Una guida alle cassette della Columbia Tristar

UFO IN VIDEOCASSETTA: GLI ALIENI FANNO SPETTACOLO

a cura di Matteo Leone e Paolo Toselli

Nel febbraio 1992, con un'ampia campagna di stampa, e' stata lanciata sul mercato italiano la prima

collana di videocassette sull'argomento UFO, distribuita dalla RCA Columbia Tristar Home Video. In

effetti, inizialmente si e' trattato di due soli documentari cui se ne sono aggiunti altri otto nell'arco di

questi tre anni.

E' stata un'importante novita' per la divulgazione ufologica, senza precedenti nel nostro Paese.

Purtroppo pero' la qualita' dell'informazione ha lasciato spesso a desiderare. Al di la' infatti del tono

sensazionalistico della presentazione alla stampa (®dopo 44 anni per la prima volta vengono rivelati

particolari del mistero UFO e della piu' complessa operazione di "cover up" del nostro secolo¯) le

dieci videocassette, al 95% dirette traduzioni di documentari prodotti in altri Paesi, non sembrano

presentare nulla di clamoroso o di particolarmente significativo, ma si indirizzano spesso sui filoni

piu' estremi dell'ufologia contemporanea, puntando a raggiungere il grande pubblico con l'illusione di

mirabolanti prove dell'esistenza di visitatori extraterrestri piuttosto che una qualsiasi analisi seria

delle problematiche ufologiche.

In queste pagine ci sforzeremo pertanto di fare il punto e fornire una corretta guida ai fatti e alle

notizie contenute nei diversi documenti, che secondo un recente comunicato stampa della Columbia

Tristar Home Video sono ®frutto di un profondo e serio lavoro di studio, ricerca e selezione di

materiale e filmati, che ha permesso al CUN "(Centro Ufologico Nazionale)" di garantire e

riconoscere 'UFO' come unica fonte 'credibile' nel settore audiovisivo¯.

UFO: LE PROVE

FOTO E FILMATI SENSAZIONALI

(febbraio 1992, durata 85 minuti)

Si tratta di una produzione tedesca, datata 1991. L'impostazione non e' quella di un classico

"reportage" ufologico, ma piuttosto di un documentario sul tema della civilta' cosmica, ben piu' in

linea con le ultime mode "new age". Mancano totalmente sia un inquadramento storico del fenomeno

UFO sia un'analisi delle possibili ipotesi avanzate: molto semplicemente si parte dal presupposto che

civilta' extraterrestri ci visitino da secoli e si prosegue su questo assunto. Le stesse immagini a

carattere ufologico e le interviste che vi si inframmezzano (sovente senza che si sappia il nome

dell'intervistato) sembrano essere un semplice supporto visivo a discorsi e considerazioni che ben

poco hanno a che vedere con l'ufologia come normalmente concepita (si parla di iperspazio, energie

cosmiche, esperienze mistiche, Sai Baba e ®altri fenomeni di "lievitazione"¯ [sic]).

Quanto poi alle immagini e alle prove, vengono senza ritegno presentati come casi reali, tra altre

meno interpretabili, alcune delle piu' famose foto e filmati di falsi ad opera di noti contattisti, da

Meier ad Adamski (®il primo a filmare un "velivolo spaziale alieno"¯) a Daniel Fry (che ci dice che

loro vengono per la salvezza del nostro pianeta), cui si sommano altri clamorosi fenomeni

convenzionali, dalle meteore ai riflessi, il tutto senza il minimo tentativo di analisi critica (e dire che

la raccolta e' stata ®approvata¯ dal "Centro Ufologico Nazionale", come e' stato ben evidenziato sul

retro della copertina). Tant'e' che le solite immagini degli ormai stravisti incontri degli astronauti con

presunti UFO (da tempo pacificamente identificati come riflessi sugli oblo' e frammenti staccatisi

dalle stesse navicelle) vengono spacciate come rivelate per la prima volta.

Il punto focale e' pero' costituito dalla seconda parte del documentario dove si spazia dagli UFO

precipitati alla congiura del silenzio dando peso alle dichiarazioni di personaggi appartenenti alle

frange piu' folkloristiche dell'ufologia statunitense, da Wendelle Stevens a John Lear, da Bob Lazar a

Virgil Armstrong, il quale con una semplice frase riferita a un presunto (per lui, sicuro) UFO

precipitato a White Sands riesce a dimostrare tutta la sua affidabilita': ®due dei cadaveri ritrovati

dovevano essere ufficiali di comando perche' sulle spalle avevano delle mostrine¯! Tra l'altro viene

spacciato per vero il caso di "UFO crash" in Sud Africa del maggio 1989 che e' stato rigettato da

"tutto "il mondo ufologico come un evidente falso. Ma il massimo si raggiunge quando vengono

mostrate come documento "top secret" ®le prime immagini di uno degli extraterrestri ritrovati nel

New Messico in possesso del governo USA¯ (ne esistono in realta' almeno un'altra decina di

precedenti). Si tratta delle medesime immagini presentate in TV, con la stessa enfasi, il 16 dicembre

1991 nel corso del rotocalco televisivo di Raidue "Mixer" e mostrate nuovamente nella puntata del

13 aprile 1992. Ma le foto del preteso cadavere extraterrestre si riferiscono in realta' a un pupazzo

(una ricostruzione proprio dei presunti piloti dell'astronave che secondo alcuni sarebbe stata

recuperata a Roswell nel 1947) facente parte della mostra permanente sul fantastico, ospitata nel

Palazzo dell'Esposizione Universale di Montreal (Canada) nel periodo 1981-1984 e sono state

scattate proprio nell'81 dall'ufologo canadese Christian Page e pubblicate sulla rivista di ufologia

"Orbiter". Evidenti sono tra l'altro la normale tuta da sub indossata dall'"alieno" e la cerniera lampo,

molto terrestre.

UFO: SEGRETO DI STATO

L'INCHIESTA: COSA NASCONDE IL GOVERNO USA?

(marzo 1992, durata 75 minuti)

E' questa invece la traduzione parziale (e la qualita' dell'immagine non e' delle migliori) del

programma americano "UFO Cover-up? Live": due ore di documentario dal vivo andate in onda negli

Stati Uniti il 14 ottobre 1988, che gia' all'epoca venne duramente commentato dagli ufologi

americani.

Ampi stralci sono stati utilizzati per confezionare i servizi ufologici di "Mixer" di cui abbiamo

accennato sopra (vedasi l'articolo pubblicato su "UFO" n. 11). Tra dibattiti in studio, collegamenti in

diretta con Gulf Breeze, in Florida (in discussione le sequenze fotografiche effettuate da Ed Walters,

che secondo l'analista Robert Nathan sarebbero dei falsi prodotti con una doppia esposizione mentre

per Bruce Maccabee non sarebbe stato usato nessun trucco) e con Mosca (su avvistamenti locali),

foto e filmati vari, spezzoni tratti da film di fantascienza a tema ufologico e le dichiarazioni sotto

ipnosi di alcuni "rapiti" americani.

Nel corso della ricostruzione del caso Roswell a cura degli ufologi Bill Moore e Stanton Friedman,

vengono inseriti spezzoni di interviste a due sedicenti agenti dei servizi segreti statunitensi,

identificati con gli pseudonimi di "Condor "e "Falcon", e mostrati con le fattezze e la voce rese

irriconoscibili, mentre raccontano del presunto accordo tra il governo americano e gli extraterrestri,

uno dei quali vivrebbe ancora in mezzo a noi (e avrebbe una particolare predilezione per il gelato alla

fragola!). In realta' pero' nessuno e' a conoscenza delle generalita' dei due anonimi (anche se oggi si

hanno maggiori informazioni sulla loro vera identita'), e nessuno ha potuto controllare la veridicita'

delle loro credenziali, e tanto meno le loro strabilianti affermazioni. Le interviste non erano state

condotte in studio, ma in privato dall'ufologo Bill Moore - l'unico che li ha incontrati - e poi montate

in modo da sembrare un'intervista in diretta. Di recente lo stesso Moore ha dichiarato che solo parte

delle informazioni fornitegli da Condor e Fal-con sarebbero vere, mentre altre sono sicuramente

false!

A commento dei contenuti di questa videocassetta, valga l'opinione espressa, verso la conclusione

della stessa, da David William-son, ricercatore NASA: ®Devo constatare che non esiste nessuna

prova attendibile. Necessita tenere la mente aperta e aspettare prove concrete¯.

UFO: SONO FRA NOI

LA VERITA' SUGLI UFO PRECIPITATI

(settembre 1992, durata 65 minuti)

Si tratta della traduzione di un documentario prodotto negli Stati Uniti nel 1991 che, malgrado

fornisca una precisa e tendenziosa interpretazione del fenomeno in chiave esclusivamente

extraterrestre (in apertura viene addirittura sostenuto che ®oggi la maggior parte degli scienziati

ritiene che si tratti piu' semplicemente di velivoli extraterrestri provenienti da pianeti lontani¯),

risulta piu' fattuale e meno scandalistico dei precedenti.

Una carrellata sugli avvistamenti accaduti in varie parti del mondo negli anni '90-'91, con

inframmezzate immagini che non hanno nulla a che vedere con i casi riferiti, precede una

ricostruzione dell'ondata di segnalazioni - compreso un caso di tracce al suolo e il filmato di una luce

notturna - che ha interessato la cittadina di Fyffe, nello stato dell'Alabama, alla fine degli anni '80.

Ampio spazio e' dedicato all'inquadramento storico del fenomeno UFO, partendo dalle aeronavi del

1897 sino agli avvistamenti dell'immediato dopoguerra. Il fenomeno delle misteriose mutilazioni di

bestiame negli USA (che continua a essere quasi esclusivamente limitato a questo Paese, malgrado si

faccia riferimento alla sua portata mondiale) e' trattato dalla giornalista Linda Howe. Interessante,

nonche' corretto, il commento a conclusione di tale spezzone: ®sul fenomeno non e' possibile al

momento produrre altri documenti che convalidino l'ipotesi di una trama extraterrestre¯.

Dichiarazioni molto piu' sensazionalistiche sono rese da Bob Lazar (presentato in questa sede come

®scienziato¯, ma che in realta' non e' neanche mai stato iscritto alla Societa' dei Fisici Americani), il

quale sostiene di aver lavorato nel deserto del Nevada, all'interno della cosidetta "Area 51", in un

progetto segreto finalizzato a riprodurre il sistema propulsivo dei dischi volanti in possesso degli

Stati Uniti.

Affermazioni tante, ma prove inesistenti. Tuttavia l'argomento centrale del documentario riguarda il

presunto disco volante precipitato a Roswell, New Messico, nel 1947 con interviste ai testimoni (che

riferiscono unicamente del ritrovamento di frammenti simili a fogli di alluminio e bastoncini

paragonabili a balsa) e i commenti degli ufologi Kevin Randle, Don Schmitt e Stanton Friedman

(recupero di ben due UFO completi dei cadaveri di alcuni alieni). La tanto pubblicizzata ®intervista

all'infermiera che collaboro' ad effettuare le autopsie sui cadaveri¯ non c'e': ci si limita a citare una

testimonianza anonima di terza mano. Il documentario si conclude pero' con una interessante

selezione di filmati classici di UFO (anni '50 e '60) provenienti dagli archivi dell'Aeronau-tica

militare americana.

UFO: IL CONTATTO

INCONTRI RAVVICINATI DEL QUARTO TIPO

(ottobre 1992, durata 60 minuti)

Ripropone una trasmissione televisiva americana con ospiti in studio e interviste registrate del 1990,

dedicata interamente al tema delle "abduction". La controversa serie di avvistamenti, foto (un

modello di cartone dell'UFO fotografato da Ed Walters e' stato trovato nella sua abitazione) e contatti

di Gulf Breeze, Florida, offre lo spunto a Bruce Maccabee per soffermarsi sull'analisi fotografica.

Seguono le testimonianze di una ragazza americana che sarebbe stata guarita da una malformazione al

cuore a seguito di un episodio di "rapimento", l'esperienze di "abduction" di Betty Andreasson (uno

dei casi piu' noti, con ripetuti incontri nel corso degli anni) e di Travis Walton, alla cui scomparsa, nel

1975, avrebbero assistito ben sei testimoni.

Nel corso di un dibattito in studio tra alcuni ufologi e giornalisti americani, ci pare importante

segnalare l'opinione espressa da Richard Haines, secondo il quale non esistono prove determinanti

per concludere che siamo stati visitati da entita' extraterrestri. ®Penso - afferma Haines - che questa

sia un'affermazione prematura¯. Di altro parere sono Vicki Cooper e William Moore che si

soffermano sui retroscena dell'incidente di Roswell. Viene, tra l'altro, ripresentata l'immagine del

pupazzo con la muta da sub con la seguente didascalia, meno enfatica, ma pur sempre scorretta:

®Calco in cera di uno degli extraterrestri ritrovati a Roswell¯.

Ampio spazio viene poi dedicato alle esperienze dell'autore di romanzi horror, Whitley Strieber, fin

dall'infanzia, avrebbe avuto ripetuti incontri con entita' da lui stesso definite ®visitatori¯ (e sui quali

ha scritto due "best-seller", "Communion" e "Transformation") con ricostruzioni sui luoghi dei

contatti e interviste ai familiari e conoscenti coinvolti, compresi alcuni spezzoni delle regressioni

ipnotiche a cui questi ultimi sono stati sottoposti. Oltre dieci minuti sono invece dedicati al film

"Communion" (non distribuito in Italia) tratto dall'omonimo libro, con interviste al regista e agli

attori, riprese sul set e scene estratte dalla pellicola originale. Un finale decisamente all'insegna della

spettacolarizzazione.

UFO: DOSSIER EUROPA

DAL TERZO REICH AI FILMATI 1980-1990

(aprile 1993, durata 60 minuti)

La videocassetta - in gran parte traduzione di un documentario inglese del 1992 - consiste in realta' di

tre diversi servizi, fra loro del tutto slegati e di diseguale interesse, anche se con immagini di buona

qualita': un documentario di produzione finlandese, un'altro di provenienza belga e alcune interviste

realizzate in Italia.

Si spazia cosi' dall'incontro con una formazione di sette UFO con aerei dell'aeronautica finlandese nel

corso di una esercitazione dell'aprile 1969 alla testimonianza del generale in pensione

dell'aeronautica italiana Salvatore Marcelletti che racconta (per l'ennesima volta) del suo

avvistamento UFO nei cieli di Lecce il 21 settembre 1971; dalle dichiarazioni dell'americano Virgil

Armstrong (sedicente agente CIA) secondo il quale i primi dischi volanti sono stati costruiti

nientemeno che dai nazisti (il Terzo Reich si era alleato con gli alieni?) al clamoroso falso rapimento

avvenuto a Cergy-Pontoise, alla periferia di Parigi, nel 1979 (vedasi la "Nota Tecnica" n. 6 del

GEPAN interamente dedicata al caso) qui spacciato invece per autentico, sino alle misteriose

impronte nei campi di grano dell'Inghilterra meridionale e all'ondata di avvistamenti nell'ex Unione

Sovietica della fine anni '80.

Un ampio, e sicuramente il piu' interessante, spazio e' dedicato alla eccezionale ondata di segnalazioni

UFO occorse in Belgio nel 1990 (di cui ci siamo occupati nei numeri 9 e 11 della nostra rivista

"UFO") con stralci della conferenza stampa del Generale De Brouwer dell'aeronautica militare a

commento delle intercettazioni radariche di un oggetto non identificato dai movimenti molto bruschi

e le analisi computerizzate operate presso la Scuola Militare della foto di un oggetto di forma

triangolare con tre luci ai vertici e una centrale scattata a Petit-Rechain nell'aprile 1990.

Alcuni dubbi si possono esprimere invece sui due filmati mostrati, che in realta' paiono ritrarre

velivoli ben piu' convenzionali. Dopo una sezione dedicata alle foto e filmati di UFO (c'e' anche la

celebre meteora ripresa in pieno giorno il 10 agosto 1972 nel cielo dell'America settentrionale: che

cosa c'entra?) viene fatto cenno ai fenomeni luminosi non identificati osservati nella zona di

Hessdalen, Norvegia, negli anni '80 e alle ricerche condotte da ufologi, universita' e esercito in base

alle quali non si e' ancora riusciti a dare una interpretazione logica al fenomeno. Purtroppo

l'importanza delle ricerche condotte con metodo scientifico a Hessdalen viene sminuita dalla

dichiarazione a sproposito di un giornalista francese che parla di esseri extraterrestri che hanno

cercato di entrare in contatto con la gente del luogo, ma non ci sono riusciti a causa dei troppi

estranei che si intromisero, e dalle immagini a commento del servizio che si riferiscono a tutt'altro

(foto di lanci di missili sulle isole Canarie!). Alla faccia della corretta informazione.

Sempre su quest'onda, le dichiarazioni di Roberto Pinotti (qui presentato come ®ricercatore

aerospaziale¯ e non nella sua veste reale di segretario del "Centro Ufologico Nazionale") che per

accreditare l'importanza del fenomeno luminoso filmato a Crosia, in provincia di Cosenza, nel giugno

1987 lo accomuna a un altro oggetto filmato nel febbraio '90 sul Belgio, ad Amay, non curandosi che

gli stessi ufologi belgi hanno identificato quest'ultimo come l'immagine di un pianeta distorto da un

difetto dell'ottica della telecamera (vedasi "UFO" n. 11).

Per la casistica italiana viene fatto riferimento alle analisi chimiche condotte sulle tracce al suolo

rinvenute nel dicembre 1989 a Luogosano, in provincia di Avellino (peraltro non correlate ad alcun

avvistamento UFO) e a Cicciano (Napoli), nella zona dove nel novembre 1990 due ragazzi videro

evoluire un corpo luminoso di forma emisferica. Un accenno al coinvolgimento delle autorita'

militari e politiche del nostro paese nei confronti del fenomeno UFO viene fatto dal presidente del

CUN, Mario Cingolani. Conclude il documentario uno spazio dedicato ai rapimenti UFO con le

dichiarazioni di Budd Hopkins a proposito dell'interesse nutrito dagli extraterrestri per la creazione di

una razza ibrida, il tutto senza porsi il minimo dubbio, come fosse ormai un fatto assodato su cui non

e' neanche piu' il caso di discutere.

UFO: RAPIMENTI

ANALISI DI UN MISTERO

(settembre 1993, durata 75 minuti)

Un'altra traduzione di un documentario americano del 1992, questa volta interamente dedicato

appunto alla questione dei rapimenti UFO, con interviste a rapiti e a studiosi del problema, ed un

parallelo con i contattisti degli anni '50, il cui movimento e' definito da Jerome Clark, ®la risposta

religiosa al fenomeno UFO¯. Alcune immagini (falsi evidenti) riprese dai noti contattisti Daniel Fry e

George Adamski corredano questo servizio. Tuttavia, in apertura della cassetta e del tutto fuori

contesto, alcuni spezzoni tratti da un altro filmato inerente il cosiddetto "caso Guardian" sembrano

essere stati inseriti solo per incuriosire e creare un'aspettativa da soddisfare poi con il successivo

documentario interamente dedicato all'episodio che sarebbe stato messo sul mercato di li' a poco.

Ad introdurre invece il fenomeno dei rapimenti e' il caso antesignano dei conigi Hill, del settembre

1961. Vari ufologi si esprimono sull'esperienza in questione e, oltre alla testimonianza diretta di

Betty Hill, si possono ascoltare le registrazioni originali della seduta ipnotica condotta dal dott.

Simon a Barney e Betty nel tentativo di far riemergere i ricordi soppressi.

Nel corso del documentario, tra testimonianze di rapiti che riferiscono di sonde inserite nella cavita'

nasale "(impianti)" e gravidanze scomparse (tra cui quella di Kathy Davis, protagonista del libro

"Intrusi"), esprimono le proprie opinioni sull'argomento i massimi esperti del momento a partire da

Budd Hopkins per arrivare allo psichiatra di Harvard John Mack: il primo convinto della realta' degli

esperimenti genetici operati dagli alieni, il secondo preoccupato dal numero sempre crescente delle

esperienze di questo tipo (®da centomila a un milione, solo negli Stati Uniti¯). Gli fa eco Hopkins

sostenendo (se non si tratta di un errore di traduzione) che i rapiti sarebbero ben 25 milioni!

Per fortuna che qualche breve spazio viene lasciato anche alle opinioni di ufologi piu' ortodossi quali

Mark Rodeghier (®non e' consigliabile, al momento, voler definire con precisione il numero globale

dei casi di rapimento, anche se suppongo che si aggirino su alcune migliaia¯) e Jerome Clark

(®maggiore e' il numero dei casi, piu' e' probabile l'ipotesi psicologica; minore e' il loro numero, piu'

e' probabile l'ipotesi che gli avvenimenti siano stati causati da agenti esterni¯).

UFO: NON IDENTIFICATI

L'INCHIESTA "GUARDIAN"

(maggio 1994, durata 85 minuti)

Costituita dalla traduzione di undocumentario americano su un filmato di UFO, e da una serie di

analisi che sul medesimo sarebbero state condotte dagli "esperti "nostrani del "Centro Ufologico

Nazionale", rappresenta forse quanto di piu' soporifero sia oggi disponibile nel mercato delle

videocassette ufologiche. Ne consigliamo percio' caldamente la visione a tutti coloro i quali avessero

seri problemi di insonnia. Vengono infatti mostrati dei lunghi filmati, assai poco sensazionali sia

sotto il profilo estetico che sotto quello probatorio, e nel corso dei quali non succede pressoche'

nulla: l'""atterraggio del secolo"" e' decisamente assai poco hollywoodiano.

Contenuto della videocassetta: intervista alla principale testimone dell'avvistamento (peraltro non

coinvolta nella realizzazione del filmato), un primo filmato raffigurante un UFO luminoso posato a

terra e inquadrato da due differenti prospettive (in una delle quali e' affiancato da quelli che sembrano

essere fuochi di emergenza), un secondo filmato, della durata di 26 minuti, costituito da una sequenza

di immagini fisse di un "alieno". L'essere e' il solito "piccolo grigio" comune a molti casi americani

di "rapimento alien"o, con la differenza che e' luminoso e ha un fare ammiccante (componendo i vari

fotogrammi si noterebbero delle strizzatine d'occhio!). Seguono, nella videocassetta, le indagini sul

campo, la presentazione di documentazione aggiuntiva relativa al caso e i risultati delle analisi del

"CUN" secondo il quale il filmato dell'UFO e' autentico all'80-90% mentre per quello sugli alieni il

verdetto rimane incerto.

A scanso di equivoci precisiamo subito che l'""atterraggio del secolo"" viene oggi ritenuto un falso da

pressoche' tutti i ricercatori "seri "occupatisi del caso (tra i quali non e' lecito annoverare Bob

Oechsler, l'autore di questa videoinchiesta).

Per valutare adeguatamente il caso, e' indispensabile riferire sia pure sinteticamente la vicenda. Nel

1989, Tom Theofanus, ufologo dell'associazione canadese "CUFORN", ricevette un plico inviato

anonimamante da un certo "Guardian" (il quale resta tuttora non identificato). Il plico, privo di

recapito del mittente, conteneva una storia su un UFO che sarebbe precipitato a circa una mezz'ora di

macchina da Ottawa (Canada). Lo stesso materiale fu inviato anche ad altri ricercatori

dell'associazione ufologica americana "MUFON". Secondo quanto riferisce Theofanus, ®era acclusa

la fotocopia della foto di un alieno¯. Sebbene scettici sulla storia, i ricercatori del "CUFORN"

cominciarono la loro inchiesta e arrivarono a rintracciare alcuni testimoni di un avvistamento

avvenuto a Manion Corners, vicino a Carp, Ontario. Una di questi, Diane Labanek (intervistata anche

nel documentario), affermo' di aver visto nella notte del 4 novembre 1989 una luce brillante dirigersi

verso una palude nelle vicinananze, aggiungendo inoltre che poco prima diversi elicotteri

illuminarono la zona con dei proiettori.

Verso la meta' di ottobre del 1991 il "CUFORN "comincio' a ricevere per posta altre informazioni da

Guardian. Prima un documento dai tono deliranti a proposito di una cospirazione tra i cinesi e gli

""Alieni Grigi che stanno pianificando la conquista del mondo"", poi una foto Polaroid di un UFO, e

come terzo invio una foto in bianco e nero di un" "alieno grigio"". Il quarto invio consistette invece in

un plico contenente una videocassetta in VHS con un'etichetta verde con su riprodotte l'impronta di un

pollice e la scritta "Guardian".

Nel pacchetto vi erano inoltre tre carte da gioco con note manoscritte (un asso, un re e un jolly), una

mappa fotocopiata raffigurante la ""zona di atterraggio dei grigi"" e delle note per spiegare che le

fiamme che si vedono nel video accanto all'UFO servirono per permettere all'astronave di aggirare i

radar e sapere dove atterrare! Erano anche acclusi dei documenti del Dipartimento Nazionale di

Difesa canadese - risultati poi essere dei falsi concepiti per somigliare ai documenti ottenibili negli

USA tramite la Legge di Liberta' dell'Informazione (FOIA).

All'inizio di marzo del 1992 l'ufologo americano Bob Oechsler (membro della "MUFON" e, stando a

quanto dice, ex Specialista di Missione della "NASA") informo' il "CUFORN" di aver anch'esso

ricevuto i filmati. Il video ricevuto da Oechsler aveva pero' delle leggere differenze rispetto a quello

ottenuto dai ricercatori canadesi, la piu' evidente delle quali era che la sua versione era priva

dell'audio.

Il 10 maggio 1992 Oechsler e diversi ricercatori canadesi decisero di andare a esaminare l'area

indicata sulla mappa di Guardian. Poco per volta emersero i primi dubbi sulla figura di Oechsler. Egli

pareva conoscere a perfezione la zona indicata senza esservi mai stato prima. Insistette di aver rilevato

con due bussole sul pavimento del suo furgoncino delle anomalie magnetiche. Si manifesto'

disinteressato ad intervistare altre persone nelle vicinanze del luogo dell'avvistamento e localizzo' con

una velocita' sconcertante quello che, a suo dire, era il luogo dell'atterraggio. Sempre piu' dubbiosi

sulle capacita' di inquirente di Oechsler, gli ufologi canadesi gli chiesero apertamente quali erano le

sue vere intenzioni. Oechsler, che in seguito raggiungera', grazie al caso Guardian, una certa

popolarita' (conferenze a pagamento, contratti col programma televisivo americano "Unsolved

Mysteries", consulenza per una compagnia europea, ecc.), a tale domanda replico' (con scandalo dei

colleghi): ""che c'e' di male a cercare di fare un po' di soldi?"". Aggiungendo poi: ""non importa se e

quanto la storia sia buona: il 50% delle persone ti credera', e l'altro 50% no. Tutto cio' di cui ti devi

preoccupare e' quel 50% di persone che credera'""!

L'evidenza presentata da Oechsler suggerisce che, contrariamente a quanto riferito nella

videocassetta, non sia stata condotta alcuna ""elaborata analisi"" del filmato. L'oggetto sembra essere

illuminato da terra, la sua cima non e' centrata, ha delle finestre, e ha tutto l'aspetto di un furgoncino.

La lunghezza e le caratteristiche delle immagini dell'alieno suggeriscono che egli sia rimasto in posa

per un tempo assai notevole. Eppure secondo la testimone, Diane Labanek, l'avvistamento duro' dai 5

agli 8 minuti. Tempo durante il quale Guardian avrebbe dovuto percorrere piu' di 300 metri di terreno

irregolare e perdipiu' di notte, filmare accuratamente un video, scattare un certo numero di foto in

bianco e nero a 35mm, oltre 20 Polaroid, e, stando a Oechsler, essere nel contempo rapito dagli

alieni!

L'investigazione sul campo di Oechsler lo porto' a concludere che l'UFO causo' nell'atterraggio dei

danni alla vegetazione sul terreno (il quale appariva dissodato). Egli affermo' anche che degli arbusti

di ginepro in quella zona furono irradiati (fatti seccare) da microonde. Viceversa, ricordano gli

inquirenti canadesi ""i danni non furono pero' causati da degli invasori extraterrestri bensi' da creature

terrestri, chiamate moffette, alla ricerca di vermi. Per quanto riguarda l'irradiazione da microonde"

(tenete conto che Oechsler non esegui' mai alcun tipo di lettura strumentale su cui fondare le proprie

"scoperte"), "quella fu causata dal rigido inverno canadese"".

Il titanio che Oechsler disse di aver rinvenuto non era in proporzioni diverse da quelle di un qualsiasi

cortile. L'assenza di stronzio (il quale dovrebbe essere presente se i fuochi fossero di origine militare

e non extraterrestre), da lui asserita non e' significativa, non essendo neppure noto con precisione il

presunto sito dell'atterraggio.

Pesanti sospetti cadono anche sulla testimonianza di Diane Labanek: il suo racconto presenta infatti

numerose incosistenze. Essa sostenne di non aver mai visto prima dell'investigazione i filmati in

questione, di aver mai sentito parlare di Guardian e di non sapere nulla di UFO. Tutte queste cose si

rivelarono poi false. Addirittura un amico della Labanek, Bobby Charlebois, appassionato di UFO,

risulto' aver avuto per molti anni proprio il soprannome di "Guardian". I ricercatori canadesi (con

l'aiuto dei colleghi della sezione Ontario della "MUFON" e dell'associazione canadese" OCIPE")

sono arrivati alla conclusione che il "caso Guardian" sia un falso perpetrato, per motivi non ancora

chiariti, da Diane Labanek, Bobby Charlebois e Pavel Farfara (nipote della Labanek, che parlo' con un

ispettore municipale del presunto atterraggio dell'UFO e delle manovre militari, dieci mesi prima che

questi avvenissero). Oechsler avrebbe concorso al falso per ragioni di guadagno personale.

Lasciamo al lettore giudicare la fondatezza sulle percentuali di veridicita' attribuite ai filmati. Quali

che siano i motivi del falso (ragioni economiche, operazioni di disinformazione, ecc.), rimane il fatto

quella contenuta nella videocassetta della Columbia non e' una seria inchiesta giornalistica. Il caso

viene presentato come ""evento reale e autentico"" su cui e' stata ""condotta un'approfondita serie di

ricerche analitiche, piu' che in qualsiasi altro avvistamento UFO"", mentre abbiamo visto che cosi'

non e'. Anche il ruolo di Oechsler e' poco chiaro. Come commentano gli ufologi del "CUFORN" ®o

Oechsler e' un pessimo inquirente, oppure i suoi programmi nel campo dell'ufologia sono

estremamente discutibili¯.

E' curioso notare come la sola altra personalita' ufologica di spicco a ritenere valido il "caso

Guardian", e cioe' il fisico ottico Bruce Maccabee, sia circondato, in relazione a questo e ad altri

controversi casi UFO, dai medesimi sospetti. In conclusione, aggiungiamo che - dopo la

pubblicazione sulle riviste ufologiche americane dei risultati delle indagini canadesi, Oechsler -

anziche' rispondere alle documentate critiche - ha annunciato il suo ritiro dall'ufologia e dalla sua

attivita' di commercio di testi e documentari ufologici.

UFO: INTRUSI DAL CIELO

1991-1992: OBIETTIVO MESSICO

(maggio 1994, durata 50 minuti)

La videocassetta contiene in gran parte frammenti dei filmati di UFO girati a Citta' del Messico, con

videocamere amatoriali, nel corso dell'eclisse totale di sole dell'11 luglio 1991.

Il contenuto della cassetta viene riportato sul retro della copertina. Puo' essere utile citarne un

estratto:

®Mentre milioni di persone puntano gli occhi al cielo, centinaia di foto-cineamatori registrano la piu'

imponente serie di immagini di UFO a memoria d'uomo. Diciassette persone, sconosciute tra loro, in

luoghi diversi, riprendono improvvisamente oggetti discoidali, metallici e splendenti. (...) Per la

prima volta: un 'iper-balzo' di un UFO su Puebla. La forma comune di sei UFO a confronto¯.

Cosa videro i testimoni? Una squadriglia di diversi oggetti discoidali pressoche' identici oppure lo

stesso oggetto visto da zone diverse della citta'? Questo la videocassetta non lo dice.

Tuttavia le ricerche condotte da inquirenti messicani hanno portato a quella che, con ogni probabilita',

e' la soluzione dell'enigma. Si'. Si tratto' proprio del medesimo oggetto. Ma non era un'astronave

extraterrestre, come, si afferma nella videocassetta, profetizzato da antichi sacerdoti Maya. Era il

pianeta Venere, che in quell'occasione era particolarmente luminoso (magnitudine apparente -4,46).

Quasi tutti gli altri UFO visibili nei restanti filmati, hanno spiegazioni convenzionali quali aerei,

palloni e stelle particolarmente luminose. Non escludiamo comunque, per amor di prudenza, che nella

marea di filmati mostrati ve ne sia qualcuno per cui una spiegazione non pare immediata.

La ragione di questa sovrabbondanza di filmati e' da imputarsi a una persona in particolare: Jaime

Maussan, l'autore del documentario. Giornalista del consorzio televisivo messicano Televisa,

Maussan attualmente distribuisce una lunga serie di video ufologici. E il materiale non manca:

Maussan dispone di un gruppo di ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, che lui chiama "vigilantes", i quali

passano giorni interi con una videocamera filmando tutto cio' che si muove nel cielo azteco. Di tutti

questi filmati estraggono quelli per i quali e' piu' difficile determinare l'origine dell'oggetto;

eseguono quindi ingrandimenti straordinari, amplificando la poca definizione dell'immagine digitale,

fino a giungere al livello del "pixel"..."et voila'", appare l'UFO!

"Intrusi dal cielo" descrive il microcosmo di un tipo di ricerca ufologica, fatta di un insieme di

eccitazione, tensione e ingenuita', che nell'ultima cinquantina di anni e' stata piu' volte applicata. E'

quindi una videocassetta senz'altro deludente, ma, sotto diversi aspetti, educativa.

UFO: L'ENIGMA MEIER

CONTATTI DALLE PLEIADI

(febbraio 1995, durata 75 minuti)

®Centinaia di foto nitide, molte riprese a distanza ravvicinata. Molti metri di pellicola con le

immagini di cinque diversi tipi di UFO. Registrazioni audio dei suoni emessi dagli scafi extraterrestri.

Campioni di leghe metalliche impossibili da trovare sulla Terra. Queste sono le prove che Eduard

'Billy' Meier, un agricoltore svizzero, per quasi vent'anni ha fornito al mondo intero, per dimostrare la

realta' dei suoi contatti con una civilta' proveniente dalla costellazione delle Pleiadi¯: cosi' viene

descritto il famoso (e famigerato) caso Meier su un foglio informativo distribuito dalla Columbia

Tristar. E se, come scrisse Dostoevskij, ®le piccole cose hanno la loro importanza; e' sempre per le

piccole cose che ci si perde¯, qui ne abbiamo avuta l'ennesima riprova: le Pleiadi "non" sono una

costellazione! Sono un ammasso stellare aperto (denominato, nel catalogo astronomico Meissier,

con la sigla M 45) contenuto nella costellazione del Toro.

Dettaglio insignificante, oppure preoccupante spia di un certo modo di fare informazione? Fate voi.

Rimane pero' il fatto che le stelle che formano le Pleiadi sono, in termini astronomici, piuttosto

giovani, e quindi probabilmente non adatte ad ospitare la vita su loro eventuali sistemi planetari.

"L'enigma Meier" e' la traduzione di una videocassetta risalente al 1984 (piuttosto datata, dunque)

sulle analisi condotte tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 da un gruppo di ricercatori

americani (Wendelle Stevens, Tom Welch, Brit e Lee Elders), gia' preconvinti sulla natura genuina

delle esperienze di "Billy". Quello che viene riportato e' quindi solo il loro punto di vista sul caso

Meier. Ma fortunatamente ne esistono anche altri, assenti dalla videocassetta, dai quali e' possibile

formarsi un panorama piu' completo sulle affermazioni e sulle "prove "fornite dal contattista

svizzero.

E cosi' scopriamo che nessuno dei test condotti su foto e filmati prova che quelli ripresi siano oggetti

di notevoli dimensioni a grande distanza. Numerosi indizi concorrono invece a far ritenere che si

tratti di modellini ripresi a distanza ravvicinata. Un vicino di Meier ha trovato in casa di Billy un

sacchetto contenente immagini di paesaggio svizzero con su incollate foto di modellini: delle prove

mal riuscite?

Si e' appurato che la foto di "Asket", una bella pleiadiana incontrata da Meier, e' tratta da un catalogo di

modelle svedesi.

Sulla lega metallica fornita da Meier non si sono potute condurre analisi complete poiche', sul piu'

bello, il chimico Marcel Vogel addirittura smarri' il campione!

E si potrebbe continuare a lungo.

Ancora recentemente una casa californiana di videocassette scandalistiche sugli UFO, la Under-

ground Video, ha riferito di aver scoperto che l'intero caso Meier e' un falso, e di aver trovato, a

riprova di cio', i modellini utilizzati per falsificare le foto. La stessa Underground, che

commercializzava videocassette pro-Meier, ha deciso che presentera' le scoperte effettuate al

Ministro della Giustizia della California, per verificare la possibilita' di istituire un'azione legale

contro Meier per frode ai danni del consumatore.

In definitiva, anche se da "L"'"Enigma Meier" cio' non emerge, la pressoche' totalita' degli ufologi

che hanno analizzato il caso del contattista svizzero con un minimo di senso critico e' convinta che si

tratti di un falso.

Certo, in un paio di minuti in fondo alla videocassetta, si informa l'acquirente della medesima che

nuovi elementi (posteriori al 1984), quali alcune foto di cui si e' provata la contraffazione, gettano

serie ombre sulla genuinita' della testimonianza. Ma e' poco per farsi una chiara idea della situazione.

Decisamente troppo poco.

UFO: ROSWELL, LA VERITA'

OLTRE LA CONGIURA DEL SILENZIO

(febbraio 1995, durata 75 minuti)

Avviso agli acquirenti: il "marzianino "riprodotto sulla copertina della videocassetta "non e'" uno

degli alieni recuperati nell'"UFO crash" di Roswell! Si tratta semplicemente del solito, gia' citato

pupazzo in un cilindro di "plexiglas" esposto dal 1981 al 1984 in una sala del "Pavillon du monde de

l'insolite", dell'Esposizione Internazionale di Montreal del 1967. Probabilmente ispirato ad alcune

descrizioni contenute nel libro di Berlitz e Moore sul caso Roswell ("Accadde a Roswell", Sperling

& Kupfer, 1981), non riflette per nulla qualsivoglia descrizione contenuta all'interno del video.

Al di la' di cio' la videocassetta e' tutto sommato una buona inchiesta giornalistica del controverso

caso Roswell. Prodotta con la collaborazione dell'associazione ufologica americana "Center for UFO

Studies" (CUFOS), e girata interamente nei luoghi teatro degli avvenimenti, "Roswell: la verita'"

contiene, non tanto la verita' sull'incidente (che ancora ci sfugge), quanto le interviste condotte e gli

scenari ricostruiti dai due inquirenti del CUFOS Kevin Randle e Don Schmitt.

Si tratta, tutto sommato, di una versione video, necessariamente piu' schematica ed enfatica, del loro

primo libro "UFO Crash at Roswell". E in un certo senso del libro possiede alcuni pregi ed alcuni

difetti. Tra i pregi l'accurata ricostruzione storico-giornalistica dei fatti avvenuti in quel luglio del '47

e il riportare ampi stralci di interviste a testimoni rintracciati per la prima volta da Randle e Schmitt.

Tra i difetti: il non mettere sufficientemente in evidenza che si tratta di un caso molto vecchio (con

tutto cio' che ne consegue) e il voler a tutti i costi ricostruire uno scenario che, volendo essere

eccessivamente dettagliato, per alcune parti presta il fianco a critiche, giustificate, di non aderenza ai

fatti noti. Scenario che, d'altro canto, e' stato in seguito modificato in diversi aspetti non marginali

dagli stessi Randle e Schmitt nel loro volume successivo, "The Truth about the UFO Crash at

Roswell".

Certo, come gran parte delle inchieste ufologiche di origine americana, anche questa interpreta gli

avvenimenti alla luce dell'ipotesi extraterrestre e del "cover up" governativo. Pero' e' un'analisi

approfondita e meticolosa, e ha il pregio di descriverci un caso di cinquant'anni fa col minor numero

di filtri possibile: ricorrendo cioe' alle testimonianze di persone che, direttamente o indirettamente,

vissero quegli eventi. Che valore e che interpretazione dare delle loro parole spetta poi a ciascuno di

noi.

LA SERIE NEL SUO COMPLESSO

Volendo fornire un commento riepilogativo sulla serie di videocassette, occorre innanzi tutto rilevare

il successo - non solo commerciale - dell'iniziativa. Oggi, ogni volta che ci si confronta con il

pubblico in conferenze o altre manifestazioni divulgative sugli UFO, ci si trova di fronte a domande

basate su qualcuna delle cassette della Columbia, che il piu' delle volte sono assunte come fonte di

informazione certa e documentata.

In effetti allo studioso che ne prende visione disturba il tono enfatico ed assertivo di tutti questi

documentari, i quali ovviamente non possono certo permettersi di porre dubbi e questioni ma al

contrario offrono certezze indiscutibili ad un pubblico che non puo' che restarne convinto, grazie

anche al particolare carattere del mezzo utilizzato (la visione sullo schermo televisivo) sulla cui

sostanziale passivita' e condizionabilita' dello spettatore esiste un'abbondante letteratura, cosi' come

sulla necessita' di semplificare, schematizzare, drammatizzare, abbreviare e spezzettare il messaggio.

Se negli altri Paesi, soprattutto negli Stati Uniti, esiste da anni un mercato fiorente di centinaia di

video-documentari ufologici, in Italia la stessa novita' assoluta dell'iniziativa (ideata e curata dal

pubblicista romano Maurizio Baiata) ha indubbiamente contribuito al suo forte impatto che in termini

quantitativi (14.000 copie vendute delle prime due cassette ed una media di 8.000 copie ciascuna per

le successive) hanno avuto una circolazione complessiva superiore a qualunque libro di ufologia

pubblicato negli ultimi 15 anni.

E' pertanto un peccato che di fatto propongano mezze verita', informazioni datate, omissioni

significative e alcune vere e proprie falsificazioni, dando nel complesso un'immagine del fenomeno

UFO e dell'ufologia che e' un salto netto all'indietro di 20 anni.

In realta' questa stessa impostazione sensazionale e assertiva ha da un lato contribuito probabilmente

in maniera essenziale all'attuale rifiorire di un interesse diffuso per l'argomento e in prospettiva anche

di un maggior attivismo hobbistico di gruppi e gruppetti locali di appassionati.

Dall'altro lato la serie "UFO" costringe gli studiosi italiani seri a dover fare della vera e propria

contro-informazione, per fornire alle nuove leve di appassionati una visione delle problematiche

ufologiche depurata delle tante, troppe informazioni errate dalle quali vengono investiti.

Se tutto cio' sia alla lunga positivo o negativo per lo sviluppo dell'ufologia italiana, e' questione aperta.

Per quanto riguarda la serie di videocassette, restiamo pero' convinti, sulla base di analoghe

esperienze in altri paesi, che - senza sacrificare troppo alla vendibilita' del prodotto - si sarebbe

potuto produrre documentari piu' legati alla realta' e meno alla fantasia.

(tratto da: "UFO - Rivista di informazione ufologica" n. 16, luglio 1995; (c) 1995 Centro Italiano

Studi Ufologici, casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011-3290279)