RECENSIONI LIBRARIE

UFO: UN MITO CONTEMPORANEO?

Ovnis: vers une anthropologie

d'un mythe contemporain

a cura di Thierry Pinvidic

Ed. Heimdal, Baigneux 1993, 576 pagg.

Nel momento in cui tornano ad uscire numerosi libri che contribuiscono a rendere piu' oscuro l'enigma degli UFO, questo volume non offre una veloce fuga dalla dura realta' quotidiana ma vuol essere al tempo stesso serio, completo e d'effetto, anche se il titolo e il tipo di approccio rischiano peraltro di non essere in sintonia con il semplice appassionato di UFO.

Sotto la direzione di Thierry Pinvidic, 23 autori di sei diversi paesi (Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti) ci rendono partecipi delle loro specialita', tracciando un quadro completo dei fondamenti della credenza ufologica. E' quindi ben diverso dalle solite produzioni librarie confezionate alla svelta, che ci rimpinzano di misteri fasulli in fotocopia.

Come precisa Thierry Pinvidic nell'introduzione, la lettura di OVNI: vers une anthropologie d'un mythe contemporain puo' far risparmiare diversi anni di inutili speculazioni sugli UFO, i casi "inattaccabili", i rapimenti alieni e gli extraterrestri che sarebbero gia' tra noi.

La trentina di capitoli (576 pagine) E' suddivisa in cinque parti: Costruzione e de-costruzione della stranezza; Qualche problema di metodologia; Gli approcci psicologici e sociologici; La prospettiva storica; L'antropologia del mito extraterrestre.

Alcuni capitoli sono piuttosto descrittivi o addirittura singole inchieste, mentre altri contengono riflessioni piu' teoriche. Ci si trovano esplorati in dettaglio gli argomenti piu' diversi: dalla prima segnalazione di Kenneth Arnold all'ondata sovietica del 1989 e quella belga del 1990; dai casi ritenuti classici ai deliri ummiti; dai fuochi fatui ai cerchi nei campi di grano inglesi; dall'uso talvolta sconvolgente dell'ipnosi a quello non meno rischioso delle statistiche; dalla considerazione degli aspetti umani della testimonianza alla demistificazione del caso di Cergy-Pontoise; dalle storie di dischi volanti precipitati alle tracce lasciate dagli UFO; dalla percezione sociale delle anomalie allo studio degli ufologi stessi; dal discredito per alcuni pretesi avvistamenti tratti dal folklore europeo della stregoneria, a quelle rinvenute nella tradizione dell'antica Cina; dagli UFO nella savana del Gabon all'irruzione di una mitologia moderna nella societa' industriale, dai rapimenti alieni in America alla produzione cinematografica con riferimenti ad extraterrestri. Tutta la tematica ufologica viene quindi passata in rassegna. infine, gli amatori di libri di riferimento apprezzeranno la presenza di un indice analitico e di una meticolosa bibliografia commentata della letteratura ufologica in lingua francese (252 riferimenti), a cura di Claude Maug‚.

La maggior parte degli autori (Dominique Caudron, Bertrand M‚heust, Michel Monnerie, Thierry Pinvidic, Jacques Scornaux, Paolo Toselli) fa parte della corrente che Pinvidic definisce "scetticismo pragmatico" e che i soliti retrogradi continueranno a denigrare come "neo-ufologia socio-psicologica", tanto piu' che fino a questo momento l'approccio del fenomeno UFO sotto l'angolo delle scienze umane E' stato spesso mal compreso perch‚ mal conosciuto. Ma non si tratta di un libro scettico, si resta aperti all'ignoto, ci sono inchieste senza una conclusione certa. E non mancano i contributi di altri coautori di orientamento piu' "ortodosso" (Michel Bougard, Hilary Evans, Michel Figuet) o interventi di studiosi neutri (Fr‚d‚ric Dumerchat, Pierre Lagrange, Ronald Westrum).

Non si trovano molte idee veramente nuove e parecchi testi sono gia' stati pubblicati su riviste specializzate. Ma uno dei meriti del libro E' proprio quello di aver riunito opinioni e studi finora dispersi.

Nel capitolo delle conclusioni, Pinvidic scrive: "Dal banale allo straordinario, dalle spiegazioni semplici all'inspiegato (non necessariamente inesplicabile), pensiamo di aver illustrato i considerevoli problemi che pone l'analisi dei diversi avvistamenti UFO, la grande complessita' dell'argomento e il suo incontestabile interesse scientifico. Abbiamo anche tentato di dare un'idea delle sue dimensioni psicologica, sociologica, storica ed etnologica". Proprio tale obiettivo dichiarato di questo libro sembra anch'esso un po' superato. Non sembra piu' cosi' decisivo sforzarsi di dimostrare al mondo universitario che esiste attorno agli UFO un'attivita' intellettuale di buona levatura. L'ufologia ha ormai sufficiente rispettabilita' in quanto studio di una credenza contemporanea da poter costituire l'oggetto di testi di laurea in scienze sociali sulle parascienze o sulla cultura di massa.

Il libro ha una sua storia curiosa. Commissionato anni fa da un direttore editoriale di una prestigiosa collana, il progetto venne messo da parte, e Pinvidic si diede da fare fino a trovare un nuovo editore (Heimdal), senza preoccuparsi che quest'ultimo fosse specializzato in testi militari e in tradizioni normanne. Il che ha fatto si' che un libro come questo, non sensazionalistico, non abbia la diffusione che meriterebbe e risulti pressoch‚ introvabile nelle librerie. Un peccato per questa che E' veramente una summa dell'argomento UFO senza pari in lingua francese.

Jean-Louis Brodu

(da Ovni-PrE'sence, dicembre 1993)

RECENSIONI LIBRARIE

GEPAN/SEPRA: LA VERSIONE UFFICIALE...

OVNIS - La science avance

Jean-Claude Bourret & Jean-Jacques Velasco

Laffont, Parigi 1993, 230 pagine

Scritto su iniziativa di Jean-Jacques Velasco [si veda la nostra intervista apparsa sul n. 11], responsabile del SEPRA (Servizio di Analisi dei Fenomeni di Rientro Atmosferico, in seno al Centre National d'Etudes Spatiales francese) in collaborazione col noto giornalista televisivo Jean-Claude Bourret (di cui E' il quinto libro ufologico), questo volume proclama forte e chiaro il cambiamento di atteggiamento che sta finalmente producendosi in seno alla comunita' scientifica: E' ormai possibile interessarsi al fenomeno UFO senza farsi accusare sistematicamente di occuparsi di paranormale. A condizione di restare seri e prudenti.

Dopo un breve richiamo dei principali fatti avvenuti dal 1947, gli autori analizzano con metodo gli eventi del 5 novembre 1990 [l'ondata europea di avvistamenti dovuti al rientro di un razzo vettore sovietico, ma che numerosi ufologi francesi insistono a considerare invece veri e propri UFO], scorticando i fatti, smontando il meccanismo di diffusione della voce. Sono anche evocati altri casi recenti interessanti, talvolta spiegati, talvolta no.

Viene dedicato un capitolo ai grandi casi non francesi: UMMO, Voronezh, l'ondata belga. Le conclusioni (provvisorie) non mancano di interesse, cosi' come le ipotesi e gli interrogativi suscitati dal fenomeno. Anche le implicazioni filosofiche che ne derivano, sono considerate, e gli autori arrivano a pubblicare l'opinione della Chiesa sul problema del battesimo di eventuali extraterrestri.

Gli autori non hanno paura di considerare le ipotesi extraterrestri per suggerire una spiegazione ai fenomeni che resistono alle analisi piu' approfondite, tanto piu' facilmente oggi che la tecnologia mette le stelle quasi alla nostra portata. Per affrontare questo aspetto, pero', si nascondono dietro il paravento della fantascienza, indice forse che certe autorita' scientifiche ben piazzate non sono state ancora toccate dal rinnovamento di pensiero di cui si diceva. Resta l'impressione che gli autori avrebbero voluto dire di piu', ma alla fine... vabb‚, sara' per un'altra volta.

Un'opera al tempo stesso ottimista, seria, chiara e facilmente comprensibile che non si puo' semplicemente classificare nella lunga lista di pubblicazioni inutili, destinate ad ammassare il massimo di quattrini alle spalle di chi ci vuol credere. Al contrario il libro andrebbe messo nelle mani di ogni scienziato che si rispetti. Si tagliano le ali di qualche anatra zoppa ma si suggeriscono anche piste audaci per tentare di spiegare i fenomeni che restano accompagnati da un grande punto interrogativo.

Peccato pero' che Bourret si tiri esageratamente addosso tutta la copertina (del libro): il suo nome E' in caratteri piu' grandi e c'E' perfino la sua foto, mentre sembra che il suo ruolo si sia ridotto a mettere in bella forma i dati e le idee di Jean-Jacques Velasco. Necessita' di promozione commerciale, probabilmente.

Jacques Antoine

(da Inforespace, agosto 1993)

... E QUELLA UFFICIOSA

OVNI: les verit‚s cach‚es

de l'enquete officielle

Robert Roussel

Albin Michel, Parigi 1994, 350 pagine

Ci sono libri che passano ed altri che restano. Questo di Robert Roussel fara' senza dubbio parte di quelli che rappresenteranno qualcosa negli anni a venire, uno di quei libri che migliorano col tempo. In circa 350 pagine l'autore ci porta nelle "verita' nascoste dell'inchiesta ufficiale sugli UFO", ovvero ci si trova sprofondati dietro le quinte del Gruppo di Studio dei Fenomeni Aerospaziali Non-identificati (GEPAN) oggi divenuto Servizio di Analisi dei Fenomeni di Rientro Atmosferico (SEPRA). Coloro che cercano i segni di un qualunque machiavellismo governativo resteranno con le pive nel sacco, perch‚ come mostra Robert Roussel non c'E' una verita' ma una miriade di piccole cose che furono il GEPAN. Allo stesso modo, E' una folla di cose che hanno fatto del gruppo di studio del non identificato un servizio di analisi dei rientri atmosferici.

L'autore risponde cosi' a un certo numero di domande, ad esempio perch‚ Poher se n'E' andato? Chi era veramente il suo successore Alain Esterle, e quali furono le sue competenze? Chi componeva il consiglio scientifico che tirava veramente le fila? Spiega con precisione quale fu la posta (politica, economica e scientifica), e pure l'implicazione del GEPAN/SEPRA in diversi affari, poco conosciuti, ed infine la lenta ma sicura sconfessione del SEPRA e di un Jean-Jacques Velasco che sarebbe in qualche modo "lasciato andare" dalle sue autorita' di tutela e tutti gli sforzi del quale sarebbero tesi al mantenimento della struttura.

Se Roussel sembra avere una buona conoscenza di quel che E' successo nelle sfere ufficiali, non cosi' pare per la ricerca ufologica stessa, con la quale - soprattutto a partire dagli anni '80 - l'azione del GEPAN/SEPRA si mescola.

Si potrebbe criticare a lungo l'inefficienza del GEPAN/SEPRA sul piano della ricerca UFO: Robert Roussel spiega la cosa da un punto di vista strutturale. Si', il SEPRA non E' quello che era il GEPAN. Si', sembra proprio che ci sia stata una deriva dalla missione che gli era stata attribuita. Si', il SEPRA non sembra piu' in grado di svolgere il compito che era del GEPAN. In fin dei conti, se ne esce con l'impressione che Velasco E' incastrato tra la sua "voglia di credere" ed il suo mandato ufficiale ridotto alla sua espressione piu' semplice, poich‚ - si sa benissimo - il Centre National d'Etudes Spatiales non ha nessun bisogno del SEPRA per sapere dove si trovano i suoi satelliti. Se ne ricava infine l'amara impressione, ascoltando il capo del SEPRA e leggendo il libro di Roussel, che ci sia ben poca questione di metodo.

Secondo Roussel, alle dosi omeopatiche attuali, e tenuto conto dei problemi di struttura descritti nel libro, il SEPRA non puo' fare niente di buono, ma neppure alcunch‚ di male, e non si vede come Velasco potrebbe assumere una dimensione europea. Mi permetto di ricordare che l'argomento standard delle autorita' francesi E': fin tanto che il SEPRA esiste, tocca a lui fornire la risposta ad ogni domanda o richiesta; in quanto tale, il SEPRA E' stato ed E' in Francia, e sarebbe in Europa, un ostacolo ad ogni avvicinamento ufologi/autorita'.

Perry Petrakis

(da PheRECENSIONI LIBRARIE

L'ONDATA BELGA - SECONDA PUNTATA

Vague d'OVNI sur la Belgique - 2

Une ‚nigme non r‚solue

a cura della SOBEPS

SOBEPS, Bruxelles 1994, 480 pagine

Il 14 aprile scorso, diversi quotidiani hanno ripreso un breve trafiletto sull'ondata belga, segnalando che la SOBEPS aveva raccolto 1500 avvistamenti. I giornali italiani non l'hanno precisato, ma fonte della notizia era il lancio pubblicitario del secondo volume che la Societ‚ Belge d'Etudes des Ph‚nomE'nes Spatiaux ha pubblicato sui casi dell'ondata. Riportiamo una recensione del libro.

Quando si E' saputo che la SOBEPS aveva deciso di pubblicare un seguito al libro Vague d'OVNI sur la Belgique, non pochi si sono chiesti se non si trattava del noto sport di tirare il filo "ricco" finch‚ si rompe, tipo Lo squalo 7 o Rambo 3.

La lettura di questo secondo volume (sottotitolo: Un enigma irrisolto) togliera' ogni dubbio: c'era parecchio materiale per fare un seguito, e non mancano sorprese.

Certo non si cambia una ricetta valida. Al capitolo 1 si trova quindi, a firma di Lucien Clerebaut, la Cronaca di un'ondata, lunga sequenza di testimonianze che mischiano avvistamenti aneddotici con incontri ravvicinati che ogni ufologo sognerebbe capitassero nella sua zona. Lo stesso vale per il capitolo dedicati ai Casi diurni. Pagine che hanno in ogni caso il merito, riprendendo gli eventi dove li avevamo lasciati, di smentire che gli avvistamenti siano cessati dopo la fine della Guerra del Golfo, come E' stato detto da alcuni, e di mettere in evidenza ulteriori ondate di testimonianze fino al 1993!

Ma dal primo al secondo volume il cambiamento di tono E' netto, per piu' di una ragione. E' subito Isabelle Stengers, docente di storia e filosofia della scienza alla Libera Universita' di Bruxelles, ad esprimere quello che potrebbe divenire la principale frustrazione dell'associazione belga. Si sa che la proposta al Parlamento Europeo di costituire una commissione ufologica ufficiale ha avuto la sua origine proprio nell'ondata di avvistamenti belgi e nello sforzo della SOBEPS di coinvolgere i pubblici poteri. E' quindi evidente la delusione davanti alla contro-proposta di Tullio Regge, che raccomanda di limitarsi a un ampliamento di ruolo del SEPRA francese. "Si tratta n‚ piu' n‚ meno di una confisca del problema e, piu' che probabilmente, di un suo seppellimento con tutti gli onori", scrive la Stengers. Sentimento che sembra condiviso dal fisico L‚on Brenig nel suo capitolo Prospettive per un'ufologia scientifica. Certe illusioni sarebbero evidentemente solo tali davanti ad una futura ed ipotetica ricerca ufologica ufficiale, nella quale alla SOBEPS non sembrerebbe riservato alcun posto.

Cambiamento di tono anche da parte dell'altro fisico, Auguste Meessen, che nel dodicesimo capitolo (Avvistamenti, analisi e ricerca) adotta un linguaggio radicalmente opposto a quello che lui stesso usava nel primo volume. I rilevamenti radarici non identificati da parte dei due caccia F-16 la notte del 30-31 marzo 1990? Si passa da "ogni ipotesi diversa da quella degli UFO E' esclusa praticamente al 100%" a "E' ora ragionevole ammettere che gli echi radar rilevati erano legati a grandi masse di aria umida, aventi una particolare struttura interna". E queste "bolle di convezione" sarebbero anche all'origine degli avvistamenti di vari punti luminosi effettuati dai gendarmi belgi a terra, quella stessa sera, a mo' di specchi deformanti che hanno indotto i testimoni a prendere per UFO delle stelle. Anche a questo proposito, dopo aver affermato nel primo volume che bastava un semplice controllo delle coordinate per "far crollare l'ipotesi astronomica", il volume 2 ci informa che "un insieme di argomenti convergenti sembra quindi indicare che i gendarmi hanno osservato eccezionali effetti di rifrazione atmosferica." Questo capitolo E' senz'altro il punto piu' debole dell'intera opera.

Sempre in tema di cambiamenti, si notera' il capitolo UFO e si-dice, nel quale proprio in base alle indicazioni di Patrick Ferryn ha portato gli inquirenti a considerare e alla fine accettare l'ipotesi che l'oggetto filmato da Marcel Alfarano a Bruxelles il 31 marzo 1990 fosse un semplice aereo di linea. E siccome un'altra ipotesi di Ferryn, secondo la quale un dirigibile, probabilmente militare, avrebbe potuto ingannare i testimoni di alcuni casi belgi, E' stata ripresa da Jean-Claude Bourret e Jean-Jacques Velasco nel loro libro OVNIs: la science avance, ora l'autore si sforza di convincerci che le sue erano semplici supposizioni.

Non possiamo citare tutti e dodici i capitoli, ma merita segnalare ancora quello di Marc Valckenaers sulla coerenza delle numerose testimonianze raccolte dalla SOBEPS, e quello (sempre di Patrick Ferryn), sui risultati dell'analisi della foto del triangolo volante a Petit-Rechain, che illustra la copertina di entrambi i volumi: l'autore da' la parola anche a chi E' convinto che si tratti di un trucco (l'ufologo Wim van Utrecht, lo scienziato Andr‚ Lausberg) e presenta i tentativi di riproduzione dell'effetto. Da segnalare le conclusioni del prof. Marc Acheroy, della Scuola Reale Militare: "L'ipotesi che si tratti di un falso non puo' essere scartata (...) ma fino a questo momento E' stato impossibile dimostrarlo, a differenza di altre foto sottoposteci dalla SOBEPS"; e quelle del francese Fran‡ois Louange, esperto di interpretazione fotografica: "Non c'E' trucco e il testimone ha realmente fotografato un oggetto materiale in cielo."

Questo secondo volume dell'Ondata UFO sul Belgio dovrebbe fare felici un po' tutti: per quelli convinti della realta' dei triangoli volanti osservati nella piccola nazione europea, i nuovi avvistamenti costituiranno altrettante conferme; ma anche gli scettici razionalisti non tarderanno a procurarsi questo libro, indispensabile. Gli eventi belgi sono di tale portata, qualunque sia il significato che gli si vuol dare, che nessuno potra' ignorare questo nuovo volume, che fornisce veramente il polso della situazione.

Renaud Marhic

(da PhenomE'na, maggio-giugno 1994)

Tratto da 'UFO - Rivista di informazione ufologica' n. 15, gennaio 1995, semestrale a cura del Centro Italiano Studi Ufologici, Casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011-329.02.79