DIVERSE PERSONE OSSERVANO UN GIGANTESCO "UOVO VOLANTE"
UFO gela una città !
Nel febbraio del 1995, un disco volante luminoso ha fatto capolino sui cieli di Gela, in provincia di Caltanis-setta, lasciando a bocca aperta alcune decine di persone che stavano transitando lungo le vie del centro cittadino. I quotidiani locali, a differenza di quanto accade normalmente in casi di avvistamenti, hanno dato alla vicenda un taglio del tutto privo di ironia, accordandole implicitamente un certo grado di veridicità.
Le edizioni locali di La Sicilia e Il giornale di Sicilia hanno focalizzato la loro attenzione sui due elementi che rendono lepisodio particolarmente interessante: il numero di testimoni di cui si è già accennato, e le straordinarie proporzioni delloggetto avvistato. A raccontare il fatto è un impiegato comunale, il sig. Emanuele, uno dei tanti testimoni che mercoledì 8 febbraio è rimasto con la testa allinsù ad osservare quello strano uovo volante.
Sono le 19.00: la serata è tranquilla e il signor Emanuele sta percorrendo il centro cittadino passeggiando con tre amici. Ad un tratto la sua attenzione è attratta da una densa scia luminosa, ancora più evidente a causa del cielo nuvoloso. Loggetto che segue è enorme, molto più grande di un elicottero o di un aereo, e soprattutto vicinissimo ai tetti delle case. Altri testimoni avrebbero descritto particolari come lintensa luce verde che loggetto emanava e il movimento verso il basso, per poi risalire velocemente di quota. La forma era ovoidale ed una sorta di nebbiolina attutiva i bagliori provenienti dalloggetto che, muovendosi in posizione obliqua, non produceva il benché minimo rumore.
Aerei invisibili e allucinazione collettiva sono due delle ipotesi formulate senza troppa convinzione dai giornali; certamente è uno di quei casi in cui parlare di UFO non è affatto azzardato, almeno dopo le indagini di rito.
Il nostro collaboratore Salvatore Inguì, non appena venuto a conoscenza dalla stampa locale dellavvistamento su Gela, si è immediatamente messo in contatto con uno dei giornalisti che si erano occupati del caso, il quale ha successivamente fatto da tramite con il testimone.
Il 18 luglio 1995 Inguì si è presentato presso lufficio ove lavora il testimone dando così inizio allinchiesta. Il sig. Emanuele, 54 anni, ispettore di polizia municipale presso il Tribunale è stato disponibilissimo a collaborare con linquirente, contribuendo per quanto possibile al chiarimento di numerosi particolari. «Guardi, già mi viene la pelle doca... paura ne ho avuta... e tanta, ma anche soddisfazione di aver potuto vedere una cosa così insolita ma bellissima». Questo è lesordio del testimone che più volte nel corso dellintervista tornerà su questo concetto: la sensazione di stupore e di gioia che lo ha colmato alla fine di questa straordinaria esperienza. «Bellissimo, uno spettacolo che non potrò dimenticare», dice a conclusione del suo racconto, e come dargli torto? I particolari che emergono dallinchiesta rendono il caso ancora più interessante anche se è necessario sottolineare che a distanza di sei mesi dallaccaduto, qualche dettaglio potrebbe essere stato involontariamente caricato.
Il testimone racconta che giunti di fronte alla Chiesa Madre, mentre stava dialogando con gli amici (fra i quali cera un carabiniere), ha visto venire dallalto, quasi in diagonale, una luce bianca («un oggetto luminoso bianco»), che senza fare il minimo rumore scendeva velocissimo verso piazza Calvario in cui si trovavano. Lo spavento fu talmente forte che il testimone urlò, richiamando così lattenzione dei compagni. E continua: «era enorme, basso, tanto che ebbi limpressione che stesse toccando il Palazzo Callea...», specificando che laltezza stimata era di circa 300 metri e le dimensioni delloggetto di circa il doppio della piazza.
Il corpo delloggetto faceva pensare al vetro smerigliato e la sua forma, a uovo per altri testimoni, era circolare e piatta, «proprio come un disco». Aveva una struttura apparentemente solida e si potevano intravedere alcune luci intermittenti che affioravano dalla bianca luce al neon che loggetto emanava. Lintero fenomeno durò una decina di secondi: un paio per osservare loggetto scendere, almeno cinque in cui lUFO ha stazionato sulla sua testa, e il tempo rimanente per ripartire e sparire alla vista di tutti i testimoni, ad una velocità impressionante, in direzione di Catania.
E interessante aggiungere che un amico del signor Emanuele, un poliziotto che verso le 19.00 stava percorrendo la strada Statale per Catania, vide loggetto dalla sua auto. Anche un altro suo amico osservò il medesimo oggetto sulla strada che collega Niscemi a Gela. Due testimoni che potrebbero chiarire ulteriormente la vicenda e di cui non ci sono stati dati gli estremi anche se si spera che questi possano decidersi a parlare e a farsi conoscere, vincendo la loro ritrosia.
Per linquirente non vi è alcun dubbio circa la serietà del testimone, che risulta essere molto noto e stimato in città e che lavorando presso gli Uffici del Tribunale deve necessariamente possedere garanzie di affidabilità.
Lelevato numero di testimoni oculari, presenti sia sulla piazza che nelle immediate vicinanze nonché distanti dal centro abitato, fanno pensare allobiettiva realtà di quanto veduto, escludendo psicosi collettive o vicendevoli condizionamenti. Piuttosto appaiono azzardate le valutazioni sulla distanza delloggetto e sulle sue reali dimensioni, condizionate, a parere dellinquirente, dal sentimento di paura che ha accompagnato i testimoni durante lintera durata del fenomeno.
Resta il fatto in sé, un avvistamento decisamente interessante, che rimane un affascinante e misterioso fenomeno non identificato.
f. d.