con un'unica ipotesi onnicomprensiva, che per di piu' presupponga un'"unica" causa
"fisica "per l'intero fenomeno degli avvistamenti UFO. E' lo stesso errore ripetuto negli anni da molti
scettici ad oltranza, ma anche da noti ufologi.
In realta', dimenticandoci delle "ipotesi-piglia-tutto", ritengo estremamente interessante, per una
migliore comprensione del fenomeno UFO, un approfondimento delle possibili influenze dei campi
elettromagnetici sul cervello umano e dei fenomeni naturali o artificiali che li potrebbero produrre
scatenando eventuali esperienze UFO, come ogni altro approfondimento, basato su dati certi e
riproducibili. Tra l'altro, proprio come accade per i casi IFO, e cioe' identificati, le cui cause sono
molteplici e difformi tra di loro - dalla stella al faro ad effetto laser - non vedo il motivo per cui
anche i casi UFO non possano essere prodotti da eventi tra di loro molto differenti - dai fenomeni
naturali poco noti o del tutto sconosciuti a, perche' no, la manifestazione di una presenza a noi del
tutto estranea.
NOTE
[1] Susan Blackmore, "Alien Abduction - The Inside Story", "New Scientist", 19 novembre 1994, pp.
29-31
[2] Enrico Verdecchia, "Incontri ravvicinati del tipo magnetico", "Panorama", 9 dicembre 1994, pp.
251-252
[3] Alberto Oliverio, "I marziani nascosti nella mente", "Corriere della Sera" supplemento "Corriere
Scienza", 8 gennaio 1995
[4] Vedasi, ad esempio, C. Rutkowski, "L'ipotesi geofisica", "UFO", n.4, dicembre 1987, pp. 31-36
[5] Michael A. Persinger, comunicazione personale, 16.12.1981
[6] Philippe Chambon, "OVNIs, l'hypothe'se du champ magne'tique", "Science & Vie", n. 932, maggio
1995, pp. 82-85
[7] Albert Budden, "Aliens, Electricity & Allergies", "MUFON UFO Journal", n. 322, febbr. 1995, pp.
10-15
[8] Robert H. Coddington, "Electrical Hypersensitivity", "MUFON UFO Journal", n. 323, marzo
1995, p. 20. Maria E. Ward, "Field of Dreams - Electrical Hypersensitivity and the Abduction
Experience", "Skylink", n. 10, 1995, pp. 1-5