Ultimatum alla Terra -1951

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The day Earth stood still“, distribuito negli Stati Uniti per la prima volta nel settembre 1951 (e trasmesso come adattamento radiofonico il 4 Gennaio 1954), rappresenta uno dei classici di fantascienza di tutti i tempi ed è particolarmente ricco di spunti ufologici, anche per il fatto di essere imperniato sull’atterraggio a Washington di un disco volante.
Ultimatum alla Terra - Dischi volanti “Ultimatum alla Terra” è una delle pellicole che, grazie al grande successo di pubblico dell’epoca, contribuì profondamente, insieme ad alcuni altri che uscirono in quegli stessi anni, a traghettare definitivamente i dischi volanti dalle confuse e spesso preoccupanti ipotesi dell’arma segreta terrestre alla più affascinante origine extratterrestre, peraltro già largamente anticipata da un lungo processo iniziato quasi settant’anni prima e da a miriade di pubblicazioni, più o meno definibili di “fantascienza”, apparse nei decenni precedenti.
L’impatto del film sulla cultura popolare americana del tempo fu notevole se, l’anno successivo, in occasione dell’ondata e degli avvistamenti  su Washington, alcuni commentatori accusarono il fim di avere generato un contagio isterico responsabile di quanto la gente riferiva di vedere. Nel 1954 uscì addirittura un “remake” in Gran Bretagna, intitolato “Stranger from Venus” (ma anche “Immediate Disaster”). Primo film britannico dedicato ai dischi, è caratterizzato dalla presenza di un angelico fratello dello spazio, quasi un dio  in grado di curare le peggiori malattie. Arriva sulla Terra per prepare un incontro tra i terrestri ed una delegazione di Venere che arriverà a bordo di un disco volante, oggetto delle brame dei cattivi di turno.

Tra i numerosi elementi “ufologici” contenuti nel film è opportuno ricordare:

  • la luminosità in pieno giorno
  • la classica forma a disco con cupola
  • l’apertura nella cupola per permettere l’uscita del pilota
  • la tuta attillata con casco
  • il blocco degli impianti elettrici
  • l’interno dell’astronave caratterizzato da una luminosità diffusa, ma senza fonti visibili

Alcuni di tali elementi diventeranno poi una sorta di costante in molti incontri ravvicinati e nei racconti dei contattisti. Infatti, l’influenza di questo film sul bagaglio culturale collettivo e sullo sviluppo e consolidamento del mito ufologico in chiave extraterrestre è considerevole. Per la prima volta il pubblico poteva vedere da vicino una di quelle fantastiche macchine volanti di cui si parlava sempre più. Addirittura il film permise di vedere l’interno di quella che era un’astronave prodotta da una civiltà tecnologicamente superiore alla nostra.

“Ultimatum alla Terra” probabilmente contribuì a stimolare la nascita e “giustificare” il movimento contattistico che, a partire dall’anno successivo all’uscita della pellicola, si sviluppò ed ebbe grande notorietà per tutti gli anni cinquanta (proseguendo poi, con alterne fortune, in diverse nazioni fino a tutti gli anni settanta, arrivando quindi, rivisto e corretto, ad oggi). Le stesse tematiche espresse nel messaggio pacifista di Klaatu (l’extrarrestre sbarcato dal disco volante), legate all’interruzione delle guerre e del conseguente pericolo dell’annichilazione atomica, saranno l’argomento dominante dei messaggi dei vari contattisti dell’epoca.

Dischi volanti in Ultimatum alla TerraInfatti, a partire dallo stessoAdamski (uno dei primissimi e sicuramente il più conosciuto), i contattisti riferiranno di messaggi messianici legati alla pace tra i popoli e, soprattutto, al disarmo nucleare (contattisti che poi, negli anni sessanta, incominciarono a sviluppare anche tematiche legate alla preservazione dell’ambiente, visto che l’inquinamento stava diventando un problema altrettanto significativo e popolare), che avrebbero ricevuto dagli “uomini dello spazio” con cui erano in contatto. Una visione, quella dei guardiani cosmici, legata al concetto di civiltà extraterrestre di gran lunga superiore alla nostra sul piano tecnologico e, conseguentemente, su quello spirituale, in grado di vedere prima di noi i nostri stessi problemi e, quindi, di indicarci le vie (peraltro solitamente banali) per risolverli.

Inoltre, molti elementi delle descrizioni degli  incontri dei contattisti  confermano come “Ultimatum alla Terra” sia stato, molto probabilmente, un forte elemento ispiratore, grazie anche al grande successo e popolarità che ebbe all’epoca. Basta pensare all’interno delle loro astronavi, all’aspetto marcatamente umano e rassicurante degli esseri (per esempio, la tuta di un pezzo unico di Klaatu, stretta alla vita, è palesemente analoga alla rappresentazione di Orthon, il pilota extraterrestre incontrato da Adamski), nonchè alla stessa descrizione dei dischi.

Il tema dell’avvertimento per i pericoli di una guerra nucleare destinata ad estinguere l’umanità ed il conseguente “invito” a rinunciare all’arma atomica può essere fatto risalire ad una trasmissione radiofonica del 1945, fonte ispiratrice di innumerevoli altri “avvertimenti” similari attraverso opere letterarie, radiofoniche e cinematografiche. Il “radiodramma” (un genere molto in voga per romanzare alla radio opere letterarie, come la famosa “Guerra dei Mondi” del 1938 o anche film, in un periodo in cui la televisione non aveva ancora fatto la sua comparsa ufficiale) fu trasmesso il 20 Settembre 1945 con il titolo “Rocket from Manhattan” (ascolta il radiodramma originale) e scritto da Arch Oboler, appena poco più di un mese dopo l’esplosione delle prime atomiche sul suolo giapponese. La trama: nell’anno 2000 la Terra viene osservata mentre si autodistrugge a causa di una serie di esplosioni atomiche, dall’equipaggio di un razzo di ritorno dalla Luna, dove si era reso conto che i crateri lunari erano la testimonianze di antiche deflagrazioni nucleari che avevano distrutto una grande civiltà indigena. La morale: l’umanità può autodistruggersi con queste terrificanti armi, il cui controllo può essere perso dagli Stati Uniti, all’epoca l’unico paese detentore del segreto.

Il tema fu ripreso anche in un racconto di fantascienza (“The Outer Limit” di Graham Doar) pubblicato il 24 Dicembre 1949 sulla gloriosa rivista “The Saturday Evening Post”. Un pilota collaudatore americano sparisce mentre sta volando su un jet sperimentale e lo si ritiene precipitato. Ricomparirà alcune ore più tardi (in maniera analoga a quanto ripreso dal film “Killers from Space” del 1954), riferendo di essere stato rapito da degli alieni che gli hanno dato un messaggio da trasmettere alla Terra: lo sviluppo delle armi atomiche è visto con preoccupazione dagli altri esseri dell’universo e se i terrestri non decidono di cessare lo sviluppo e l’uso di questa tecnologia, tali esseri sono pronti a distruggere la Terra.

Al di là della primitiva presenza del concetto di rapimento alieno (comunque preceduto da molti altri esempi contenuti nella letteratura di fantascienza dei decenni precedenti), il messaggio è molto simile a quello della trasmissione del 1945 ed il racconto verrà usato alla radio (ma anche per un adattamento televisivo nell’ambito di una delle primissime serie di fantascienza prodotte per il piccolo schermo, “Out There”, trasmesso il 28 Ottobre 1951) come base per altre drammatizzazioni, tra cui una trasmessa dalla CBS il 7 Febbraio 1950 (nella serie “Escape”)[*] ed un’altra dalla NBC l’8 Aprile 1950 (nell’ambito della serie “Dimension X”).

Il primo dei due risulterà più aderente al racconto originale: l’aereo del pilota viene inghiottito dall’astronave aliena (come avverrà anche nel film “Cittadino dello Spazio” del 1955) e qui incontra due extraterrestri: il comandante Xegion e Zyll. Xegion comanda la Guardia Galattica, una forza di polizia che ha il compito di mantenere la pace nella galassia e che ha messo in quarantena la Terra per mezzo di un campo di forza, a causa degli esperimenti atomici. Quando un numero sufficiente di particelle atomiche avranno saturato il campo, la Terra esploderà. Zyll quindi avverte il pilota che se i terrestri inizieranno una guerra atomica il pianeta sarà distrutto. Lasciato tornare al suo aereo, il pilota rientra alla base, ma il messaggio di cui è latore sarà accolto con scetticismo.

Come riferito più sopra, è chiaro come questi temi siano stati ampiamente ripresi dai contattisti degli anni cinquanta, pretendendo di trasformare la fantasia in realtà, sfruttando le paure (la guerra atomica) ed i bisogni (la pace dopo la devastante seconda guerra mondiale) più importanti dell’epoca. In ogni caso la relazione tra la presenza dei dischi volanti e le armi atomiche fu già occasionalmente presentata nel corso degli anni quaranta, per esempio nell’articolo “Son of the Sun” pubblicato nel Novembre 1947 sulla rivista “Fantastic Adventures“.

Extraterrestri in Ultimatum alla TerraLa sintesi della trama  di “Ultimatum alla Terra”:
un disco volante atterra di fronte alla Casa Bianca ed e’ immediatamente circondato dalle squadre di sicurezza dell’esercito. Dalla nave scende un essere dalle fattezze umane, Klaatu, il quale estrae dalla cintura uno strano oggetto. Prima che possa parlare, l’alieno viene colpito da un proiettile sparato da un soldato particolarmente nervoso. L’oggetto era uno strumento avanzatissimo di cui Klaatu intendeva fare omaggio al Presidente degli Stati Uniti. Ricoverato in ospedale, Klaatu chiede al Segretario di organizzare un incontro con tutti i capi di governo, ma ciò si rivela impossibile per ‘motivi di sicurezza.’ L’alieno fugge dall’ospedale e, nascondendosi dietro uno pseudonimo, prende in affitto una stanza. Dalla padrona di casa e suo figlio raccoglie informazioni sulla società e la politica terrestri. Appreso che un famoso scienziato, il professor Barnhart, vive poco lontano, si reca a casa dell’uomo e lo convince a riunire una delegazione di scienziati in rappresentanza di ogni paese del mondo. Convinto della necessità di una dimostrazione di forza, l’alieno provoca un black-out di mezz’ora esteso all’intero pianeta, escludendo (chissà come) dal fenomeno soggetti a rischio come ospedali e aerei in volo. Barnhart riunisce gli scienziati presso il disco volante, ma Klaatu viene ucciso dai militari. Nello stesso istante dall’astronave esce un gigantesco robot che, dopo aver neutralizzato le armi puntate contro di lui con un raggio disintegratore, raccoglie il corpo senza vita di Klaatu e scompare con esso all’interno del disco. Attraverso l’utilizzo di tecnologie sconosciute all’uomo, il robot restituisce temporaneamente la vita all’alieno. Finalmente Klaatu può rivelare il contenuto del suo messaggio. Portavoce di una federazione interplanetaria turbata dalla disinvoltura con cui il genere umano utilizza l’energia atomica per la costruzione di ordigni nucleari, ammonisce i popoli terrestri ad abbandonare questa strada. Un esercito di robot invincibili sarà garante delle operazioni di disarmo e, nel caso i governi della Terra decidessero di agire diversamente, autorizzato a distruggere il pianeta. Tornati a bordo del disco volante, Klaatu e Gort si allontanano sotto gli occhi di un’umanità messa in salvo, forse, dalla propria irrazionalità.
(Maurizio Carità – http://www.intercom.publinet.it/2000/cinemalieno1.htm#cinquanta)

 

[*] Già il 15 Marzo precedente, la Mutual Radio Network trasmise l’episodio “The Flying Saucers” nella serie “2000 plus”. Una base segreta a White Sands, nel New Mexico, è adibita allo sviluppo di una nuova arma a difesa dei dischi volanti, che hanno più volte visitato la base senza atterrare. Viene sviluppato lo Zeus II, uno speciale missile, che viene lanciato contro un disco volante, colpendolo. Mentre il personale della base va alla ricerca dei rottami dei disco, un agricoltore locale riferisce di avere trovato un disco intatto posato al suolo. Al suo interno, lo scienziato protagonista dell’episodio e l’agricoltore trovano, svenuta, la segreteria dello scienziato stesso. L’agricoltore si rivela quindi come un alieno della razza “Core” e pilota il disco verso la Luna, punto di appoggio per viaggiare verso una galassia lontana 500 anni luce (sic). L’alieno afferma che la sua razza ha controllato la Terra nel corso degli ultimi 3.000 anni, conducendo esperimenti sugli esseri umani, favorendo lo sviluppo tecnologico e scientifico, facendo scoppiare guerre e rivoluzioni  (come parte della loro ricerca e del loro piano) e lasciando sul pianeta alcuni di loro, dopo avere rimosso tutti i loro ricordi originali. Anche lo scienziato e la sua segretaria sono alieni  e stanno per essere riportati “a casa”, ma dopo uno scontro con l’alieno riescono a riportare il disco verso la Terra, con l’intenzione di obbligare la razza aliena a lasciare in pace il pianeta. Da notare, oltre agli elementi di riferimento delle storie legate ai “crash” di dischi volanti che circolavano proprio in quel periodo, la presenza del tema del controllo dell’umanità da parte di esseri extratterrestri, che sarà più volte presente nelle storie dei contattisti degli anni cinquanta e successivi.

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