Top secret USA

 

I PIU’ RECENTI RILASCI DI DOCUMENTI DA PARTE DEI MILITARI

DI MATTEO LEONE

 

 

Chicago. 18 gennaio 1965.

Jacques Vallée: «Cosa ne pensi delle voci secondo le quali il Blue Book è solo una copertura, e ci sarebbe da qualche parte un altro progetto di ricerca?».

«Beh, con l’enorme budget che questo paese sta spendendo per lavori classificati, - rispose J. Allen Hynek - sembrerebbe quasi impensabile che non ci sia un progetto segreto sugli UFO. Ma io non salterei troppo affrettatamente a questa conclusione».

«Ricorda - aggiunse con una risata soffocata - quello che si dice a proposito dell’intelligence militare come di una contraddizione in termini!».

Jacques Vallee, Forbidden Science - Journals 1957-1969, North Atlantic Books, Berkeley 1992, p. 124.

 

Nel corso del 1996 si sono avuti tre importanti rilasci di documenti ufficiali americani sugli UFO. Alcuni di questi documenti hanno una grande importanza storica, in quanto forniscono informazioni e dati finora inediti sull’effettivo coinvolgimento ufologico delle forze armate e dei servizi segreti americani.

E’ appena il caso di menzionare il fatto che tali rilasci sono il frutto non già dell’attività, rumorosa ma inconcludente, dei soliti fautori del cover-up (la fantomatica quanto strombazzata congiura governativa, o addirittura planetaria, per mantenere le masse all’oscuro sulla pretesa "orribile verità" dell’invasione aliena), ma al contrario del paziente e silenzioso lavoro di alcuni studiosi statunitensi, che da anni si occupano seriamente - e senza sensazionalismi o facili clamori - di stanare la documentazione ufologica che giace sepolta negli archivi della burocrazia americana.

A chi - anche nel nostro paese - preferisce credere e far credere alla congiura del silenzio, lasciamo le elucubrazioni e le fantasie, e veniamo invece ai fatti e ai documenti.

 

NSA: I DOCUMENTI FINORA CENSURATI

Lo scorso mese di marzo, la National Security Agency (NSA - Ente nazionale per la sicurezza) ha finalmente rilasciato 240 pagine di documenti di natura ufologica, conservati nei propri archivi, e fino ad ora coperti da classifica di sicurezza. Per meglio comprendere l’importanza di questo fatto può essere utile storicizzare l’accaduto, tenuto conto che sono ormai venti anni che questo ente federale è oggetto delle attenzioni degli ufologi americani.

L’NSA è un servizio di spionaggio elettronico, con sede a Fort Meade nel Maryland e fondato il 4 novembre 1952. Esso è dedito alla protezione del sistema di comunicazioni del governo americano, e all’acquisizione di informazioni dall’estero mediante operazioni di intelligence.

Con la comparsa verso la metà degli anni ‘70 di una versione emendata della Freedom of Information Act (FOIA - Legge sulla Libertà dell’Informazione) atta a consentire l’accesso dei cittadini a documentazioni governative - immediatamente alcuni ufologi americani realizzarono che un ente il quale raccoglie informazioni tramite segnali elettronici avrebbe potuto accumulare un numero considerevole di segnalazioni UFO. Tuttavia, dal momento che non esisteva una specifica giurisdizione sulle attività dell’NSA e che tale agenzia dunque poteva ritenersi virtualmente immune a scrutini di qualsiasi genere, anche con lo strumento del FOIA la raccolta di dati NSA si presentava problematica.

Le richieste iniziali all’NSA furono infatti improduttive: il 20 febbraio 1976 l’ente rispondeva al ricercatore Robert Todd che «l’NSA non ha alcun interesse per gli UFO». Questa rimaneva la politica ufficiale fino al 1978, anno nel quale cominciava una battaglia legale tra l’NSA e la neo-fondata Citizens Against UFO Secrecy (CAUS - Cittadini contro la segretezza sugli UFO), un’associazione ufologica finalizzata a combattere per vie legali i segreti governativi sugli UFO.

In seguito all’ammissione dell’NSA di essere in possesso di documentazione ufologica rilevante in base alle richieste FOIA, ma che tale documentazione era esente da rilascio per non ben specificate ragioni di sicurezza nazionale, l’avvocato Peter Gersten, per conto del CAUS intentò una causa legale contro l’NSA presso la Corte Distrettuale di Washington, D.C. Il 30 settembre 1980 l’NSA fornì alla corte una dichiarazione ufficiale sulle ragioni specifiche per trattenere la documentazione UFO (si citava il rischio di permettere l’identificazione dei sistemi di comunicazione utilizzati dall’NSA). Venne anche allegato un documento di 21 pagine, classificato "top secret", riguardante le ragioni della politica dell’NSA. Il documento poté essere visionato, in camera di consiglio, solo dal giudice Gerhard Gesell, il quale diede ragione all’NSA. Anche la successiva causa in appello si concluse col medesimo verdetto. Il 27 aprile 1982 il CAUS richiese tutta la documentazione riguardante le precedenti azioni legali, incluso il documento top secret nel quale si spiegavano i motivi del mancato di rilascio di documenti.

Il 18 maggio 1982 il direttore politico dell’NSA Eugene Yeates, autore del documento, rilasciò il documento di 21 pagine. C’era, tuttavia, un piccolo problema: delle 582 righe del rapporto, 412 erano totalmente o parzialmente cancellate, e quindi illeggibili. (Si tratta del documento che figura riprodotto su numerosi libri e riviste di ufologia, invariabilmente citato come prova dell’esistenza della "congiura del silenzio" sugli UFO).

Nessun altro sviluppo importante si ebbe fino al marzo 1996 quando, dopo lunghe peripezie, Richard Giordano, un ricercatore indipendente del Massachusetts, ex membro del NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena), ottenne il rilascio delle 240 pagine di cui si è detto. Di queste, 104 sono di provenienza NSA, 54 relative alla causa del CAUS contro la NSA, 7 sono dell’Army Intelligence e 75 della Defense Intelligence Agency.

Tra le 240 pagine, comprendenti rapporti su avvistamenti UFO, articoli teorici sul fenomeno UFO, pubblicità data sulla stampa alla causa contro l’NSA e anche un rapporto sul convegno tenuto dall’associazione ufologica MUFON (Mutual UFO Network) nel 1978, troviamo anche delle parti non più censurate del documento top secret. Da queste non si evince nulla di importante sugli UFO, ma molto sulle ragioni dell’NSA per trattenere le informazioni. Alcuni frammenti riguardano la spiegazione delle sigle identificanti le fonti di informazione. Si cita poi il fatto che esisteva una «grave imperfezione» nelle procedure di intercettazione e segnalazione dello spionaggio NSA delle comunicazioni. Il fenomeno UFO era scelto per illustrare la natura di questo problema tecnico. Siccome un’aperta discussione del problema avrebbe compromesso le attività dell’NSA, l’informazione non era divulgabile. Dal tenore delle porzioni di documento recentemente rilasciate, è chiaro che il motivo supremo alla base della segretezza dell’NSA sugli UFO era quindi effettivamente la protezione delle fonti e dei metodi di monitoraggio delle informazioni elettroniche, e non una segretezza specifica sull’argomento UFO.

 

 

AIR FORCE INTELLIGENCE: ECCO I FILES

Sempre nel 1996, sono state trovate presso i National Archives migliaia di pagine di documenti ufologici che accrescono notevolmente la nostra conoscenza delle attività investigative in materia di UFO del 4602° Air Intelligence Service Squadron (AISS) dell’Air Force, verso la metà degli anni ‘50.

Il 4602°, sito a Fort Belvoir, Virginia, e noto come il braccio investigativo del Progetto Blue Book, utilizzava personale d’intelligence di stanza presso le varie basi Air Force al fine di inchiestare le segnalazioni su avvistamenti UFO avvenuti nelle rispettive aree di competenza. Questo consentiva al Blue Book di reagire assai più tempestivamente ad eventi UFO rispetto ai tempi in cui il piccolo staff del progetto era costretto ad inviare qualcuno direttamente dalla base di Wright-Patterson a Dayton, nell’Ohio. Sebbene le indagini del 4602° furono spedite al Blue Book, i propri archivi, inclusi quindi i casi non inviati al Blue Book, non sono mai andati a far parte dell’archivio del progetto, che già dal 1977 si trova presso i National Archives.

I documenti del 4602° AISS sono emersi in seguito ad una ricerca d’archivio condotta da Jan Aldrich, coordinatore del "Progetto 1947" (un gruppo di studio che ha per obiettivo la ricostruzione storica di fatti e documenti dei primi anni dell’ufologia) e si riferiscono ad indagini condotte tra il 1954 e il 1956. In base ai fascicoli ritrovati, risultano evidenti almeno due fatti importanti.

1) Sebbene gran parte dei documenti siano già contenuti negli archivi del Blue Book, alcuni non lo sono. Una porzione del campione di fascicoli esaminati sino ad ora rivela l’esistenza di rapporti completamente inediti. Almeno due documenti, relativi ai casi di Frederick, Oklahoma, 3 marzo 1956 e Oklahoma City, 29 maggio 1956, erano indicati come "caso mancante" nel catalogo dei casi dell’archivio del Blue Book.

Si è così scoperto che i "casi mancanti" dal Blue Book non si riferivano a documentazione soppressa, come sostenuto da alcuni fautori del cover-up, bensì a documenti dei quali il 4602° - pur disponendo di particolari - aveva spedito al Blue Book solo un breve riassunto, poiché in talune circostanze l’indagine veniva svolta su iniziativa autonoma degli ufficiali dell’intelligence, senza una richiesta del Blue Book, ed in tal caso essa veniva catalogata come "non autorizzata" e dopo aver inviato la notifica agli uffici del Blue Book, se non veniva espressamente richiesta copia, il fascicolo era semplicemente archiviato. Il personale che procedette alla catalogazione di tutto l’archivio del Blue Book prima del suo trasferimento agli Archivi Nazionali, non trovando null’altro che una scheda sommaria di queste segnalazioni, non ebbero altra scelta che quella di indicare che quei casi erano "mancanti".

2) La documentazione ritrovata ci permette di spiegare un altro gruppo di archivi ufologici finora dispersi: quelli dei Ground Observer Corps, un corpo di volontari civili incaricato di fornire all’esercito un servizio di sky-watch (osservazione del cielo) nel caso si verificasse un attacco aereo da parte del nemico. Gli osservatori volontari, in gran parte comuni cittadini, addestrati a riconoscere i vari tipi di aeroplani, dovevano riferire ogni osservazione insolita ai "Centri di Filtraggio", ai quali a loro volta spettava di decidere se l’Air Force dovesse essere allertata per rispondere a potenziali intrusi mediante il decollo dei caccia.

I precedenti sforzi mirati a localizzare dove fosse conservato l’archivio UFO dei Ground Observer Corps avevano dato esito negativo, poiché sembrava non esistere un punto centrale di raccolta per questi fascicoli. Un’analisi dei documenti del 4602° mostra che tra questi molti si riferiscono proprio ad avvistamenti dei Ground Observer Corps, i quali però sono identificati con le loro occupazioni civili: "casalinga", "impiegato" e così via. A meno che non si legga in dettaglio il testo dei rapporti, non è per niente chiaro che queste segnalazioni si verificarono mentre l’osservatore stava svolgendo servizio di osservatore del cielo. Sembra quindi che gli avvistamenti dei GOC non siano stati conservati dall’Air Force come un insieme separato di segnalazioni.

 

 

ROSWELL: NUOVI INTERROGATIVI?

Nel marzo del 1996, in risposta a una richiesta FOIA inoltrata dal ricercatore americano Will LaParl, è stato declassificato dall’USAF un documento di 289 pagine. Si tratta del verbale di un incontro dello Scientific Advisory Board (SAB) dell’Air Force, svoltosi il 17 e 18 marzo del 1948.

Il SAB era (è) un comitato di consulenza scientifica di alto livello, costituito dall’U. S. Air Force (allora da poco distaccatasi dall’U. S. Army), al fine di fornire valutazioni dei programmi scientifici e tecnologici esistenti, e di proporne di nuovi. Il meeting consisteva perlopiù di presentazioni o briefing tenuti da personale al lavoro in questi diversi programmi. Le presentazioni non erano di natura tecnica, sebbene erano citati alcuni dettagli tecnologici, bensì riguardavano problemi di natura organizzativo-burocratica, quali il miglioramento dell’efficienza di un programma o il morale del personale. Il comitato, formatosi con l’autorizzazione del Generale Hoyt Vandenberg, Chief of Staff dell’Air Force, era presieduto dal Dr. Theodore von Karman. Il meeting era classificato a livello "secret".

L’interesse ufologico del documento deriva dal fatto che, nell’ambito della discussione sulle attività tecniche di intelligence a Wright Field, il relatore, Colonnello Howard McCoy (Chief of Intelligence Department, Air Materiel Command), menzionava il Project Sign, che fu il primo gruppo di studio dell’USAF sugli UFO. In effetti, la discussione sul progetto Sign, diretto dal Generale Craigie e istituito due mesi prima presso l’Air Materiel Command a Wright Field, occupava solo un terzo di pagina sulle 34 dedicate ad acquisizione e uso di intelligence tecnica. Secondo il verbale, il Colonnello McCoy dichiarava:

«Abbiamo un nuovo progetto, il Progetto Sign, che forse riterrete uno sviluppo della cosiddetta isteria di massa dell’estate scorsa quando avemmo tutti quei dischi e oggetti volanti non identificati. Non è una cosa su cui fare dello spirito. Abbiamo oltre 300 rapporti, non pubblicati dai giornali, da parte di personale, in diversi casi, molto competente, uomini esperti come il Dr. K.D. Wood, e praticamente tutte persone dell’Aeronautica e delle linee aeree con grande esperienza. Stiamo seguendo ogni segnalazione. Non so dirvi cosa daremmo per avere uno di questi che si fracassasse al suolo cosicché noi lo si possa recuperare, qualsiasi cosa siano» [corsivo nostro].

Tre sono gli aspetti importanti di questo documento.

Per prima cosa nel verbale si utilizzava già l’espressione "unidentified flying objects", ufficialmente coniata dal Capitano Edward Ruppelt solo nel 1951, ovvero tre anni dopo il meeting! (Cfr. la prima pagina del suo libro The Report on Unidentified Flying Objects, anche se non è chiaro se Ruppelt rivendicasse la paternità dell’espressione estesa o piuttosto della sigla "UFO"). Per quanto ci risulta, il verbale della riunione del SAB sembra contenere il primo esplicito utilizzo in un documento ufficiale dell’espressione "unidentified flying objects".

In secondo luogo McCoy parlava di «oltre 300 rapporti, non pubblicati sulla stampa, da parte di personale molto competente». Come osservato dall’ufologo Bruce Maccabee, «vi è un’evidente discrepanza tra questo dato numerico e i dati pubblicati nel catalogo del Progetto Blue Book: questo contiene circa 135 rapporti di avvistamenti avvenuti prima del meeting di marzo ‘48. Una volta ammesso che la cifra riportata nel verbale sia corretta, ciò significherebbe che oltre 165 rapporti sono assenti dall’archivio Blue Book!».

In effetti il solo esempio di segnalazione fornita da personale competente, citata (senza alcun dettaglio) nel verbale del meeting, riguarda l’avvistamento del Dr. K. D. Wood, professore di ingegneria aeronautica presso l’Università del Colorado dal 1944 al 1967: un avvistamento assente dall’archivio del Blue Book.

In terzo luogo, va notato in relazione alla controversia sul caso Roswell che McCoy esprimeva il desiderio che uno di questi oggetti si fracassasse al suolo per poterlo studiare dal vivo.

Questa affermazione non fa altro che riecheggiarne un’altra già contenuta in una lettera inviata dal Generale Nathan Twining, comandante dell’Air Materiel Command (AMC) - l’ufficio tecnico-scientifico dell’Air Force - al Generale George Schulgen, comandante dell’Air Force Intelligence. La missiva era datata 23 settembre 1947, e richiedeva la creazione di uno studio ufficiale sui dischi volanti. Twining, in questa lettera, notava «La mancanza di evidenza fisica, sotto forma di reperti recuperati in un crash che possano provare innegabilmente l’esistenza di questi oggetti» [corsivo nostro].

Le parole di Twining e McCoy potrebbero significare tre cose: (a) che nessun UFO era fino ad allora precipitato, (b) che c’era stato un crash ma essi non lo sapevano, o (c) che c’era stato un crash, essi lo sapevano, ma mentirono!

La seconda ipotesi non è particolarmente verosimile, considerato che McCoy era il Deputy Commanding General, T-2, Air Materiel Command a Wright Field (e con tutta probabilità l’estensore della lettera di Twining) e che - stando al classico scenario sul caso Roswell - i frammenti del disco volante e i corpi degli alieni recuperati sarebbero stati trasportati alla base aerea di Wright-Patterson, e quindi sia McCoy sia il Generale Twining avrebbero dovuto essere senz’altro a conoscenza dell’UFO-crash.

Neppure la terza ipotesi appare molto convincente. Si dovrebbe accettare il fatto che sia Twining sia McCoy, pur sapendo, abbiano mentito, sia nella lettera a Schulgen (diretto superiore e comandante generale dei servizi di intelligence dell’Aeronautica) sia al meeting del SAB. Ma dal punto di vista di McCoy e Twining, rispondere a una richiesta ufficiale di informazioni proveniente da Washington a proposito di ciò che si era scoperto fino a quel momento sui dischi volanti, omettendo la scoperta più importante di tutte (un’astronave precipitata con equipaggio alieno), non avrebbe avuto alcun senso.

In definitiva questo documento si inserisce nella complessa vicenda di Roswell come un deciso punto a sfavore della tesi aliena. Non ci resta che aspettare le prevedibili reazioni dei ricercatori interessati per capire se si tratta di un passo avanti nel chiarimento del mistero, o invece dell’ennesimo aggrovigliarsi della già intricata matassa.

 

FONTI

Barry Greenwood, "New National Security Agency Releases", su Just Cause n°47, giugno 1996;

Barry Greenwood, "Air Force Intelligence UFO Files Surface", su Just Cause n°47, giugno 1996;

Bruce Maccabee, "Roswell Is Dead, Long Live Roswell", su CNI News, 11 aprile 1996;

Rebecca Schatte, "Secret Document Resists Doubts on 1947 UFO Crash", su ISCNI Flash n°47, 1 aprile 1996.