LA REGIONE LAZIO

di Stefano Innocenti

 

La regione laziale presenta caratteristiche geografiche piuttosto complesse. Nonostante l'etimologia del nome "Lazio" (dal latino latus e dal greco platus, cioè piano) infatti, essa comprende nella sua delimitazione attuale, una serie di rilievi montuosi, di zone pianeggianti, di vallate, di conche montane che ne fanno un'entità più amministrativa che geografica. Appartengono per esempio al suo territorio zone che per aspetti geomorfologici dovrebbero far parte di altre regioni: l'area dei Monti Volsini che è appendice geografica della Toscana; la campagna ad est di Orte che è in Umbria; l'alta vallata del Velino, che spetterebbe agli Abruzzi; la Terra di Lavoro con i monti Aurunci ed il golfo di Gaeta che dovrebbero far parte della Campania. Per contro, fa parte dell'Umbria la zona di orvieto, che geograficamente spetterebbe al lazio. Nei suoi confini attuali il territorio del Lazio (17.203 Kmq. di superficie con 5.037.255 abitanti; nona regione d'Italia in ordine di estensione) è costituito per il 20% da zone pianeggianti, per il 54% da rilievi collinari e per il 26% da montagne.

ESEMPI CASISTICI

54RM, 6 Novembre 1954

Verso le 11, il console Perego si trovava nel quartiere Tuscolano nei pressi di uno stabilimento di acqua minerale, mentre alzando casualmente lo sguardo, la sua attenzione fu colpita da alcuni puntini bianchi in movimento nel cielo azzurro. Altre persone intorno a lui videro lo stesso fenomeno. Per due ore i puntini che sembravano disposti in formazione, altissimi, ad ondate diedero spettacolo. Ad un primo gruppo di quattro oggetti in perfetta formazione a losanga, seguirono ad intervalli di 3 o 4 minuti, altre formazioni di quattro, sette, dodici unità, rispettivamente a losanga, a delta, ad angolo ottuso. Talvolta lasciavano dietro di sé una scia bluastra cortissima. Dopo circa mezzora gli oggetti erano ormai una cinquantina.

Verso mezzogiorno, proveniente da Ostia, una grossa 'squadriglia' di 20 oggetti si mostrò in formazione a V, mentre alo stesso tempo una formazione identica a questa apparve nel senso opposto. Le due formazioni si unirono per il vertice formando una grande X che ruotò su sé stessa per 270°, poi si staccarono ed assumendo una forma ondulata, scomparvero allontanandosi dopo alcune curve nel cielo. La manovrà durò circa tre minuti, e presumibilmente si svolse sulla verticale del Vaticano. Dal cielo iniziarono a cadere filamenti lunghi 8-10 metri, lucenti, simili a fili di ragnatela.

Nel frattempo altri oggetti continuavano ad apparire, in formazioni o in fila indiana. Il Perego raccontò che quando si incontravano in una stessa zona del cielo, al di sotto di loro si formava una alone bluastro che li nascondeva alla vista. Il tutto durò fino alle 13, quando si allontanarono definitivamente. Nonostante lo scalpore suscitato nei testimonie la portata e la durata dell'avvistamento, non ci furono altri testimoni.

VT CASO MANCINI

Il pomeriggio del 13 Gennaio 1979, intorno alle 16:30, l'agricoltore Mancini era intento a terminare il lavoro nel terreno di sua proprietà, situato presso il Km 12 della strada che collega Viterbo a Tuscania, il cielo si presentava coperto ed il buio serale era ormai prossimo, improvvisamente Mancini viene attirato da un forte bagliore di colore rossastro che si staglia a circa 400 metri da lui "... come quando si guarda la brace sul fuoco...grande quanto un pneumatico di trattore..." la luce era a pochi metri dal suolo, e velocemente la sua luminosità andava attenuandosi fino a spegnersi, fu allora che con grande stupore uquesto agricoltore intravide al suolo proprio dove si era spento il bagliore, una entità molto piccola (circa un metro di altezza) vestita di un abito bianco latte "...sembrava come quelli che vanno sulla luna..." che si muoveva goffamente; a questo punto il Mancini corre con l'auto ad avvisare due suoi nipoti che si trovano in un vicino ristorante, giunto sul posto mette al corrente del fatto i nipoti che decidono di seguirlo e a quel punto, il Mancini, risalito in auto, gira la chiave dell'accensione e sente uno scoppio forte e secco provenire dall'auto "...in quell'istante intuii che non avremmo più rivisto niente...". Il Mancini prova una seconda volta e l'auto riparte, ma tornati sul luogo iniziale non c'era più nulla.

74LT01 Latina 30/06/74 23:00 LN

Un testimone osserva un oggetto puntiforme color arancio chiaro che compie degli ampi giri circolari sul vicino aereoporto militare. Ogni tre giri l'ufo zigzagava e dopo una dozzina di giri in senso antiorario diviene intermittente e scompare. Durata totale 10 minuti.

73lt01 Lido di Latina 12/01/73 20:30 LN

Un gruppo di giovani astrofili osserva un oggetto sferoidale dalle dimensioni apparenti di poco inferiori a quelle della luna piena, che si avvicina da sud-est compiendo una parabola discendente; l'oggetto scompare in un bosco vicino la locale centrale termonucleare. Cielo limpido.

78RI07

Rieti 14/12/86 0re 6:30

Due infermiere dell'ospedale psichiatrico di Rieti, che si recavano al lavoro a bordo della propria autovettura, transitando all'altezza di Porta Cintia, la loro attenzione fu attratta da un oggetto luminoso, alto nel cielo. Erano le 6:30 circa. Si fermarono per meglio osservare l'oggetto che appariva di fronte a loro, in direzione del Terminillo. Fermarono altri passanti che confermarono quanto appariva ai loro occhi. L'oggetto, luminosissimo, bianco, di forma allungata sigariforme, apparentemente lungo 10 cm, era fermo e perfettamente orizzontale. Più tardi, dall'ospedale, le due, insieme ad altre colleghe poterono continuare ad osservare il fenomeno, finché decisero di telefonare all'aeroporto militare Ciuffelli. Il militare che rispose al telefono confermò di vedere l'oggetto, dichiarando di non poterlo seguire al binocolo a causa della forte luminosità dell'oggetto. Nel frattempo il fenomeno ridusse la luminosità, presentandosi puntiforme grande circa tre volte una stella. Venne osservato anche da un maresciallo della stazione meteo, che per mezzo di un teodolite rilevò le coordinate, lo spostamento dell'oggetto risultò essere di 0.25 gradi al minuto.

78FR02 Colfelice 10/08/78 23:40 LN

Due ragazzi di 15 e 14 anni osservano un oggetto volante strano con due fasce laterali gialle appena visibili. Scomparve in una montagna dove si trovava una ampia cava dopo una breve sosta a mezz'aria. Era di forma circolare od ellittica e di grandezza doppia rispetto ad una stella di prima grandezza. Aveva un colore arancione e procedeva velocissimo da est ad ovest con un movimento perfettamente orizzontale fino a che non scomparve nella predetta cava, discendendo a foglia morta. Fu osservato per dieci minuti alla distanza di circa un chilometro.

UFOLOGIA ED UFOLOGI NEL LAZIO

Non è un caso se il primo famoso 'ufologo' italiano è vissuto ed ha agito a Roma. Il console Vincenzo Perego, figura che ha ampiamente impersonato l'ufologia italiana negli anni 50 e 60. Una figura importante per aver mosso acque a livello politico, poiché era un console, ambasciatore etc.., per aver fondato il CISAER, Centro italiano per lo studio della aviazione elettromagnetica, in questo modo definita l'ufologia di allora. Si lasciò purtroppo traviare dalle idee politico-religiose che fece sue, forse a causa del clima terribile di guerra fredda di quei giorni: ogni avvistamento veniva vagliato alla luce di un avvenimento politico o religioso. Ad esempio il giorno della croce di "dischi volanti" sulla capitale venne giustificato come avvertimento per l'incontro che quei giorni si stava svolgendo tra krushev e eisenhower. Il CUN ebbe sempre vita difficile a Roma, l'enorme ricambio di persone che si interessano di ufologia e la mancanza di uno stimolo forte nella maggior parte di ufofili, provoca una non troppo felice evoluzione della ufologia a Roma. Si alternano figure trainanti come D'Orazio, Gallo, Cingolani, che però sfociarono in un eccesso di protagonismo, almeno per gli ultimi due, che alla fine sfaldarono l'unione tra gli ufologi romani. Dalla scissione del cun e la nascita del cisu, sono stati banditi i protagonismi, permettendo di lavorare al riparo dai facili sensazionalismi ma con risultati che pensiamo siano tangibili. Per esempio l'aver stilato il catalogo degli avvistamenti laziali (CARLA) il catalogo degli effetti elettromagnetici (EMCAT) la creazione di una banca dati telematica (U-LINK), l'avvio di attività rivolte al grande pubblico, quale uno spazio sul servizio telematico della SIP (VIDEOTEL), una messaggeria vocale computerizzata (DIALOGA)...tutto ciò è sicuramente servito ad allontanarci dai sedicenti ufologi sensazionalisti tanto cari ai romani che in passato hanno farneticato dalle tv private i loro messaggi contattistici tanto dannosi al nostro lavoro.

Nel Lazio oltre ai centri già citati hanno lavorato centinaia di gruppi di ricerca tra cui ricordiamo l'Ufo-shado di D'Orazio, Documenti Ufo di Pigliucci, l'OSU ora virato in CIDA a Frosinone, il CRUP di Rieti e tanti altri quali CIIR, Fenomeni sconosciuti, CRUNC e molti altri.

Purtroppo, alla passione associativa dei pochi soci delle sedi laziali,(Roma, Viterbo, Rieti), non sembrano unirsi l'enorme quantità di interessati all'argomento, o semplici curiosi, che per un semplice calcolo delle probabilità, dovrebbero nascondersi in una zona con quasi quattro milioni di abitanti. La forma mentis dell'italiano del centro Italia, probabilmente rifugge alle associazioni ed all'impegno costante in questo ambito. Diverse persone ci hanno contattato ma ben poche sono andate oltre alla frase "se succede qualcosa chiamatemi...", e così si resta in pochi, fortunatamente buoni, a barcamenarci tra mostre fotografiche, piccole conferenze, interviste a giornalisti che cercano il marziano, e quando possibile anche una sana inchiesta investigativa. La ricerca di una sede rasenta poi la leggenda metropolitana: Qualche anno fa riuscimmo ad affittare un locale umido ma centrale, che riuscimmo, con enormi sforzi economici, ad adibire a punto di ritrovo per qualche mese, quindi, dopo che i nuovi adepti scoprirono che forse bisognava tirare fuori qualche liretta, da bravi uomini in nero sparirono senza lasciare tracce. Ora ci incontriamo.nei locali di una società pubblicitaria e di li tiriamo avanti fino al giorno in cui qualcuno di noi vincerà al totocalcio.

ABRUZZO

GEOGRAFIA DELLA REGIONE

L'Abruzzo eccetto che per una fascia costiera caratterizzata da colline digradanti verso l'Adriatico, è una regione prettamente montuosa. Il rilievo appenninico, qui costituito da tre catene parallele che tendono ad avvicinarsi verso il gruppo della Meta, comprende i massicci più elevati ed affascinanti dell'intera dorsale appenninica: il Gran Sasso d'Italia che con il monte Corno raggiunge 2914 metri e la Maiella con il monte Amaro, metri 2795. L'Abruzzo marittimo e quello montano presentano climi diversi: Infatti, mentre la zona nord-orientale è caratterizzata da temperature tipicamente mediterranee, quella sud-occidentale registra inverni molto più freddi e lunghi, oltre a frequenti nevicate.

LA CASISTICA UFOLOGICA

Gli avvistamenti in questa zona sembrano avvenire di solito in zone di villeggiatura, o meglio sulla costa. Spesso sono proprio i villeggianti provenienti da altre regioni, ed in particolar modo da Roma, i testimoni di tali esperienze. Di contro, sono accaduti interessantissimi incontri ravvicinati nelle zone montagnose, come al solito con bassa densità abitativa.

I casi che però fecero risaltare la casistica abruzzese, risalgono al '78 con i ripetuti avvistamenti in mare che tanto scalpore provocarono sulle pagine dei giornali. Che si tratti di zone 'particolari', basta parlare con la gente di mare per rendersene conto: piccoli maremoti, riflessi radar particolarissimi, incontri con cetacei e squali grandi ma innocui e altro che fa parte del folklore marinaro. Nella cultura contadina, ricca di streghe e folletti, sono poi numerosi gli incontri con umanoidi minuti, forse un richiamo al 'piccolo popolo'.

ESEMPI CASISTICI

AQ

78AQ37, 20/12/78, notte, Campotosto

Alcuni radioamatori, mentre stavano mettendo a punto i loro apparecchi, videro una "forte luce globulare" che stazionò per qualche attimo al loro zenit. L'oggetto illuminò la campagna circostante per poi scomparire a sud-est, verso le cime del Gran Sasso. Gli osservatori furono turbati da un senso di malessere e le loro apparecchiature radio cessarono di funzionare.

CH

78CH95, 16/12/78, 02:30, Francavilla

Un abitante di un vecchio stabile, dove pure ha il negozio di pompe funebri, nel far ritorno a casa su di un motorino, stava percorrendo un stradina tra lo stadio ed il torrente Alento. Ad un tratto notò due occhi che descrisse "con occhietti tondi e piccoli, le braccia dietro la schiena; uno di costoro pareva avesse la mascella un po' storta; le loro gambe erano rigide come bastoncini, per mancanza delle ginocchia, le caviglie erano prive di ossicini. Erano vestiti con una tuta bianco argentea che sfumava nel verde con i loro strani calzoncini alla zuava, sotto al quale si vedeva una specie di calzettone. Intorno alla testa portavano una calzamaglia, che aderiva al mento e nascondeva le orecchie; sulla sinistra appariva una piccola piuma od altro ad essa rassomigliante". Avevano l'aria di volersi prendere gioco di lui, che tentò, inutilmente, di offrire loro una sigaretta. Infine, producendo un lampo verdastro ed accecante, scomparvero.

PE

27/04/61, 14:00, Pescara

Ad noto giornalista mentre percorreva la SS 16 Adriatica, si fermò il motore della automobile. Dato che non era la prima volta che gli succedeva una cosa simile, iniziò a controllare il motore, mentre il suo sguardo fu attirato da un punto oscuro che, sul mare, oscillava stranamente sotto le nubi verso sud-est, che si ingrandiva gradualmente mostrandosi come un oggetto di forma ellittica con due piccole ali triangolari ed un timone verticale triangolare anch'esso. Il colore era grigio-opaco e non riflettava luce, procedendo in silenzio a bassa velocità arrestandosi di qualche attimo di quando in quando. Altri due oggetti scuri poco diversi dal primo si avvicinarono ed oscillarono di fronte al testimone che scattò svariate fotografie. Nel frattempo l'aria sembrò surriscaldarsi dando una sensazione di oppressione. Infine dopo l'emissione di lampi da parte degli oggetti che sembravano dirigerli verso di lui, sparirono in lontananza.

TE

77TE23, 16/04/77, Notte, Cologna spiaggia. IR 1

Al largo del paese, da un piccolo peschereccio, un marinaio, dopo aver scorto un forte bagliore, vide scendere dal cielo delle "barre luminose" che, descrivendo un'ampia traiettoria e muovendosi in formazione, scesero velocissime scomparendo nel mare. Le "verghe infuocate" si tuffarono in mare all'orizzonte, non di punta, ma orizzontalmente. Prima di scomparire assunsero un colore scuro come di "ferro nella brace". Queste barre luminose che avevano l'apparente spessore del diametro della luna, apparivano ad occhio nudo distanti tra loro pochi millimetri. La mattina dopo il mare apparve agli sguardi dello stupefatto equipaggio con strane striscie rosse e parallele distanti un centinaio di metri l'una dall'altra e lunghe circa un chilometro. L'acqua sembrava ribollire a causa di infiniti rettangolini e quadratini argentati che comparivano ad una ventina di centimetri sotto il livello del mare. Per qualche giorno, i marinai di questa ed altre imbarcazioni che si trovavano in quella zona di mare, accusarono notevoli disturbi come mal di testa, stanchezza ingiustificabile ed escoriazioni cutanee che furono assai difficili e lunghe da eliminare.

CB

3/04/48, 06:35, Fara di Cigno (CB)

Un autista del servizio pubblico mentre aspettava i passeggeri che dovevano arrivare con il treno delle sette alla stazione, osservò nel cielo terso, una cosa circolare "come un ombrello aperto senza manico" di colore arancione luminoso che procedeva da est ad ovest ad una velocità di circa 60 chilometri orari.

Sembrava dirigersi verso una collina poco distante, dove si fermò al di sopra di essa. Il fenomeno emetteva luci e riflessi multicolori oltre ad un fascio di luce bianchissima che si muoveva a raggiera ben visibile nonostante la luce del sole. Al testimone si unì anche il capostazione, ed entrambi percepirono un senso di calore quando il raggio si dirigeva verso di loro. L'oggetto aveva una forma circolare come una scodella rovesciata con nella parte superiore una specie di coppa che sembrava trasparente, al cui interno vibrava una luce argentea.

Dopo un paio di minuti dal suo centro uscì una misteriosa figura antropomorfache calò verticalmente senza scosse fino a toccare terra. Sembrava una specie di fantoccio alto circa un metro e mezzo rivestito da una tuta rigida dai riflessi di metallo e grossi guantoni con due tondi oblò al posto degli occhi. Dopo poco tempo, mentre i testimoni si stavano avvicinando, il "robot" venne risucchiato lentamente indietro e quindi il disco oscillò un po' e ripartì con la stessa velocità con la quale era arrivata.