I PALLONI SONDA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

di Renzo Cabassi

PALLONE SONDA? SI'...

Molte segnalazioni UFO sono finite miseramente, ma giustamente, sotto questa etichetta di

identificazione.

Di palloni sonda se ne lanciano parecchi, nel corso dell'anno, ad orari prestabiliti, generalmente al

mattino e al tardo pomeriggio, alcuni di notte, se utilizzati nel monitoraggio meteo. Sono lanci

soggetti a "notam "di servizio, ovvero informazioni precise sul momento di lancio, la direzione

presa, le circostanze di vento, ecc. inviate alle varie stazioni e operatori alla sicurezza al volo. Inoltre,

appunto perche' possono rappresentare un pericolo per aerei civili e militari, i lanci sono seguiti

strumentalmente per tutta la durata di volo del pallone, durata che spesso viene ben definita a priori,

per, appunto, non "perderlo" di vista. Negli Stati Uniti addirittura elicotteri e fuori-strada tengono

sotto controllo, guidati dalle stazioni di rilevamento, ogni fase del volo.

I palloni non sono oggetti lanciati e lasciati a se stessi, anche se non e' ipotizzabile la loro traiettoria.

Per alcuni, anzi, l'obiettivo primario a loro affidato e' quello di non perdere il carico trasportato. Cio'

particolarmente per quei palloni utilizzati per esperienze scientifiche ad alta quota che portano appesa

della strumentazione sofisticata e obbligatoriamente da recuperare. Per questi, quindi, non solo un

controllo di volo, ma anche procedure di limitazione del medesimo (durata di volo di tre o quattro ore

al massimo, oppure distruzione del pallone ad una certa altitudine, ovvero tutte e due i sistemi).

Occorre sapere anche che con il termine "pallone sonda" si e' spesso parlato di palloni di dimensioni

abbastanza grandi utilizzati per portare in quota strumentazione per esperimenti, specialmente nel

campo delle radiazioni cosmiche. Piu' numerosi negli anni scorsi (ora si preferiscono i satelliti

artificiali) questi lanci hanno provocato sicuramente molte segnalazioni entrate nei nostri archivi. Di

questi palloni, numerosi erano lanciati dalla base sui Pirenei francesi di Aire-sur-Adour e, molti di

questi, paradossalmente, facevano parte di programmi di ricerca italiani, e piu precisamente

bolognesi. Nel 1966, uno di questi giunse proprio su Bologna, suscitando l'interesse dei bolognesi

che, anche se per ben poco tempo, gridarono al "disco volante". Piu' sorpresi di tutti i ricercatori del

gruppo del prof. Domenico Brini che si videro arrivare sulla testa il "loro "pallone!

Non bisogna poi trascurare che i palloni hanno limiti fisici di altitudine raggiungibile (quelli piu

sofisticati e di grandi dimensione 40/50.000 metri), di velocita' (non elevate e difficilmente

costanti), di visibilita a occhio nudo (non sempre legata alle dimensioni, ma piuttosto alle circostanze

perche' la superficie possa riflettere la luce del sole).

Su questi tre punti, in particolare, dobbiamo spesso giocarci l'identificabilita' delle nostre

segnalazioni, in special modo per quanto concerne le circostanze indispensabili alla riflessione della

luce solare sulla loro superficie.

Il perche' e' semplice: siamo di fronte a due ben quantificabili informazioni. Ovvero accertato l'orario

di segnalazione, possiamo determinare se a quella longitudine e latitudine era possibile osservare un

pallone illuminato dalla luce del sole.

Tra i palloni che piu' hanno incrementato la casistica ufologica, in special modo degli ultimi

trent'anni, ci sono certamente quelli lanciati dai Pirenei. La loro forma tetraedrica e' gia una buona

base per suscitare oltre che l'interesse anche un certo allarme negli osservatori. Lanciati in due

campagne distinte, una primaverile e l'altra autunnale, quest'ultima e' sempre stata la piu' importante

per le segnalazioni UFO in Italia, poiche' in questo periodo i venti di quota hanno direzione ovest-est,

permettendo quindi a questi vagabondi superleggeri di sfuggire ai controlli e, anziche' cadere nel

centro della Francia, trascinarsi fin dopo le Alpi (si spera dopo aver lasciato cadere il loro costoso

bagaglio di sofisticati strumenti) nella pianura Padana, ma anche in altre regioni. Forse anche piu in

la', sulla Jugoslavia (ora "ex" Jugoslavia), ad esempio, dove non mancano segnalazioni di oggetti

triangolari, definiti dalla stampa degli anni '70 palloni o oggetti spionistici, ovviamente "made in

USA". [*]

Qualche (forse poche o pochissime) segnalazione UFO pare, pero', sia finite ingiustamente per essere

identificate come pallone sonda.

E allora? L'apparenza non e' evidenza.

Se una serie di dati confermano una ipotesi ma un'altra serie di dati la smentisce e' evidente che

dobbiamo ragionare in special modo su questi ultimi, e non gettarli via solo perche' non aderiscono al

modello che abbiamo prefigurato. La teoria popperiana della falsificazione, anzi, tende quasi a dare

piu' enfasi ai dati che contrastano l'ipotesi che a quelli che la confermano. Non valgono nemmeno

pretese questioni di "economicita' "metodologica, ispirate al credo insegnato ad Oxford dal monaco

francescano Guglielmo di Occam (1290-1349), che dalla sua filosofia e dalla sua teologia traeva la

certezza che bisognasse eliminare tutte quelle entita astratte utilizzate dai pensatori medioevali per

studiare la natura. Il "rasoio di Occam", cosi' come viene conosciuto il metodo proposto dal monaco

inglese, tende a togliere di mezzo le creature fantastiche che popolano il mondo delle esperienze

umane, ma non i dati scomodi che falsificano inopinatamente l'ipotesi, la teoria o la spiegazione.

Nel caso preso in esame da Marco Orlandi abbiamo vari orari in gioco di cui, almeno un paio,

assolutamente precisi e documentati: l'ora di partenza della esercitazione aerea, e l'ora di atterraggio

di Dante Golinelli e degli altri piloti presenti sulla scena (ovvero l'ora di termine dell'operazione).

Abbiamo poi due orari relativamente imprecisi e approssimativi: quello in cui e iniziata, da terra,

l'osservazione dell'oggetto (primo pomeriggio o, addirittura, tarda mattinata) e quando tale

osservazione non e' stata piu visibile, sempre da terra (alla sera e, addirittura, la notte).

Ma soffermiamoci sugli orari sicuri, quelli d'inizio e di fine dell'esercitazione a cui partecipo

Golinelli: 16.55-18.35.

Le 18.35 e' l'ora sicura e registrata (desunta dal libretto di volo di Golinelli), in cui l'F-84F e'

atterrato. Il fenomeno era ancora visibile da terra a quell'ora, cosi riportano le testimonianze che

vanno anche oltre parlando di una permanenza di ancora 2 o 3 ore dell'oggetto luminoso in cielo! Ma

limitiamoci all'ora documentata, le 18.35.

"Quel giorno il sole tramontava alle 17.34 a Piacenza (longitudine 9.41.33 E, latitudine 45.3.8 N) e

quindi ci troviamo circa un'ora dopo il tramonto. L'oggetto, inoltre, si trovava sulla perpendicolare

della base, quindi a pochi gradi dallo zenit, se non allo zenit. Tutte condizioni queste che, per

permettere ai raggi solari di illuminare l'oggetto, ci portano a stabilire una quota minima per lo stesso

di circa 150/200 chilometri. Quota che lievita ulteriormente se accettiamo le affermazioni che anche

dopo le 19.30 si poteva vedere l'oggetto luminoso in cielo: due ore dopo il tramonto e, quindi,

secondo i calcoli che e' possibile fare, oltre 900 km di altezza. E via cosi': piu' si e' distanti dal

tramonto, piu' aumenta la quota a cui si doveva trovare l'oggetto."

Siamo a quote orbitali che nessun pallone e' in grado di raggiungere. Ci riuscirono, e le superarono,

gli storici satelliti della serie ECHO (dai 1.030 ai 1.687 km rispettivamente per ECHO 2 e ECHO 1,

con velocita attorno ai 30.000 km/h), ma si trattava di mezzi particolari con una ingegnerizzazione di

tipo astronautico.

Queste incongruita' dei dati, che ipotecano, al momento, l'ipotesi del pallone, sono riscontrabili ed

evidenziabili unicamente se in sede di esame non applichiamo alcun metodo di banalizzazione delle

informazioni, ovvero non accettiamo l'esclusione, dall'esame, del dato che si discosti dalla norma.

Ovvero il dato ci obbliga a considerare altre ipotesi di identificazione e, quindi, ad un riesame del

caso. E molti casi, classificati identificati come palloni sonda, dovranno essere riesaminati se l'ora di

osservazione si posizionera' oltre mezz'ora dal tramonto.

Del resto, impegnati come siamo nello studio dei fenomeni UFO, e l'anomalia che andiamo ad

analizzare, nel tentativo, mai facile e sicuro, di una possibile spiegazione "normale "ad aventi

anomali.

[*] Renato Vesco, "Dalla Jugoslavia: gli UFO e la CIA", su "Clypeus" n.40, giugno 1972, pagg. 1-3

(tratto da: "UFO - Rivista di informazione ufologica" n. 16, luglio 1995; (c) 1995 Centro Italiano

Studi Ufologici, casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011-3290279)