AUTO BLOCCATA? SI', FORSE
Un interessante e controverso incontro ravvicinato con effetti fisici in Liguria
Indagine di Paolo Fiorino e Matteo Leone
L'avvistamento E' venuto a conoscenza del Centro Italiano Studi Ufologici il 5 febbraio 1994, quando alla segreteria telefonica torinese arriva un messaggio di un giornalista della redazione di Imperia del quotidiano Il Secolo XIX.
Richiamato il giorno stesso, il giornalista ci ha fornito una breve descrizione di un interessante caso avvenuto pochi giorni prima: un UFO avrebbe bloccato l'autovettura di un rappresentante di commercio (che chiameremo Antonio, 27 anni) nei pressi di Taggia (IM).
Il giornalista aveva appreso dell'avvistamento la mattina di mercoledi' 2 febbraio, recandosi per lavoro in Questura, ed aveva quindi intervistato il testimone per un articolo poi pubblicato sullo stesso giornale, ma voleva sapere se si trattava di un fatto unico o se c'erano precedenti.
Dopo alcuni contatti telefonici preliminari con il testimone, subito dichiaratosi disponibile, la nostra indagine si E' svolta sui luoghi stessi dell'avvistamento il giorno 12 febbraio.
I fatti si sarebbero verificati lungo la Strada Statale 548 (valle Argentina) a circa due chilometri dal paese di Badalucco, poco prima di un ponte che collega la strada alla regione Fraitusa. La zona (nell'entroterra della provincia ligure di Imperia) E' montagnosa, isolata e con poche abitazioni. La vegetazione circostante E' costituita in prevalenza da ulivi e vigneti. Sono presenti tralicci elettrici.
L'AVVISTAMENTO
Martedi' 1 febbraio '94. Sono le ore 20.34: il testimone, che E' sicuro di questo particolare perch poco prima ha guardato l'orologio digitale posto sul cruscotto della propria auto (Volkswagen Golf GTD), sta tornando verso Imperia da Diano Marina, dove si E' recato per lavoro. Poco prima si E' fermato da un elettrauto a Taggia per farsi sostituire la lampadina di un faro dell'automobile.
Improvvisamente, dopo una curva, le luci dell'auto si spengono e poco dopo anche il motore si ferma "facendo due scoppi a vuoto (...) come se al motore non arrivasse piu' gasolio". Sceso dall'auto senza neppure provare a riavviare il motore, il testimone apre il cofano anteriore, per dare un'occhiata. E' pero' molto buio e la strada in quel tratto non E' illuminata, per cui decide di prendere la torcia elettrica che ha nel baule posteriore. Ma neppure questa si accende, nonostante le batterie siano state sostituite da poco! Ripostala allora su un sedile, ritorna davanti all'auto, dove c'E' il cofano aperto e cerca, "un po' a tentoni" di capire cosa possa essere successo, senza risultato. Nel frattempo nessun altro autoveicolo transita lungo la Statale.
Ad un tratto il giovane E' investito da una "luce", posta sulla sua verticale, che illumina a giorno unicamente e completamente sia lui che l'auto. E' molto intensa e chiara, pero' non da' fastidio alla vista tanto che la puo' tranquillamente fissare. Stupefatto e "pietrificato" da quanto sta accadendo, istintivamente porta le mani sul cofano dell'autovettura, alza la testa e ha modo di osservare, ben visibile, una specie di "scritta" o "simbolo" che apparentemente da' l'impressione di proseguire lungo lo "scafo" di una sagoma oblunga ed enorme che si sta librando a pochi metri di altezza sopra di lui, occupando quasi tutto il cielo visibile fra le pareti della vallata. Sebbene "quest'affare non [sia] ben definito", da' l'impressione che sia una "cosa solida... non una fantasia" e dotata di "contorni", come un "sigaro" o una "palla da rugby".
Stando alle valutazioni di Antonio, l'UFO poteva essere lungo 150-200 metri, e trovarsi a circa 20 metri di altezza, sulla verticale del torrente Argentina che fiancheggia la Statale.
Oltre alle due luci che illuminano sia lui che l'auto, formando un raggio a tronco di cono, Antonio nota altre luci che girano in senso orario lungo il supposto perimetro dell'UFO, simili alle luci degli spot o delle discoteche, e che si accendono e spengono di continuo.
Il testimone ci ha anche riferito di aver percepito, durante l'esperienza, un rumore simile a quello prodotto dalle pale di un elicottero, ma molto piu' cupo e assordante.
Dopo un periodo di tempo che il testimone non riesce a quantificare con precisione (forse un minuto, un minuto e mezzo) "quest'affare" spegne i due fari puntati verso terra, e parte via in diagonale, in direzione nord-ovest, facendogli avvertire come un risucchio d'aria che pero' non lo solleva n lo smuove, ed inoltre come un sibilo molto fastidioso "di frequenza medio-alta", simile a quello prodotto dagli ultrasuoni, che dava quasi l'impressione di essere una sorta di linguaggio incomprensibile ("come sentire delle voci").
Dopodich, mentre il testimone si trova ancora fuori dell'auto, il motore, che era stato lasciato con la marcia in folle e il freno a mano tirato, riprende spontaneamente a funzionare! Contemporaneamente alla messa in moto, si riaccendono tutte le luci, le spie del cruscotto, l'autoradio (che era accesa) e l'orologio digitale, che risulta pero' azzerato, mentre la trasmissione sull'autoradio, sempre sintonizzata sulla medesima frequenza, rimarra' disturbata da scariche per tutta la durata del percorso fino a casa.
Dopo essere ripartito ed aver percorso circa 150-200 metri, il giovane incrocia un'auto che procede dalla direzione opposta, ma il cui conducente non sembra aver notato nulla.
Il testimone fa velocemente ritorno a casa, dove lo aspetta la moglie, che solitamente lo accompagna sul lavoro, ma che quel giorno era invece rimasta a casa, perch raffreddata.
E' frastornato e molte cose gli "passano per la testa", non ultima la possibilita' che possa aver sognato il tutto o essere stato vittima di un'allucinazione. Giunge alla propria abitazione trafelato ed agitatissimo. Si fa consegnare dalla moglie un foglio ed una penna, con cui butta giu' uno schizzo delle "scritte" osservate, e poi le racconta il tutto.
Sul momento decidono di non raccontare la cosa in giro, per non fare brutte figure presso amici, parenti e compaesani. Dopo una notte insonne, pero', il giorno seguente il testimone si rivolge, mentre si sta recando al lavoro, alla Questura di Imperia per denunciare l'accaduto. L'agente di guardia (un uomo) si sarebbe limitato a prendere alcuni appunti (non sapendo lui stesso, a detta di Antonio, come ci si dovrebbe comportare in simili frangenti). Non risulterebbe, di conseguenza, alcun verbale o deposizione firmata.
Fin qui i fatti direttamente correlati alla straordinaria esperienza che Antonio avrebbe vissuto la sera del 1 febbraio 1994.
Fin dal primo momento E' stato chiaro che c'erano tutte le premesse per un caso di eccezionale interesse: un incontro ravvicinato con sensazionali effetti elettromagnetici su un autoveicolo, un possibile tentativo di "contatto", effetti fisici transitori percepiti dal testimone; ed inoltre la scritta sulla pancia dell'UFO e (come vedremo fra breve) perfino alcuni fatti insoliti o manifestazioni collaterali di natura paranormale.
EFFETTI ELETTROMAGNETICI?
Ci trovavamo in particolare di fronte ad un caso da manuale di presunti effetti elettromagnetici (EM) sull'auto: motore, fari, autoradio, orologio elettronico e torcia elettrica.
A differenza di una gran parte dei casi con effetti EM, qui l'effetto sull'autoveicolo avrebbe preceduto l'avvistamento dell'UFO. Cadeva quindi la classica obiezione che il blocco dell'automobile potesse essere stato inavvertitamente causato dal testimone, sotto choc per la presenza dell'UFO.
A nessun lettore sara' sfuggito quello che probabilmente E' il dettaglio piu' sconcertante dell'intero caso: il motore dell'automobile sarebbe ripartito automaticamente senza l'intervento del testimone! Ecco in altre parole uno di quegli eventi UFO che gli studiosi americani qualificano come: self-starting engines. Ignoriamo quale meccanismo possa essere alla base di un simile effetto, e non siamo neppure certi che si tratti di un fenomeno reale, data la scarsita' della casistica disponibile. I meccanici e gli elettrauto interpellati in proposito reagiscono con incredulita' a resoconti su motori che partono da soli, perch a motore spento, non basterebbe certo il ritorno della corrente elettrica per riavviare il motore senza azionare manualmente il motorino di avviamento.
Finora sono state condotte poche ricerche per sviluppare modelli in grado di spiegare i casi di effetti UFO-EM su autoveicoli. Tra le ipotesi proposte abbiamo: campi magnetici, microonde, ionizzazione dell'aria, ecc. Ma come ci riferisce l'ufologo americano Mark Rodeghier: "tutte queste ipotesi vanno incontro a dei problemi, o perch la carrozzeria metallica dell'auto dovrebbe costituire uno schermo per i campi magnetici, o perch i testimoni dovrebbero riferire di effetti, dovuti alle microonde o alla ionizzazione , che di solito non si riscontrano, oppure perch E' difficile capire come sia possibile che tutti i sistemi di un'auto siano influenzati simultaneamente".
I casi relativi a motori che partono automaticamente ci pongono poi di fronte a enigmi ancora maggiori. Inutile dire che le ipotesi formulate sono ancora insoddisfacenti e carenti di conferme empiriche. Quello dei self-starting engines E' un aspetto del fenomeno UFO che, anche al di la' del caso di Badalucco, sarebbe pero' scorretto trascurare. Dei 441 casi con interferenze UFO su veicoli a motore, contenuti nel catalogo mondiale di Mark Rodeghier [1], sono 21 (circa il 5% del totale) quelli che riguardano motori ripartiti da soli.
Altro aspetto rilevante da notare E' che l'autoveicolo coinvolto ha un motore diesel. La ragione della rilevanza di questo particolare non E' tanto di natura meccanica quanto di natura statistica, per due diverse ragioni.
In primo luogo fra i 441 casi del citato catalogo di Rodeghier, solo uno ha avuto per protagonista un motore diesel: un caso spagnolo del 1974. In realta' dal 1981 ad oggi sarebbero emersi altri due o tre casi, ma il fenomeno rimane comunque estremamente raro. Ancora piu' rari sarebbero i casi di motori diesel che ripartono da soli. Prima di Badalucco non ne risultava nessuno. Una ricerca d'archivio ci ha portati a scoprirne forse un secondo, verificatosi a Brescia il 6 dicembre 1978 [2], ma la sostanza non cambia di molto.
In secondo luogo, esistono in casistica degli avvistamenti che dimostrerebbero esplicitamente che gli UFO agiscono in modo differente nei confronti di motori a benzina o diesel. Fra questi abbiamo il famoso (sebbene mai inchiestato) caso italiano "dei due trattori" verificatosi a Traversone (FE) il 10 novembre 1954, nel quale, in presenza di un UFO, due trattori a benzina si bloccarono mentre un terzo con motore diesel continuo' a funzionare regolarmente. [3] Altro noto esempio E' il caso avvenuto il 5 novembre 1967 a Fordingbridge, nell'Hampshire (Inghilterra): il motore e le luci di un'auto sportiva, modello Jaguar, smisero di funzionare in prossimita' di un UFO. Un camion Leyland a motore diesel sopraggiunto nell'altro senso di marcia non ebbe invece alcun inconveniente. Il caso E' stato indagato dall'associazione ufologica inglese BUFORA e dal Ministero della Difesa (MoD). [4]
Sulla base di questi due casi, nella letteratura ufologica E' frequente leggere che i motori diesel sembrerebbero "immuni" dall'azione degli UFO. Ma E' davvero cosi'? In presenza di UFO, c'E' davvero una differenza di comportamento tra motori a benzina e diesel? La risposta E': non lo sappiamo. I casi noti sono troppo pochi, forse addirittura solo quelli citati, per poterne desumere costanti generali.
Tuttora non E' possibile affermare su basi statistiche una costante azione differenziata in funzione del tipo di motore, come risulta anche dal riquadro dedicato a quest'argomento, tanto piu' che i casi con effetti su veicoli a motore non sono poi moltissimi (alcune centinaia, su scala mondiale).
NON FINISCE QUI
L'incontro ravvicinato con l'UFO della Statale 548 E' in realta' solo uno dei fatti incredibili di cui Antonio sarebbe stato testimone.
Qualche sera dopo l'avvistamento, precisamente il 10 febbraio, il giovane si sarebbe svegliato all'improvviso, in un bagno di sudore, con la sensazione di non aver dormito nulla. Aveva inoltre l'impressione di essere osservato da "qualcuno" o "qualcosa". Non riuscendo piu' a riaddormentarsi, si alzo' dal letto, si reco' nell'attiguo salotto e alzo' la tapparella della finestra che si affaccia sulla strada. Fuori pioveva. Nel frattempo anche il suo cagnolino, alzatosi insieme a lui, cominciava a correre ringhiando per la casa, "come se fosse impazzito" (comportamento tipico di quando sente qualcuno avvicinarsi, dalle scale, alla porta dell'alloggio). Come d'incanto il televisore, che era spento, si accese (sullo schermo era unicamente visibile l'"effetto neve") per poi rispegnersi dopo qualche secondo, senza che nessuno avesse azionato il telecomando posto sul tavolino. Esterrefatto da quanto accaduto, Antonio non pot far altro che pensare che anche questo strano episodio potesse essere collegato alla precedente esperienza ufologica.
Un'altra sera, una o due settimane prima dell'avvistamento, il testimone e la moglie, che stavano andando a letto, sentirono, quando ormai erano sotto le coperte, un rumore inaspettato: il suono di un asciugacapelli. Del loro asciugacapelli. Recatosi in bagno, Antonio scopri' che, stranamente, era acceso, con l'interruttore in posizione "on". Dopodich, come ci ha riferito lui stesso, "non ho fatto nient'altro che spegnerlo".
Dall'intervista, E' poi risultato che il testimone aveva avuto in precedenza altre esperienze ufologiche: nel 1983, quando assistette, assieme ad un amico, alle "incredibili" manovre aeree di un oggetto luminoso; e nel 1990 quando, in compagnia di un cugino, osservo' due "belle luci tonde" in concomitanza ad un black out. Entrambi gli avvistamenti si sono verificati in provincia di Ferrara.
E' infine interessante aggiungere che, nel corso della sua attivita'-passione di radioamatore, ad Antonio E' successo di captare dei segnali radio (in codice binario?) che avevano apparentemente le caratteristiche di messaggi provenienti dall'esterno, a suo parere possibili segnali intelligenti di origine extraterrestre.
DUBBI SUL TESTIMONE
Premettiamo che le indagini sul caso di Badalucco sono tuttora in corso, e che non E' stata trovata finora una spiegazione conclusiva di quanto emerso. In effetti sono stati fatti pochi passi avanti e non sappiamo neppure se nella direzione corretta. Cio' E' dovuto non solo alla natura intrinseca degli avvenimenti descritti, ma anche alle difficolta' incontrate per parlare nuovamente con il testimone e, soprattutto, all'indefinibile sensazione degli inquirenti che anche un maggior dispendio di energie, tempo e denaro, per verificare taluni aspetti cruciali, non ci avrebbe portato molto lontano. E' comunque possibile tentare un primo bilancio.
Nonostante le nostre aspettative iniziali, nel corso dell'inchiesta il caso ci E' parso sempre meno convincente, per piu' di un motivo.
Non E' tanto il fatto che non esistono prove collaterali che confermino la versione dei fatti cosi' come ci E' stata fornita da Antonio: in effetti non abbiamo riscontrato sul luogo dell'avvistamento alcun tipo di traccia anomala; l'automobile, l'autoradio, la torcia elettrica e l'orologio non sembrano aver subito danni o decise alterazioni nel funzionamento; una banale verifica, consistente nel controllare l'orientamento dell'ago di una bussola posto in corrispondenza di vari punti dell'autoveicolo, ha dato esito negativo; non sono emerse testimonianze indipendenti; non esiste neppure alcun rapporto scritto da parte di Carabinieri, Polizia o altri enti competenti. [5] Ma fin qui niente di strano: E' una situazione tipica di una buona parte della casistica ufologica.
Come sempre E' quindi di importanza decisiva una valutazione sull'attendibilita' del testimone, a maggior ragione in un caso come questo, che ne ha uno solo. E qui sorgono i problemi.
E' infatti valutazione comune degli inquirenti che Antonio non possa essere considerato un testimone del tutto attendibile.
Antonio E' apparso avere una personalita' altamente suggestionabile ed emotiva (anche se apparentemente razionale e distaccata). Ciononostante, sia nel corso dell'intervista che durante il sopralluogo il testimone, contrariamente a quanto avviene di solito soprattutto nei casi di "incontri ravvicinati", e nonostante fossero passati solo pochi giorni dall'avvistamento, non E' sembrato essere n emozionato n frastornato, non dando affatto l'impressione di rivivere un'esperienza straordinaria e sconvolgente.
Inoltre la testimonianza E' risultata pesantemente inquinata dall'interesse di Antonio per il fenomeno UFO, interesse di molto superiore alla media e gia' precedente la sua esperienza: libri, videocassette, letture varie, amicizie, serate di osservazione del cielo (sky-watch), programmi televisivi, ecc. Assertore convinto della natura extraterrestre del problema UFO, nel corso dell'intervista sono emerse in maniera chiara e piu' che evidente attese e convinzioni tipiche dei "credenti".
Una prima ipotesi esplicativa potrebbe quindi essere che il testimone abbia visto effettivamente un fenomeno di natura piu' o meno convenzionale: ad esempio il tipico effetto luminoso sulle nubi di fari da discoteca, che in quegli stessi giorni e in quella zona hanno effettivamente causato alcune altre segnalazioni pseudo-ufologiche, anche se molto meno eclatanti; oppure l'improvvisa comparsa a bassa quota di un elicottero; e che il vissuto di un avvistamento inaspettato, contemporaneamente all'improvviso blocco dell'apparato elettrico della sua auto e al contesto d'isolamento nel buio della vallata, sia stato suggestionato dalle sue conoscenze/credenze ufologiche, associate alle sue attese.
D'altra parte questa ipotesi sembra incongrua rispetto alla portata del fenomeno descritto, che richiederebbe delle deformazioni piu' che consistenti nel passaggio tra l'osservazione e la testimonianza.
E' invece opinione degli inquirenti che la soluzione del caso vada cercata in un'altra direzione, soprattutto per il comportamento del testimone. In effetti il testimone aveva sia le conoscenze sul fenomeno UFO (avendo letto e visto molto in proposito) sia l'opportunita' (essendo assente la moglie) per poter del tutto inscenare una storia almeno parzialmente verosimile.
Perch Antonio si sarebbe dovuto inventare una storia cosi' complicata? Il testimone non ha richiesto soldi e tantomeno si E' rivolto direttamente ai giornalisti (sebbene non abbia affatto disdegnato il loro, come il nostro, interessamento per la vicenda). Una certa pubblicita' non sembra interessarlo piu' di tanto e, nel suo paese di attuale residenza, di fatto si sente "estraneo", "forestiero". Ragioni di natura psichiatrica sembrano da escludere. Non si puo' invece escludere del tutto una certa sorta di protagonismo, come emerso nel corso dell'intervista. A questo proposito non E' da sottovalutare la frequente impressione di un suo disagio nei nostri riguardi, derivante forse da una disillusione delle sue attese (ufologo=credente). Ma E' sufficiente per etichettare il caso come falso?
LA TESTIMONIANZA
Per chiarire i dubbi degli inquirenti E' bene aggiungere qualche commento anche su altri aspetti dello scenario riferitoci dal testimone.
Per quanto riguarda il fenomeno osservato, suscita qualche perplessita' il fatto che la luce che investiva il testimone non gli ha impedito di notare delle scritte su quello che lui ha definito lo "scafo", cosi' come il fatto che, nonostante le enormi dimensioni dell'oggetto, le sue luci molto alla Spielberg, i fasci luminosi puntati verso il testimone, nessun altro nella zona abbia visto qualcosa.
Il "simbolo" visto da Antonio, di cui ha tracciato uno schizzo la sera stessa dell'avvistamento, contiene una certa somiglianza con altri simboli, presumibilmente di origine extraterrestre, riportati in un libro sul fenomeno del contattismo [6], guarda caso in possesso del testimone. Questo dato potrebbe essere interpretato a sostegno della genuinita' del suo avvistamento, ma anche a supporto della tesi di una sua montatura.
Per quanto riguarda il "sibilo di medio-alta frequenza", con sovraimpresso una sorta di linguaggio incomprensibile, da lui percepito in presenza dell'UFO, va notato il parallelismo con alcuni casi (in particolare quello di Gulf Breeze) recentemente riportati nella letteratura ufologica [7]. E guarda caso Antonio aveva in casa proprio l'unico libro italiano sugli UFO nel quale il caso di Gulf Breeze E' stato riferito [8]. Di piu', E' proprio su una pagina bianca di tale volume che il testimone E' andato, la sera dell'incidente, ad eseguire uno schizzo dell'oggetto avvistato! La "contaminazione" da letteratura ufologica sembra fin troppo evidente.
Vi E' un altro particolare, bench apparentemente banale, che puo' assumere una connotazione non indifferente nella valutazione del caso: a suo dire, il testimone non avrebbe neppure provato a riaccendere il motore prima di scendere dall'auto, comportamento che dovrebbe invece risultare automatico e spontaneo, tanto piu' che l'UFO non si era ancora manifestato. Come interpretare tale omissione? Semplice distrazione? Reazione impropria dovuta allo stupore? Un dettaglio mancante - per distrazione o superficialita' - in un racconto inventato di sana pianta?
Segnaliamo poi un'apparente contraddizione circa l'agente di Polizia che ha raccolto la testimonianza. A questo proposito, il prof. Bino Bini, direttore dell'Osservatorio meteorologico di Imperia, ci ha riferito che quel giorno era di servizio in Questura una sua parente, agente di P.S., la quale avrebbe raccolto la deposizione di Antonio (che a noi ha sempre parlato di un agente uomo) ed avrebbe consigliato al testimone di rivolgersi proprio all'osservatorio; consiglio che, di fatto, non E' stato seguito.
Quanto ai fenomeni di natura paranormale descritti dal testimone, sono troppo vaghi per poterli collegare inequivocabilmente all'avvistamento, senza contare che si potrebbero benissimo congetturare spiegazioni piu' prosaiche (ad esempio il cane che, saltellando per la casa, avrebbe potuto premere con le zampe un tasto del telecomando e accendere la TV).
E DUNQUE?
Confusione con qualche oggetto convenzionale, genuino fenomeno inesplicato o montatura? Gli inquirenti propendono per la montatura, considerando lo scarso coinvolgimento emotivo del testimone, la mancanza di testimonianze indipendenti a fronte delle dimensioni spaventose del fenomeno, uno scenario che fa acqua da piu' parti, la consistente contaminazione ufologica del testimone gia' prima dell'avvistamento.
Si sono inoltre verificati, ad articolo ormai quasi completato, nuovi sviluppi che non solo farebbero ulteriormente pendere la bilancia dalla parte della montatura, ma che, se confermati, la spaccherebbero del tutto. Non possiamo entrare nei dettagli in questa sede, essendo l'indagine ancora in corso. Basti riportare che, stando al testimone, si sarebbe verificato un interessamento al caso da parte di autorita' militari straniere, con tanto di indagini, interviste e sopralluoghi durati circa un mese, rilevamenti di radioattivita' ambientale, interrogatori in stato di coscienza alterata, in uno scenario fantascientifico e ben poco credibile, che avvicinerebbe l'avvistamento di Badalucco agli aspetti piu' controversi del noto caso di Fornacette (PI) del 1966. [9]
Antonio ci ha poi recentemente fornito ulteriori dettagli, su punti focali dell'avvistamento, in palese contraddizione con sue precedenti affermazioni, ed ha affermato un insolito coinvolgimento di altri studiosi che, da noi interpellati, hanno smentito perfino di essere stati a conoscenza del testimone e del suo avvistamento.
In conclusione, un caso eclatante e potenzialmente interessantissimo, che pero' dopo indagine risulta basato su un unico testimone, poco affidabile ed attendibile.
Non ci E' pero' possibile offrire al lettore una conclusione certa circa la natura della testimonianza di Antonio. Se E' un IFO non abbiamo ancora trovato l'esatta causa n dimostrato come uno stimolo convenzionale possa essere stato trasformato in uno spettacolare incontro ravvicinato con effetti elettromagnetici. Se invece - come gli inquirenti ritengono piu' probabile - si tratta di una montatura, di un racconto cui non corrisponde alcun avvistamento reale, ci manca - se non la confessione - perlomeno il movente.
Ci fermiamo qui, dopo aver esposto la testimonianza, i risultati finora acquisiti nell'inchiesta, i dubbi e le impressioni di chi ha seguito l'indagine. Crediamo che ognuno possa trarre da s le proprie deduzioni.
NOTE
[1] Mark Rodeghier, UFO Reports Involving Vehicle Interference, CUFOS, Evanston 1981.
[2] Gian Paolo Grassino e Paolo Mercuri, "Casistica italiana - Il 1978: un anno di avvistamenti", su Ufologia n. 2, aprile 1979, pp. 39-40, caso n. 122, e su Notiziario UFO n. 91, dicembre 1979, p. 47, caso n. 347.
[3] Autori Vari, UFO in Italia - L'ondata del 1954, Tedeschi, Firenze 1980, caso 219/U, pp. 339-343.
[4] Autori Vari, Vehicle Interference Project, BUFORA, Londra 1979, caso 181, pp. 44 e M. Rodeghier, op. cit., p. 28.
[5] Aggiungiamo inoltre che non c'E' stato nessun interessamento, neanche in seguito alla pubblicazione della notizia sui giornali locali, da parte della locale stazione dei Carabinieri e, in effetti, il caso non sarebbe giunto a conoscenza del 2ø Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica, come ci E' stato confermato con lettera inviataci il 17 marzo 1994.
[6] Roberto Pinotti, UFO - Contatto Cosmico, Mediterranee, Roma 1991.
[7] Edoardo Russo, "Il caso di Gulf Breeze", su UFO n. 7, giugno 1989, pp. 22-28.
[8] Roberto Pinotti, Visitatori da altrove, Rizzoli, Milano 1990, pp. 400.
[9] Autori Vari, UFO in Italia - Il periodo 1955-1972, UPIAR, Torino 1990, caso 96/U, pp. 141-157.
MA IL DIESEL E' DIVERSO?
di Stefano Innocenti
E' sempre stata convinzione diffusa in ufologia che gli effetti elettromagnetici degli UFO sugli autoveicoli non avessero alcun effetto sui motori diesel.
Questa convinzione forse non E' cosi' fondata.
Se si considerano i dati delle autovetture circolanti in Italia (fonte: ACI) per il periodo 1981-1990, risulta che il numero di autoveicoli diesel E' gradualmente aumentato dal 4% al 13% circa del totale; se ne deduce che nei decenni precedenti tale percentuale dovesse essere inferiore al 4% del parco auto. Ne consegue che una probabilita' molto maggiore di avere un incontro ufologico da parte di chi conduce un'auto a benzina rispetto a un'auto a gasolio.
Un discorso a parte meritano gli autocarri e gli altri veicoli commerciali, che al contrario sono prevalentemente con motore diesel (70-80% in base ai dati ACI del decennio considerato) e per i quali la casistica di motori bloccati da UFO E' effettivamente molto scarsa. Occorre considerare la netta prevalenza degli incontri ravvicinati nelle ore notturne, quando il traffico commerciale E' quasi assente, e l'altrettanto netta prevalenza di tali avvistamenti lungo strade secondarie. Anche per quanto riguarda gli autocarri, quindi, considerazioni statistiche potrebbero bastare a spiegare la loro apparente "immunita'" agli effetti EM ufologici.
Negli ultimi anni, poi, l'evoluzione dell'elettronica ha portato a un suo utilizzo crescente nella dotazione delle auto, cosi' che se fino a qualche anno fa il funzionamento delle automobili diesel dipendeva da circuiti elettrici molto meno delle vetture a benzina, oggi tra controlli, spie, pompe e iniettori ci si E' avvicinati moltissimo.
A questo punto il vero problema E': qual E' (e da cosa dipende) la probabilita' di un'auto di bloccarsi in concomitanza di un avvistamento UFO? I pochi studi compiuti in proposito sembrano non aver trovato alcuna correlazione con la distanza e con la posizione del fenomeno UFO rispetto al veicolo e al tipo di effetti subiti (blocco motore, spegnimento fari, disturbi su autoradio, ecc.). Come capita spesso in ufologia, non si E' insomma approdati ad un risultato concreto, forse anche perch si tratta di un insieme relativamente piccolo di avvistamenti.
Per quanto riguarda il diverso comportamento dei motori a benzina e a gasolio, pero', forse si trattava soltanto di un falso mito.
BIBLIOGRAFIA
Donald Johnson, "Distance and Duration Parameters of the Ignition-Interference Effect", su Proceedings of the Scond CUFOS Symposium, Chicago 1981, pp. 123-168
Patricia McMahon, "Searching for Patterns in EM UFO Sightings", su New England UFO Newsletter n. 26, settembre 1982, pp. 9-20
Donald Johnson, "The Effect of Position and Distance in UFO Ignition Interference Cases", su Journal of UFO Studies vol. 3, 1983, pp. 1-8
Donald Johnson, "UFO Car Pursuit: Some New Patterns in Old Data", su 1989 MUFON UFO Symposium Proceedings, pp. 136-146
Stefano Innocenti E' responsabile del progetto EMCAT, relativo alla catalogazione dei casi italiani di effetti prodotti dal fenomeno UFO.
Tratto da 'UFO - Rivista di informazione ufologica' n. 15, gennaio 1995, semestrale a cura del Centro Italiano Studi Ufologici, Casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011-329.02.79