"METODOLOGIA SPERIMENTALE DI INDAGINE" [15,16] vertente la definizione dei

parametri fisici di interesse per l'aspetto principalmente ottico del fenomeno, l'importanza di studiare

il fenomeno nella sua dinamica e variabilita' temporale e un progetto di massima vertente l'utilizzo di

piccoli telescopi e teleobiettivi collegati sia a camere CCD per l' immagine diretta e per

l'acquisizione di spettri sia a fotometri ad alta velocita' per lo studio delle pulsazioni rapide: a questo

riguardo in particolare e' stata proposta l'ipotesi che il fenomeno luminoso possa avere lunghi tempi

di vita per il fatto di emettere energia a impulsi rapidi indistinguibili a occhio umano e non in modo

continuato, cosa che non potrebbe permettere il mantenimento prolungato di una struttura idrostatica

in equilibrio termico. Si e' presentata poi l'ulteriore possibilita' che il plasmoide possa contenere al

suo interno un mini-buco nero come forza nucleare di coesione e in questo contesto si sono proposte

tecniche utilizzanti un fascio laser con le quali si potrebbe tentare di misurare una eventuale

deviazione relativistica del fascio ad opera del campo super-gravitazionale del mini buco nero. Si

sono presentati inoltre calcoli preliminari vertenti i tempi di posa ottimali per ottenere dagli strumenti

il massimo rapporto segnale/rumore, la diminuzione o l'aumento previsti della luminosita' per

oggetti in fase di allontanamento o avvicinamento e il "match" richiesto tra velocita' angolari

dell'oggetto e velocita' angolare della piattaforma di puntamento radar-guidata.

NUOVE IDEE PER HESSDALEN

Immediatamente dopo la fine del Congresso, l'ing. Strand in collaborazione con il fisico tecnico dr.

Bjorn Hauge e con l'assistenza di laureandi in ingegneria elettronica e informatica hanno completato

il progetto di fattibilita' [1,2,6,7,15] per un nuovo set strumentale da utilizzare nell'immediato

futuro.

Inoltre il sottoscritto ha preparato, su richiesta dell'ing. Strand, una proposta [17] circa la

strumentazione e le strategie e le procedure dettagliate di misurazione necessarie per provare o

confutare le varie teorie proposte. A questo proposito l'autore ha preso in esame 18 teorie ed ipotesi,

includenti soprattutto quelle discusse al Congresso ma anche altre piu' recentemente prese in esame, e

ha pianificato 82 possibili procedure di misurazione.

Nell'ambito delle teorie alternative, quelle che seguono sono le proposte piu' interessanti.

1. La possibilita' che pacchetti di antimateria cosmica possano innescare il fenomeno. Si richiede in

questo caso la misura del livello di luminosita' diffusa del cielo in connessione con la misura analoga

del livello di onde acustiche, in contemporanea con un conteggio statistico a mezzo di videocamere

del numero di plasmoidi per unita' di tempo, nel contesto di un modello che prevede scoppi transienti

della luminosita' e del livello sonoro del cielo in concomitanza con processi di annichilazione in

atmosfera di anti-materia cosmica e di materia atmosferica generanti effetti ionizzanti localizzati.

2. La possibilita' che pacchetti di materia barionica cosmica possano innescare il fenomeno. Dal

momento che la materia cosmica oscura e' stata appena scoperta (MACHO) ci si aspetta che possa

essere presente anche nei pressi dello spazio circumterrestre sotto forma di nube periodicamente

intercettata dall'orbita terrestre; una sua interazione con la nostra atmosfera potrebbe innalzare il

livello di ionizzazione atmosferica che da' origine alle luci aurorali e, nel caso di strati atmosferici

sottili, potrebbe generare plasmoidi luminosi a bassa quota. A questo scopo si prevede uno studio di

correlazione tra l'intensita' della luce aurorale con appositi fotometri e il numero di plasmoidi

conteggiati fotometricamente in un'apposita' unita' di tempo.

3. La possibilita' che la caduta di meteoriti possa innescare il fenomeno in una stratosfera rarefatta.

Si invoca in questo caso l'uso di telescopi di tipo Schmidt puntati verso il radiante conosciuto per il

conteggio del numero di tracce meteoriche nell'unita' di tempo e, assunta la possibilita' che il

passaggio di un meteorite in atmosfera possa di fatto incrementarne il regime locale di ionizzazione

ed elettrostatico, si postula l'esecuzione simultanea di monitoraggio fotometrico per il conteggio del

numero di pasmoidi occorrenti nell'unita' di tempo e se ne cerca una correlazione.

4. La possibilita' che apparecchiature artificiali fatte dall'uomo possano innescare il fenomeno. Si

pensa alla possibilita' che aerei radar "Awacs" o apparecchiature "Elint" di sorveglianza elettronica,

in eventuale circuitazione sull'area interessata, possano innescare e/o potenziare il fenomeno

mediante l'emissione di microonde; a questo proposito si intende identificare mediante "data link"

con aeroporti il passaggio e il tipo di tutti gli aerei militari sorvolanti la zona; si intende inoltre usare

il radar stesso di terra come stimolazione diretta verso fenomeni luminosi gia' formati.

5. La possibilita' che aeronavi non terrestri e non luminose possano innescare il fenomeno di

plasmoide. Si intende in questo caso utilizzare camere IR per l'eventuale identificazione di oggetti

scuri dal carattere strutturato che si trovino in prossimita' di plasmoidi luminosi, misurare l'eventuale

emissione di microonde dagli oggetti scuri, verificare con la spettrografia che i plasmoidi siano

effettivamente in regime di alta pressione mediante misurazione dell'effetto di pressione dalla

larghezza equivalente delle righe di emissione, e con il monitoraggio fotometrico determinare il

tempo di vita dei plasmoidi; se plasmoidi ad alta pressione possiedono anche lunghi tempi di vita e se

le "macchine "scure emittenti micro-onde permangono in zona per un tempo tanto lungo quanto il

plasmoide stesso si avrebbe un'identificazione definitiva del radiatore esterno.

6. La possibilita' che alcuni degli oggetti luminosi o parzialmente luminosi siano macchine non

terrestri. In questo caso si intende effettuare a mezzo di fotometria una tomografia completa

dell'oggetto al fine di misurare la luminosita' per centimetro quadro, la luminosita' isofotale estesa su

tutta la superficie radiante, il gradiente radiale di luminosita' superficiale e la loro variazione

temporale su tutti i tempi scala, al fine di tentare una identificazione del sistema di propulsione; il

tutto unitamente ad analisi spettrografica della luce per misurare temperatura, composizione chimica e

regime di emissione termico o non-termico (si cerca infatti la "luce di sincrotrone"); misure

simultanee magnetiche ed EM a mezzo di un analizzatore multicanale di spettro completerebbero la

misura.

7. La possibilita' che i plasmoidi siano il punto di arrivo di canali di tipo "wormhole" da cui

fuoriescono macchine non terrestri. In questo ambito si considera il plasmoide come il foro di uscita

di un tunnel "wormhole "che potrebbe determinare un collasso gravitazionale a simmetria cilindrica

dell'atmosfera locale e con forte effetto termico, indotto da una tecnologia avanzata per percorrere a

mezzo di incurvamento dello spazio-tempo lunghe distanze siderali e/o extratemporali [10,19]; si

intende puntare il plasmoide con un fascio laser o Lidar al fine di studiare l'eventuale incurvamento

del fascio e monitorare il plasmoide fotometricamente al fine di conoscerne il tempo di vita;

successivamente con tutti gli altri mezzi si intenderebbe effettuare una rilevazione di tutto il cielo

circostante al fine di verificare se il "plasmoide-sbocco-di-tunne"l abbia eventualmente "partorito"

qualcosa dalle caratteristiche tecnologiche.

IL DIFFICILE CAMMINO DELLA RICERCA

Allo stato attuale l'avvento di una nuova direzione per ora poco interessata al fenomeno di Hessdalen

all' stfold College sembra voler bloccare o interrompere la ricerca in termini di supporto economico.

Ma forse dietro questo nuovo atteggiamento c'e' qualcun'altro ben piu' potente. Dei buoni propositi

emersi al Congresso di Hessdalen cosa resta? Resta che, come a tutti i congressi la maggior parte dei

partecipanti seppur illustri e' venuta per presentare semplicemente (peraltro molto competentemente)

il proprio lavoro senza comprendere a fondo le necessita' pragmatiche di uno scienziato tecnologico

come l'ing. Erling P. Strand interessato piu' a risolvere il problema contingente che alle chiacchiere e

ai virtuosismi eruditi. Resta a quanto sembra l'interessamento del prof. David Fryberger del "Linear

Accelerator Center" in USA il solo che ha consentito l'unico timido contributo in termini di fondi

tramite un interessamento presso la Hewlett-Packard USA e continua a seguire, lanciando commenti

spietati ma costruttivi, i nostri tentativi di arrampicare gli specchi con il solo uso del cervello.

Entrano in campo l'astrofisico Cristiano Batalli Cosmovici [4] dell'Istituto di Fisica Cosmica di

Roma e il radioastronomo Stelio Montebugnoli della Stazione Radioastronomica del CNR di

Medicina (BO) grazie ai quali nel periodo 18-22 maggio 1995 si e' svolto, a questo proposito, un

meeting presso la stessa stazione del CNR che ha coinvolto due scienziati norvegesi e due italiani. I

norvegesi, il prof. Erling Petter Strand del Dipartimento di Informatica ed Autromazione e il prof.

Bjorn Gitle Hauge del Dipartimento di Radio Ingegneria, entrambi dell' stfold College di Sarpsborg,

hanno presentato una grande quantita' di diapositive di ottima qualita' che mostrano il fenomeno

nella sua multiformita' e dinamica temporale assieme a dati particolamente interessanti che

descrivono le caratteristiche radar, radio e magnetiche del fenomeno.

In questo settore si innesta molto bene la competenza progettativa dell'ing. Stelio Montebugnoli,

organizzatore del meeting, il quale propone di applicare un analizzatore di spettro radio multi-canale,

capace di analizzare simultaneamente almeno centomila frequenze con una altissima risoluzione, al

sistema futuro di antenne. Antenne multi direzionali accoppiate probabilmente a parabolidi radar-

guidati del diametro di due-tre metri; in questo modo e' possibile conoscere con esattezza a quale

frequenza l'emissione radio raggiunge la sua massima ampiezza e permettere quindi un confronto

diretto con quei modelli teorici, come ad esempio il "vorton", che presentano precise predizioni

sperimentali ed e' possibile inoltre verificare l'evidenza di un eventuale spettro a righe originato da

processi di eccitazione innescati da addensamenti di plasma ionizzato in atmosfera.

Il sottoscritto ha inoltre presentato l'analisi computerizzata dei dati acquisiti dagli scienziati norvegesi

undici anni prima, dimostrando che una parte della fenomenologia, quella magnetica, radar e radio

(ampiezze), potrebbe essere stata effettivamente innescata dall'attivita' solare; resta invece oscuro il

motivo per cui il fenomeno luminoso stesso, la morfologia pulsazionale degli eventi magnetici e la

loro durata e infine la morfologia a "spike" degli eventi radio siano apparentemente estranei al Sole.

Solo future misurazioni, utilizzando la nuova piattaforma strumentale proposta da Strand e Hauge,

potranno forse dare una risposta conclusiva, confidando sul fatto che la nuova strumentazione sara'

enormemente piu' sensibile, potente ed efficiente di quella del passato e non richiedera' personale

osservativo in zona per il fatto che i dati potranno essere direttamente acquisiti su terminali remoti

utilizzando la rete Internet. Una piccola parte della nuova strumentazione, quella radio, e' tuttora

sottoposta a test di prova, il resto, peraltro gia' deciso, prima di diventare operativo attende fondi

adeguati: non molto, attorno al miliardo di lire.

La piccola comunita' di scienziati fisici di varia estrazione, fisici particellari, atomici del plasma,

astronomi, fisici tecnici, dedita alla ricerca del fenomeno luminoso e' pronto a lanciare la sfida e ben

disposta ad accettare la collaborazione dei colleghi interessati. E' invece molto meno disponibile a

prendere in considerazione asserzioni arbitrarie, dogmatiche e misticheggianti di quei sedicenti

"ufologi" che salvo minute ma validissime eccezioni cercano nel fenomeno , nonostante la loro buona

costruzione culturale, una risposta alle loro frustrazioni.

In conclusione la scienza e', per la sua natura galileiana, aperta a tutte le teorie ed ipotesi, purche'

queste siano verificabili sperimentalmente e riconducano a leggi, anche se tuttora sconosciute,

armonizzate dalla logica.

BIBLIOGRAFIA

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scienza" (pag. 244-245), descrivente la missione scientifica in Antartide degli astrofisici George

Smoot e Giovanni De Amici del Lawrence Berkeley Laboratory (USA) per il montaggio e l'utilizzo

di una piccola antenna per la misurazione della radiazione di fondo radio cosmologico a 2.7 øK,

viene riportata la detezione di un segnale radio transiente e inatteso, in tutto simile a quello di tipo

""spike"" registrato da Strand e collaboratori durante il "Progetto Hessdalen" 1984, che di fatto

suscito' la meraviglia dei due scienziati e che non pote' essere spiegata in modo soddisfacente.

(tratto da: "UFO - Rivista di informazione ufologica" n. 16, luglio 1995; (c) 1995 Centro Italiano

Studi Ufologici, casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011-3290279)