Il problema delle fonti primarie

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Una parte consistenza dell’ufologia e dei suoi casi, anche di quelli ritenuti “classici” e maggiormente attendibili, si basa su fonti non primarie o assolutamente parziali, spesso “selezionate” in modo opportuno per supportare al meglio il caso stesso e, più in generale, l’assunto di fondo della presenza di visite dallo spazio. Nella maggioranza dei casi, inoltre, le stesse fonti primarie, quando rintracciate, mostrano una considerevole debolezza nella qualità e nella quantità delle informazioni disponibili, rendendole praticamente di un valore molto limitato ai fini della valutazione dell’evento che riportano.

Uno dei casi internazionali classici conosciuti alla maggior parte degli appassionati di ufologia e’ quello avvenuto nel 1958, in Brasile, a bordo della nave scuola “Almirante Saldanha” della marina (qualcosa di analogo alla nostra “Amerigo Vespucci”). Sebbene fosse stato sempre ritenuto un probabile falso, da sempre, da parte degli ufologi razionalisti (ma anche da buona parte degli organi di stampa brasiliani dell’epoca) e che nel 2010 una parente del fotografo riferì che lo stesso uomo aveva confessato si fosse trattato di un falso, la gran parte dei libri e delle riviste specializzate lo presenta ancora come un esempio di importante avvistamento, con testimoni multipli, corredato da evidenza fotografica e supportato addirittura dall’avvallo della marina brasiliana. Gli autori di tali libri e riviste hanno semplicemente citato le solite fonti assertive, che avevano isolato (o, nella migliore delle ipotesi, non avevano approfondito il caso con tutte le fonti primarie dell’epoca) le parti dell’episodio che concorrevano a creare un caso classico e ricco di elementi importanti per affermare la realtà dei dischi volanti.

Molti ricercatori nei decenni successivi hanno affrontato il caso, chi trovando delle possibili spiegazioni nella convinzione che le foto fossero autentiche, chi smontando un caso che risultava essere popolarmente conosciuto in modo piuttosto diverso da come si erano realmente svolti i fatti.

Dischi volanti: caso fotografico (falso) dell'isola Trinidade, brasile 1958
Mundo Illustrado 10 novembre 1954

Già pochissime settimane dopo l’evento un giornale di Rio de Janeiro, concorrente di quello che aveva avuto l’esclusiva delle foto (e quindi sicuramente interessato a demolire lo scoop del concorrente), aveva pubblicato una serie di articoli in cui riteneva le foto una montatura. Presentò la denuncia di un amico del fotografo, secondo cui era stato solo un fotomontaggio, ricordando anche che quest’ultimo, quattro anni prima, aveva pubblicato un articolo sulla rivista “Mundo Illustrado” (10 novembre 1954) in cui mostrava come fotografare un disco volante. Il testo di quell’articolo è leggibile qui.

Foto ed analisi, condotte nel corso degli anni, su questo caso che è sempre stato “venduto” come un esempio della presenza di velivoli extraterrestri nei cieli del pianeta sono disponibili su questa pagina.

La popolare rivista O Cruzeiro (dopo avere acquisito l’esclusiva delle immagini) dedicò un lungo articolo al caso, firmato Joao Martins, un giornalista che produsse un grande numero di articoli sui dischi volanti, a partire dal suo stesso caso fotografico di Barra de Tijuca del 1952.


Di seguito, per la prima volta in Italia gli articoli del quotidiano brasiliano che già all’epoca dei fatti aveva denunciato le foto come dei falsi.

1958-02-25-JornalDoBrasil-Saldanha
Jornal do Brasil – 25 febbraio 1958
1958-02-25-JornalDoBrasil-Saldanha-spiega
Jornal do Brasil – 25 febbraio 1958
1958-02-22-JornalDoBrasil-Saldanha-SPIEGA
Jornal do Brasil – 23 febbraio 1958
1958-02-23-JornalDoBrasil-Saldanha-SPIEGA
Jornal do Brasil – 23 febbraio 1958
1958-02-22-JornalDoBrasil-Saldanha
Jornal do Brasil – 22 febbraio 1958
1958-02-21-JornalDoBrasil-Saldanha
Jornal do Brasil – 21 febbraio 1958

1958-02-23-JornalDoBrasil-Saldanha-SPIEGA-foto

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